giovedì 2 ottobre 2008

Anestesia

Dall'oggi al domani e senza avvertire nessuno il primario ha deciso che mancavano persone in sala operatoria e , come da copione, ha deciso di spedirci i più giovani e sfigati, nella fattispecie io ed un altro. 

Tralasciando il fatto che avrei considerato un atto di gentilezza informarmi previamente che stavo per abbandonare la rianimazione per sei mesi, diciamo che il tutto mi fa anche abbastanza gioco. Sala operatoria significa lavorare tutti i giorni dalle 7.30 a quando non si sa, però vuol dire anche niente notti, niente sabati e niente domeniche. E scusa se è poco.

Sempre per un principio di coerenza interna che sfugge a tutti tranne che al primario io sono stata dunque assegnata  3 volte a settimana alla sala operatoria di pediatria e le altre 2 in quella di oculistica e  quella di chirurgia generale.

Ora, chiunque abbia la mia specializzazione, qualunque cosa si sia trovato a fare dopo, ha iniziato dall'anestesia, ecco perchè per un anestesista entrare in sala operatoria e prepararla è naturale come per uno studente aprire la cartella e tirare fuori l'astuccio, o per un prete mettersi i paramenti per la messa. Una specie di ritualità. 

In effetti se esiste al mondo una categoria di persone assolutamente abitudinaria sono gli anestesisti. Ogni anestesista, in ogni sala operatoria ha il suo modo di fare le cose, tutte le cose dalle più piccole alle più grandi. Per esempio: il cerotto. Avete presente quei rotoli di cerotto di seta che si usano in ospedale per fissare gli aghicannula che si mettono in vena? ecco. sembrerebbe una cosa semplice: uno strappa un pezzo di cerotto e lo appiccica al braccio.

e invece no.

Gli anestesisti della seconda clinica chirurgica, per esempio, vogliono che la cannula sia fissata con due strisce di cerotto (una sopra e una sotto) con un'incisura nel centro di entrambe per incrociarle sul dorso dell'ago; in otorinolaringoiatria invece sostengono che l'incisura del cerotto ne indebolisce la fibra, per cui vogliono il pezzo non inciso, e arrotolato a braccialetto su tutta la circonferenza del polso. Gli anestesisti della ginecologia argomentano che sprecare tutto quel cerotto è inutile perciò loro tagliano la striscia nel senso della lunghezza e ne ricavano due cerotti più piccoli, mentre in pediatria il cerotto di seta non si usa per fissare le cannule, molto meglio quello di tela non tessuto che è più delicato...

E questa è solo una sciocchezza...in un'anestesia di ore ci sono miliardi di gesti...

un'altra caratteristica degli anestesisti è di essere assolutamente scaramantici.

Per esempio: il paziente non deve incrociare le gambe sul lettino della sala operatoria; e siccome incrociare le gambe è un gesto che viene spontaneo a tutti, se ci sono 20 interventi in un giorno devi ripetere a tutti e 20 i pazienti: "non incroci le gambe", ripetutamente. Oppure, come diceva un vecchio professore: "ponti d'oro al paziente che fugge", ovverosia se il paziente comincia a dire che non si vuole operare, non lo operate o qualcosa andrà sicuramente male, oppure: parenti di medici, qualcosa andrà male durante l'intervento, fosse pure solo il fatto di dover fare due buchi per mettere l'ago. O ancora alcuni pregiudizi sulle persone dai capelli rossi, che riescono a far andare le cose storte in sala operatoria, o la cosidetta sindrome calabro-lucana, per cui i pazienti che vengono da queste due regioni si svegliano dall'anestesia agitati...

Insomma: chiunque consideri la medicina una scienza, dovrebbe entrare un paio d'ore in sala operatoria...

4 commenti:

L'oracolo ha detto...

Ammazza, non l'avrei detto... soprattutto la parte sulla superstizione.

Bene, ora ti leggerò con assiduità. Perché quel mondo lì dove vivi tu a me ha sempre fatto un po' paura; il mese scorso mi hanno dovuto dare due punti ed ho rotto le scatole a mezzo mondo...

propofol ha detto...

Spero di non darti un dispiacere, Dani, ma sei assolutamente normale!!! bacio

Anonimo ha detto...

In tanti anni non ho mai conosciuto un collega che in s.o. non abbia le sue fisime, tanto che mi sto adeguando anch'io.
P.S. di recente mi hanno regalato 6 tutine blu xchè quelle rare volte che uso quelle verdi, gli infermieri di s.o. richiedono il pranzo e chiamano casa avvisando che forse torneranno a cena. Fortunatamente a me spetta pagare solo l'eventule cena.

propofol ha detto...

beh, questo è positivo, anche perchè la sera in sala si è sempre meno che a pranzo =)