Chiunque abbia giocato a Grand Theft auto nella vita non può non amare follemente le ambulanze. Andare in ambulanza è il sogno di qualsiasi bambino: un camion che corre, salta i semofori, va a sirene spiegate e il traffico si apre al suo passaggio.
...è anche il sogno di parecchi adulti...
C'è da dire che questo miracolo è reso possibile dal fatto che gli autisti delle ambulanze di solito sono dei guidatori fantastici: riescono a mantenere un andatura elevata, praticamente senza sbalzi, guidando in tutte le condizioni di traffico, meteo, strade e idioti in carreggiata. Da fuori non ci si rende conto di quanto sono bravi, ma quando stai dentro e guardi dal vetro pensi: "Oddio, adesso ci schiantiamo!" almeno tre o quattro volte a tragitto e solo una cieca fiducia nel Fato e nell'Autista ( o nel Fato dell'Autista) ti da il coraggio di salire sul mezzo.
Ieri stavamo portando un paziente complicato in un ospedale centrale: era ora di punta, il paziente era instabile e pioveva a dirotto. Io cercavo di tenerlo vivo e nel contempo di non vomitare (ebbene sì, soffro di qualunque forma di cinetosi nota, compreso il mal d'auto) quindi lo stavo ventilando, guardando il monitor . L'infermiere sistemava la flebo voltato verso la strada quando ha esclamato: "OH, CAZZO!" e ho sentito l'ambulanza spostarsi bruscamente a destra e poi a sinistra con una chicane tipo quella finale del circuito di Suzuka; tipicamente toscana invece, era la megabestemmia partita dall'autista.
poi ci siamo rimessi in linea e l'infermiere ha fatto un sospirone di sollievo.
"Mario, che è successo?" ho domandato
"Niente." mi ha risposto "non lo vuoi sapere."
Forse in effetti no.
venerdì 17 maggio 2019
venerdì 10 maggio 2019
Problemi culinari
Sara è amica di Sofia fin dall'asilo: hanno condiviso abiti da principessa, pigiama party, vacanze familiari e i loro fidanzati sono migliori amici.
La mamma di Sara, Maria, più che una donna è un generale prussiano: roba che in confronto a lei Radetzky era uno che giocava con i soldatini.
Due anni fa, in seguito ad un analisi banale, si scoprì che Sara aveva una forma di diabete giovanile.
Mentre tutti noi stavamo là sgomenti , cercando di essere utili, ma senza sapere neanche bene che dire, Maria e Mario, preso atto della cosa, riorganizzavano la loro vita adattandola a questo nuovo fatto e facendo in modo che avesse il minor impatto possibile sulla vita di una bambina vivace e intelligente di 8 anni.
Oggi Sara è praticamente già in grado di gestirsi da sola e Maria ne sa più di me, e anche di molti internisti, sul diabete e la sua gestione.
Di tutto questo confuso periodo il ricordo che mi è rimasto più nitido è un suo commento poco tempo dopo la diagnosi; eravamo in ospedale e lei non guardava nessuno, sembrava pensasse fra sè e sè. Mormorò:
"Io sono celiaca. Mario è vegetariano. Sara è diabetica...boia... adesso invitateci a cena se avete coraggio..."
La mamma di Sara, Maria, più che una donna è un generale prussiano: roba che in confronto a lei Radetzky era uno che giocava con i soldatini.
Due anni fa, in seguito ad un analisi banale, si scoprì che Sara aveva una forma di diabete giovanile.
Mentre tutti noi stavamo là sgomenti , cercando di essere utili, ma senza sapere neanche bene che dire, Maria e Mario, preso atto della cosa, riorganizzavano la loro vita adattandola a questo nuovo fatto e facendo in modo che avesse il minor impatto possibile sulla vita di una bambina vivace e intelligente di 8 anni.
Oggi Sara è praticamente già in grado di gestirsi da sola e Maria ne sa più di me, e anche di molti internisti, sul diabete e la sua gestione.
Di tutto questo confuso periodo il ricordo che mi è rimasto più nitido è un suo commento poco tempo dopo la diagnosi; eravamo in ospedale e lei non guardava nessuno, sembrava pensasse fra sè e sè. Mormorò:
"Io sono celiaca. Mario è vegetariano. Sara è diabetica...boia... adesso invitateci a cena se avete coraggio..."
venerdì 3 maggio 2019
Crediamoci in tre
Fino alla nascita di Sofia mio marito guardava ai bambini con un misto di terrore e ribrezzo. Diciamo che raramente , prima del 16 giugno 2010, gli ho visto toccare un essere umano di meno di 14 anni. Questa cosa per chi lo conosce ora che è l'eroe dei bambini appare quantomeno curiosa, ma era talmente spiccata che io, nella paranoia tipica della primigravida, ogni tanto mi chiedevo se avrebbe voluto bene a sua figlia.
Al contrario di quello che pensavo, invece , da quando ha posato gli occhi su Sofia ,Gio si è completamente rincoglionito: la guarda con aria adorante e mormora: "Amore mio, quanto sei bella...", e questo detto dall'uomo che a 20 anni, quando gli dissi "Oggi è un anno da quando ci siamo dati il primo bacio" rispose: "Certo che il Tempo è un figlio di puttana bastardo e implacabile...".
E' diventato talmente appiccicoso e coccolone che ogni tanto mi chiedo come faccia lei a sopportarlo, ma evidentemente mia figlia è di una pasta diversa dalla quarantenne acida che sono io, perchè considera il papà una specie di grosso parco giochi.
L'altra sera, lui ha chiesto: "Amore, ma quanto è figo papà?" e lei ha risposto: "Un sacco!" schioccandogli un bacetto.
Lui ha sorriso gongolante: "Basta che ce credemo in due..."
Al contrario di quello che pensavo, invece , da quando ha posato gli occhi su Sofia ,Gio si è completamente rincoglionito: la guarda con aria adorante e mormora: "Amore mio, quanto sei bella...", e questo detto dall'uomo che a 20 anni, quando gli dissi "Oggi è un anno da quando ci siamo dati il primo bacio" rispose: "Certo che il Tempo è un figlio di puttana bastardo e implacabile...".
E' diventato talmente appiccicoso e coccolone che ogni tanto mi chiedo come faccia lei a sopportarlo, ma evidentemente mia figlia è di una pasta diversa dalla quarantenne acida che sono io, perchè considera il papà una specie di grosso parco giochi.
L'altra sera, lui ha chiesto: "Amore, ma quanto è figo papà?" e lei ha risposto: "Un sacco!" schioccandogli un bacetto.
Lui ha sorriso gongolante: "Basta che ce credemo in due..."
giovedì 25 aprile 2019
Festa della liberazione
"Destra" e "Sinistra" si riferiscono al posto occupato in parlamento dalle forze politiche e quindi presuppongono uno stato democratico e parlamentare.
Fascismo, stalinismo, franchismo, il regime dei Khmer rossi cambogiani, la monarchia islamica araba sono dittature, quindi forme di governo diverse da quella democratica.
Il 25 aprile si festeggia il passaggio del nostro paese ad un governo democratico e parlamentare che garantisce a tutti i suoi cittadini (o almeno ci prova) libertà e uguaglianza.
Nessuno di quelli che siede in un parlamento liberamente eletto dal popolo, si senta escluso da questa ricorrenza.
Nessuno di noi, che abbiamo la libertà di dire tutto quello che ci pare a volte a sproposito, si dimentichi di quanto questa libertà lo riguarda ogni giorno.
Buon 25 aprile!
venerdì 19 aprile 2019
Globalizzazione
è arrivato il solito paziente scassatissimo con mille patologie. Tra le altre però ne aveva una preoccupante: era colonizzato da un superbatterio; nella fattispecie questa bestia immonda produce un enzima chiamato New Delhi metallo beta lattamasi che la rende resistente ad un ampio spettro di antibiotici.
Un'infezione del genere ovviamente genera il panico in un ospedale: se si comincia a diffondere un batterio che non risponde agli antibiotici è facile immaginare la portata delle conseguenze, sopratutto nei pazienti della rianimazione.
La direzione sanitaria era allarmatissima, gli infettivologi hanno scritto fiumi di consulenze e fatto lunghissimi brainstorming, il paziente è stato messo in isolamento e gli infermieri gli si avvicinano solo dopo essersi ricoperti dalla testa ai piedi di indumenti usa e getta.
Nel darci le consegne il nostro responsabile ci traccia il quadro della situazione. Poi si volta sornione e fa: " New Dehli metallo beta lattamasi... questi batteri stranieri che ci rubano il lavoro..."
Un'infezione del genere ovviamente genera il panico in un ospedale: se si comincia a diffondere un batterio che non risponde agli antibiotici è facile immaginare la portata delle conseguenze, sopratutto nei pazienti della rianimazione.
La direzione sanitaria era allarmatissima, gli infettivologi hanno scritto fiumi di consulenze e fatto lunghissimi brainstorming, il paziente è stato messo in isolamento e gli infermieri gli si avvicinano solo dopo essersi ricoperti dalla testa ai piedi di indumenti usa e getta.
Nel darci le consegne il nostro responsabile ci traccia il quadro della situazione. Poi si volta sornione e fa: " New Dehli metallo beta lattamasi... questi batteri stranieri che ci rubano il lavoro..."
venerdì 12 aprile 2019
Cosa ti tocca sentire alle 3 del mattino
Vengo chiamata in pronto soccorso per un trauma della strada: 3 ragazzi, ubriachi, usciti dalla discoteca come da copione, hanno "mancato" di vedere una curva e sono volati fuori strada.
Arrivo di corsa e constato che questi 3 coglioni hanno avuto fortuna: uno si è rotto il bacino, un altro si è ammaccato un po' ovunque e il terzo ha preso una botta in testa non leggera, ma niente di davvero grave.
-"Posso andare a casa?" mi chiede
-"No, caro. Non è proprio il caso. Te ne rimani qui tranquillo in osservazione per 24 ore"
-"No. Ti prego. Posso firmare?"
-"Mah...sì, se vuoi puoi, ma perché? hai un trauma cranico, non è prudente che tu te ne vada in giro"
-"No, ti giuro: torno a casa e sto buono tutto il giorno"
-"Ma perché?! non voglio trattenerti, ma è pericoloso! Chiamiamo i tuoi genitori, senti anche che ne dicono loro..."
-"Nononononono! NO! non chiamare nessuno!"
mi sta sfuggendo qualcosa...
-"Va bene. Senti, parliamo seriamente: qual è il problema?"
mi guarda con gli occhioni da foca, poi si mette una mano sul cuore: " Se mi ma' sa che ho fatto un incidente da ubriaco mi ammazza di botte!!!"
Ed io ho provato un impeto di stima e ammirazione per la madre di questo giovane imbecille. E poi, siccome non è vero che noi medici diventiamo freddi e indifferenti ai nostri pazienti, sono tornata a casa e ho fatto a Sofia - 9 anni a giugno - un discorso lungo e serio sui pericoli della guida in stato di ebbrezza. Lei mi ha guardato da sopra la tazza di latte con dentro i Galletti del Mulino Bianco e mi ha detto: "Va bene, mamma, ti prometto che non mi ubriaco se devo guidare."
Orgoglio della famiglia.
Arrivo di corsa e constato che questi 3 coglioni hanno avuto fortuna: uno si è rotto il bacino, un altro si è ammaccato un po' ovunque e il terzo ha preso una botta in testa non leggera, ma niente di davvero grave.
-"Posso andare a casa?" mi chiede
-"No, caro. Non è proprio il caso. Te ne rimani qui tranquillo in osservazione per 24 ore"
-"No. Ti prego. Posso firmare?"
-"Mah...sì, se vuoi puoi, ma perché? hai un trauma cranico, non è prudente che tu te ne vada in giro"
-"No, ti giuro: torno a casa e sto buono tutto il giorno"
-"Ma perché?! non voglio trattenerti, ma è pericoloso! Chiamiamo i tuoi genitori, senti anche che ne dicono loro..."
-"Nononononono! NO! non chiamare nessuno!"
mi sta sfuggendo qualcosa...
-"Va bene. Senti, parliamo seriamente: qual è il problema?"
mi guarda con gli occhioni da foca, poi si mette una mano sul cuore: " Se mi ma' sa che ho fatto un incidente da ubriaco mi ammazza di botte!!!"
Ed io ho provato un impeto di stima e ammirazione per la madre di questo giovane imbecille. E poi, siccome non è vero che noi medici diventiamo freddi e indifferenti ai nostri pazienti, sono tornata a casa e ho fatto a Sofia - 9 anni a giugno - un discorso lungo e serio sui pericoli della guida in stato di ebbrezza. Lei mi ha guardato da sopra la tazza di latte con dentro i Galletti del Mulino Bianco e mi ha detto: "Va bene, mamma, ti prometto che non mi ubriaco se devo guidare."
Orgoglio della famiglia.
sabato 6 aprile 2019
Devo DAVVERO stare più attenta a quello che dico...
- Mamma, pensi che mi dovrò mettere l' apparecchio ai denti?
- Non lo so amore, sentiamo cosa dice il dentista
- Ma tu sei un dottore, non lo sai?
- No, amore, io di odontostomatologia non capisco assolutamente niente...gli odontoiatri fanno un corso di laurea a parte, non studiano con noi medici
- Ah...E perché gli ortopedici sì?
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