venerdì 19 giugno 2026
voglio fare un sondaggio su sta cosa...
domenica 31 maggio 2026
Botanica ortopedica
Barbablù su un intervento complicato.
Il paziente non sembra voler collaborare moltissimo alla sua sopravvivenza, ma alla fine lo convinco. Mentre guardo il monitor con aria sospettosa, Andrea, il braccio destro di Barbablù mi fa: tutto bene il paziente?
Io soprappensiero rispondo: si, certo, è un fiore.
Qualcosa nel mio tono di voce non deve averlo convinto perché si gira, guarda il monitor anche lui e conclude:
Da fiore a vegetale è un attimo...
sabato 16 maggio 2026
Riflessioni sul fine vita
Nella maggior parte delle persone è ormai sdoganato il concetto di Fine Vita. Di ciò che dovrebbe essere una morte serena e naturale, nella propria casa, evitando gli eccessi di medicalizzazione e lasciando scegliere al paziente il limite delle cure che vuole .
E questo è tutto giusto, in teoria, ma, si scontra spesso con la realtà pratica delle cose.
Solitamente il paziente non viene in ospedale perché sta per morire. Non è che si accende una spia luminosa che dice: questo è il Fine Vita. Succede invece che un paziente fragile sviluppa un sintomo, magari banale, come un influenza.
I parenti, che nella vita hanno fatto scelte più intelligenti che fare il medico, a questo punto lo portano in pronto soccorso.
Nella loro testa non c'è l'idea che lo portano lì a morire. C'è l' idea che lo portano lì a curarsi e glielo rimandano a casa.
Ma allora perché non succede?
A parte quei fortunati a cui viene un infarto e muoiono sul colpo, il resto delle persone con l'avanzare degli anni comincia ad usurarsi nei punti critici: cuore, polmoni, rene. Quello più sensibile o più sfruttato, di questi organi comincia a funzionare meno bene e a rovinarsi. Questo processo si può rallentare, si possono dare farmaci che in qualche modo aiutino l'organo, ma fino ad un certo punto. Se non c'è più abbastanza polmone per respirare, o se il cuore , con tutti i farmaci possibili non ha più abbastanza forza per pompare una quantità di sangue bastante agli altri organi, non c'è nulla che la medicina possa fare. Ad un certo punto le riserve sono finite, come una stoffa che si logora.
E questo non è male e neanche malasanità: è il corso naturale delle cose.
Ma anche qui, non si accende nessuna spia rossa che comunica al medico: è finito il polmone , non c'è niente da fare.
c'è un paziente con un sintomo ed una causa ,di cui i parenti ti dicono: fino a ieri stava bene.
Ed anche questo è difficile da comprendere e accettare per chi non è del mestiere: che fino a ieri stava bene, e oggi non sta più bene e non tornerà mai più a stare bene come stava prima. Perché si peggiora scendendo a gradini che non risalgono e quell'equilibrio fragile che c'era, una volta rotto può non ristabilirsi mai più.
E così il paziente è in ospedale. i medici provano a curarlo o almeno a ripristinare uno stato decente per mandarlo a casa sua, ma questo non è possibile. Non ci sono più possibilità terapeutiche, come si dice in gergo.
In questo tempo, magari, il paziente è anche peggiorato: perché la causa è andata avanti, perché i pazienti fragili, come gli anziani o gli immunodepressi in ospedale si infettano, o si dissociano, o smettono di mangiare, tutte cose virtualmente inevitabili anche con le migliori cure.
A questo punto la situazione è in un vicolo cieco:
la soluzione giusta, quella in accordo con tutti i discorsi sul fine vita dignitoso eccetera eccetera, sarebbe che il medico dicesse: guardate, non c'è più niente da fare, bisogna aspettare che muoia, portatelo a casa, e che i parenti riportassero a casa il paziente e stessero tranquilli a guardarlo morire a casa sua.
Anzi: a voler essere legali, questo discorso andrebbe fatto al paziente che dovrebbe essere in grado di intendere e di volere, o aver lasciato precise istruzioni scritte e dire: esco contro il parere dei sanitari e rifiuto tutte le cure eccetto quelle palliative.
Però , oggettivamente , è TANTO da chiedere.
è difficile per noi, che facciamo i rianimatori, stare fermi a guardare un paziente che muore senza fare niente, immagino un marito, una moglie , un figlio, a cui si chiede di stare là, senza saper alleviare i sintomi, senza capire se manca un giorno o una settimana, senza saper valutare se quel nuovo sintomo è curabile. Lì, in casa, ad aspettare la morte. Spesso è molto, troppo da chiedere.
e così il paziente muore in ospedale.
Peggio di come morirebbe a casa sua? certamente sì.
Si potrebbe evitare?
Forse in alcuni casi, si. In altri no.
Resta sicuramente la sensazione di un argomento che coinvolge tante, troppe cose e su cui è difficile legiferare, o anche solo applicare delle regole che valgano per tutti.
lunedì 11 maggio 2026
Festa della mamma
Auguri mamma.
Oggi era la Festa della Mamma, e ho messo la tua catenina, quella che portavi sempre.
Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere, ma invece poi ho pensato che tu non me la volevi mai prestare e forse mi avresti detto di togliermela e ridartela.
E niente, non riesco a cambiare la gente neanche da morta...
Però la catenina me la sono tenuta lo stesso.
sabato 9 maggio 2026
Io non è che ci tenessi...
"Allora signora, è pronta per l'intervento di domani?"
"si, si dottoressa, tanto l'altro piede me lo hanno già amputato."
"si, ho visto, è andato tutto bene? rifaremo la stessa anestesia"
"si, si, guardi le faccio vedere il moncone"
"ma no, signora, tranquilla, non c'è bisogno..."
"no no, ma ci tengo!"
venerdì 1 maggio 2026
Spiace, ma è così
Alla fine il venerdì santo abbiamo operato per la seconda volta il signor Rossi.
E siccome stavolta eravamo preparati mi sono inventata un anestesia mistica ma funzionale, che teneva conto di tutto: le problematiche intrinseche, l'età del paziente, le necessità del chirurgo, il controllo del dolore postoperatorio e l'anima de li mortacci mia e di quando ho voluto fare l'anestesista.
Unendo sett'otto tecniche anestesiologiche il paziente è uscito dalla sala sveglio, stabile e senza dolore ed è andato a riposare in terapia subintensiva anche se stavolta ,forse , non ce ne sarebbe stato bisogno.
Due giorni dopo sono andata a vederlo in reparto.
"Come va?" ho chiesto
"Bene dottoressa", mi ha risposto sorridente " ma è stato meglio la prima volta che mi sono addormentato e risvegliato e non ho sentito niente"
ed io ho pensato: ti dovevo ammazzare vecchiaccio maledetto...
sabato 18 aprile 2026
E io a postare cazzate
Amputazione di dita del piede:
Io (con aria incoraggiante): Forza, allora, facciamo l'anestesia e finiamo presto quest'intervento così non ci pensa più...
Pz: ma io sono tranquillo, dottoressa, davvero: ieri ho postato un reel su Instagram con una foto del mio piede con 5 dita per l'ultima volta...
sabato 4 aprile 2026
Messaggi Pasquali dall'ortopedico
Ciao,
Rossi, il vecchietto con le due ginocchia rotte, (2 puntata) è stato spostato a venerdì 3 perché lunedì non c'è la subuti.
Ci sarai?😁😁😁
Il venerdi santo???
ma sei un infame!
Così dopo 3 giorni cammina
Ah, ecco: hai chiamato in causa lo Specialist
sabato 28 febbraio 2026
Maestra!
Gli ortopedici, in generale, tendono ad essere tutti bellocci, ma tra loro ce n'è uno che lo è particolarmente. Sebbene oggi, sia un uomo di una certa età, gli è rimasto quel fascino e quella disinvoltura di chi ha sempre avuto successo con l'altro sesso e lo sa.
L'altro giorno entra in cucina e vede una delle ferriste con un nuovo taglio di capelli.
"Maria! "esclama subito "che bella che sei con questo nuovo taglio! ma che dici, ho speranze? me la dai?" ha concluso con la tipica finesse ortopedica.
lei non lo ha neanche degnato di uno sguardo:
"Rossi, ma pensi davvero che basta chiedere?!?!? Hai visto un bel mondo..."" ha concluso sprezzante
Maestra. Illuminami.
sabato 14 febbraio 2026
Lavorare a cazzo. Tutti.
nell'ultimo mese sono capitati un paio di episodi che mi hanno fatto riflettere.
Cose normali, di ordinaria follia, che immagino chiunque avrà provato a sua volta
Episodio 1.
Arrivo alla concessionaria alle 8.30 del mattino per fare il tagliando alla macchina; compilo i moduli, accetto il preventivo e la lascio in officina. Alle 17.30 torno a riprenderla. L'impiegato controlla, poi ricontrolla, poi esce bofonchiando" scusi un attimo" e dopo un po' rientra allargando le braccia:
"Signora, mi scusi: per errore ci siamo scordati la sua macchina che non è stata fatta. Se può ritornare, la facciamo."
Episodio 2.
Mi si rompe un pezzo della doccia. Chiamo l'idraulico n 1 che è in Perù a fare beneficenza, allora chiamo l'idraulico n 2 e mi risponde la segretaria: gli spiego il problema e le invio le foto della doccia con la marca. è lunedì. Lei mi dice che mi farà sapere in giornata. Mercoledì le scrivo un messaggio e mi dice che il titolare è in riunione. Giovedì le scrivo ancora e mi dice che il titolare non è passato, ma conta di vederlo oggi perché hanno un appuntamento.
Venerdì mi arriva un messaggio in cui la segretaria mi dice che ha parlato col titolare e se si è rotto l'ingranaggio interno c'è da sostituire tutto il gruppo doccia, serve quindi anche l'intervento di un muratore che esegua lo scasso e poi provveda al ripristino. Il muratore dovrebbe tagliare il rivestimento e spaccare un po' la parete in modo da togliere il gruppo doccia dall'interno e permetterne la sostituzione, e una volta installato il gruppo doccia nuovo il muratore potrà procedere con il ripristino murario.
Purtroppo non hanno tempistiche di intervento molto celeri ultimamente quindi andrebbe concordato il tutto onde evitare di farmi rompere e poi aspettare.
Chiedo un preventivo e delle specifiche sul tipo di doccia da comprare per la sostituzione . Nessuna risposta.
Adesso, facciamo un gioco: portiamo questi episodi nella sanità:
Episodio 1.
H 18.30 corsia: Signora, ci scusi, avevamo programmato l'intervento per oggi e lei è a digiuno da stamattina, ma abbiamo letto male la lista operatoria, e ci siamo scordati il suo intervento. Se però aspetta a digiuno fino a domani mattina, la facciamo domani.
Episodio 2. Messaggi whatsapp
Lunedì: Buongiorno, mi fa male un ginocchio, potrei avere un appuntamento col dottore?
Buongiorno, guardi il dottore non c'è e non so quando passa in ospedale, mi manda intanto un paio di foto del suo ginocchio?
Mercoledì: Salve, ho parlato col dottore, ha detto che va operato. Intanto vada a farsi la visita anestesiologica e quando è pronto mi chiama. Non so che tempi ci sono perché la lista è lunga...come dice? no no, non c'è bisogno di visitarla...Mi dispiace, il dottore non c'è e non le può parlare, però forse lo vedo a pranzo...
Come vi suonano?
Se noi medici facessimo una cosa del genere il minimo che può capitare sarebbero delle indignate proteste su quanto fa schifo il servizio sanitario nazionale, tra i massimi ci sta una denuncia con risarcimento milionario ( e qualsiasi giudice vi darebbe ragione) o un aggressione.
Allora mi chiedo: Perché nella vostra vita di tutti i giorni, siete inaffidabili, maleducati, negligenti, ma quando venite al pronto soccorso e dal medico pretendete una precisione assoluta e la totale impeccabilità, altrimenti vi sentite indignati e defraudati dei vostri diritti?
Cosa vi fa pensare che una laurea in medicina mi renda diversa da un qualsiasi tecnico in giro per il mondo? o perché pensate che dovrebbe farlo?
La prossima volta che lavorate a cazzo voi, ponetevi questa domanda
sabato 7 febbraio 2026
Che poi il vitto non è così malvagio...
Il nostro paziente del 41 bis è sempre là da giorni che tenta di respirare, mentre noi tentiamo in tutti modi di affrettare questo processo , e il conseguente trasferimento in altro reparto, per ovvi motivi.
Salvo l'ingombro del presidio di sicurezza non si può dire un paziente difficile: sta là buono e si fa somministrare le cure, anche se al momento non sembra abbiano grande effetto.
"stai a vedere" ha commentato la caposala " 20 anni che tentano di ammazzarlo, ci riusciamo noi in una settimana..."
Ieri è entrata Barbara per dargli il pranzo: lui ha guardato il piatto mesto mesto e ha detto che non aveva fame.
"Dai, "ha detto lei incoraggiante, "devi mangiare così ti tieni in forse e guarisci!"
"eh, lo so..." ha risposto lui " è che sa com'è, in ospedale mancano un sacco di comodità..."
Barbara è uscita e mi ha guardato perplessa:" Ma come mancano le comodità?! rispetto al 41 bis?! ...Propofol, la sanità è davvero peggio di come pensiamo!!!!"
Dai, che l'emogas va già molto meglio...
sabato 31 gennaio 2026
Primus inter pares
Capita a volte che sia necessario il trasferimento di un detenuto in un ospedale.
Questo, in base al regime carcerario e alla severità della pena, comporta un numero crescente di complicazioni, rotture di coglioni e burocrazia; per esempio, per ricoverare un carcerato sottoposto al regime 41bis serve prima un ispezione della digos nel reparto, poi una scorta armata per trasferirlo e poi un presidioh24 armato di tutto punto con gli M12 spianati.
Comodissimo per un reparto di terapia intensiva.
Quando sono entrata a fare la notte e ho visto 3 tizi davanti al box 2 col fucile e i giubbotti antiproiettile ho capito subito di che si trattava: ho preso le consegne, sono entrata nell'anticamera del box e a momenti mi viene un infarto perché da dietro l'armadio dei farmaci mi spunta uno col fucile spianato. "Sono il medico di guardia, dottoressa Propofol" ho detto , resistendo alla tentazione di alzare le mani.
Quando sono andata nella stanza del medico di notte ho salutato: "allora io vado in stanza, se c'è bisogno chiamatemi" ho detto come al solito
"Se ci sono situazioni problematiche la allertiamo subito, dottoressa" Ha risposto il capo, credendo mi riferissi a loro
"Ma anche no, grazie" Ho risposto sorridendo....
La mattina è arrivata la primaria, una donna non nota per il suo carattere tenero, e mentre facevamo il giro letti ha visto uno di loro che si aggirava per la rianimazione.
"Scusi, che sta facendo? "lo ha apostrofato brusca
"Stavo controllando le uscite, dottoressa" ha risposto lui
"Sta qua da due giorni e controllate le uscite stamattina durante il giro letti? con Calma!" Ha tagliato corto lei
lui ha cominciato a balbettare delle scuse, e a quel punto sono intervenuta: "Non si preoccupi, fa sempre così...Manuela: questa è la Digos, non li puoi cazziare come fossero specializzandi del primo anno, dai!"
Lei ha bofonchiato qualcosa ed è passata oltre.
Manco il fascino della divisa
sabato 17 gennaio 2026
Problemi che non avevo mai considerato
- Com'è andata a scuola, Sofy?
- tutto bene
- che avete fatto?
- mah, ogg 3 ore di Storia dell'Arte...
- Ah è vero! e che state facendo?
- la cattedrale di Cluny
-Accidenti siete già al medioevo, praticamente! e com'è?
- Boh, al quattrocentesimo transetto ho detto alla prof." Prof, ma non erano meglio i templi greci?!"
"ma quelli, sono tutti uguali!" mi ha risposto lei, appunto....ho detto io....
mercoledì 31 dicembre 2025
Buoni propositi per il nuovo anno
giovedì 25 dicembre 2025
BuonNatale
Cara mamma,
Buon natale.
Io sono qui con papà e non vedo l'ora che passi. Ho avuto le lacrime agli occhi quasi tutto il giorno, tranne quando stavo con lui, che è bravissimo e se la sta cavando molto meglio di me col lavoro e tutto.
Sono venute zia e Vale e abbiamo mangiato insieme. Papà aveva cucinato tutto da solo e i carciofi sono venuti buoni, ma i tuoi erano meglio. Però non gliel'ho detto.
Ho ricevuto dei regali bellissimi e abbiamo giocato a carte, anche se mi sembrava sempre che ci fosse come una parete di cristallo spesso tra me e tutto il resto.
Pare sia l'elaborazione del lutto.
Ora sono venuta qui a lavorare, e almeno ho da fare, anche se il reparto è tranquillo, devo salvare vite umane, anche se non sono riuscita a salvare la tua.
Vorrei tanto abbracciarti, ma forse stai meglio dove sei, ovunque tu sia.
Ti voglio bene
domenica 5 ottobre 2025
Alla fine Tucidide non era così male…
Sofia ha sempre sfoggiato un disinteresse olimpico per le scienze, e una tiepidezza poco meno che uguale per le lettere: i grandi amori della sua vita sono sempre stati la matematica e il disegno. Questa sua predisposizione ci aveva fatto cullare nell'illusione che al liceo avrebbe fatto un comodo e banale liceo scientifico. E questo dimostra come dopo 13 anni ancora non hai imparato nulla del mestiere di genitore.
Alla fine della seconda media, interrogata casualmente sul futuro , Sofia rispondeva con voce chiara e decisa: mamma, io voglio fare il liceo artistico ,perché nella vita voglio occuparmi di grafica e ho bisogno delle basi del disegno.
Io ho annaspato e ho detto "eh?" perché di tutte le cose al mondo disegnare è probabilmente quella che mi riesce peggio dopo il tennis e soprattutto non avevo idea del fatto che ci si potesse guadagnare la vita disegnando…
Ne abbiamo parlato a lungo.
Molto a lungo.
E intendo molto.
Con psicologi, insegnanti, genitori e chiunque fosse disposto ad ascoltare.
Abbiamo tentato qualsiasi mezzo non coercitivo e non sleale per farle cambiare idea.
Le abbiamo fatto visitare tutte le scuole del regno.
Lei ha ascoltato tutti, ha parlato con tutti, ha considerato tutto con attenzione e serietà e poi ha detto: bello sia questo che questo, ma non è quello che voglio fare.
Poi ha anche precisato che il liceo che voleva fare non era quello della nostra città, con un indirizzo più figurativo, ma quello della città vicina con un taglio grafico multimediale e più prestigioso.
A questo punto ci siamo arresi e abbiamo lasciato che l'Arte con l'A maiuscola entrasse nelle nostre vite.
Lei è felice come una Pasqua e sguazza come un pesce in uno stagno, io sono palesemente inadeguata al compito e cerco di barcamenarmi per nascondere la mia inadeguatezza.
L'altro giorno, guardando il registro dei compiti le ho chiesto: "Sofi, l'hai consegnata la tavola?"
"quale tavola?" ha chiesto distrattamente lei
"ma...non so, quella che sta scritta sul registro elettronico…"
mi ha guardato compassionevole: " A ma', faccio l'artistico: ne consegno 9 al giorno di tavole…"
domenica 28 settembre 2025
Partiamo dalle cose semplici
Un uomo non più giovane soffre di svenimenti improvvisi per cui si decide di mettergli un Holter, ovvero un apparecchio che fa un elettrocardiogramma in continuo per 24 ore. L'Holter è collegato direttamente ad un ospedale centrale, perchè l'uomo e sua moglie abitano in un posto abbastanza isolato.
La domenica all'ora di pranzo lui sviene e dopo un paio di minuti, squilla il telefono
"Pronto, salve, chiamo dall'ospedale: il tracciato dell'elettrocardiogramma ha auto una lunga pausa, che è successo?" chiede una voce professionale
"ma...ha avuto uno dei suoi svenimenti, ma ora si sta riprendendo" dice la moglie corsa in fretta dalla cucina con la pentola del sugo sul fornello
"Signora," continua la voce " le confermo che gli svenimenti hanno origine cardiaca, porti subito suo marito all'ospedale più vicino, le mando l'elicottero del soccorso e lo trasferiamo qua"
I due si avviano in ospedale e lo raggiungono giusto in contemporanea con l'elicottero.
Il personale dell'elisoccorso , per carità , è composto da professionisti meravigliosi, che hanno la tendenza a sentirsi un po' Tom Cruise in Top Gun piuttosto che Robin Williams in Patch Adams. Arrivano con le loro divise gialle e arancioni col sottofondo delle pale che girano e cominciano a urlare ordini: "presto, barella! mettilo su! dammi la cartella!" Il paziente, già stordito dallo svenimento, sta là buono buono che si lascia impacchettare, la moglie, che non capisce neanche bene cosa succede, interpella uno dei supereroi in divisa e chiede timidamente: dove lo portate?
Lui la guarda dall'alto e risponde: "non si preoccupi, signora, ora lo portiamo direttamente all'ospedale di *** dove verrà operato d'urgenza, lei ci può raggiungere quando vuole, tanto resta ricoverato.
Lei, sgomenta, cerca di racappezzarsi tra tutte queste cose strane che le dicono, poi col tipico senso pratico delle donne porge al medico un golfino azzuro e fa: Senta, può prendere il suo golfino? che magari nell'elicottero fa freddo...
domenica 14 settembre 2025
Europass
Essendo un rianimatore io vado in vacanza con dei rianimatori (non sempre, ma abbastanza spesso) ,in particolare una coppia di amici con cui condividiamo la passione per i viaggi in giro per l'Europa. Nelle nostre estati è capitato più di una volta di trovarci a rianimare gente in spiaggia, fare soccorsi su sentieri montani, idratare turisti nei musei, e se dieci anni fa, quando eravamo giovani e motivati, partivamo a razzo come un rescue team di provata efficienza, oggi ci siamo un po' ridimensionati.
Quest'estate entrando nel museo di una piccola chiesa abbiamo visto una donna che, seduta per terra vicino alla teca con un reliquario , se ne stava perfettamente immobile con la faccia tra le mani.
Siamo rimasti a guardarla sulla soglia della stanza un po' interdetti, senza sapere se entrare o no. Poi mi è venuto un dubbio e ho sussurrato a Federico "oh, ma starà bene? chiediamo se ha bisogno di aiuto?" Lui si è subito ripreso: "Propofol, hai rotto il cazzo a salvare la vita alla gente in Europa, esci , và, che se ne annamo subito" ha concluso spingendomi fuori
giovedì 4 settembre 2025
Un lungo addio
Il 13 agosto mia madre ci ha lasciati.
La sua malattia è stata rapida e, tutto sommato, poco dolorosa. Niente che non abbia già visto decine di volte in una carriera medica di 20 anni.
Ho cercato di fare tutto quello che era possibile, senza scivolare nell'accanimento terapeutico, eppure, alla fine, ho fatto tutto quello che dicevo che non avrei mai fatto: nutrirla via flebo, darle l'ossigeno; ho cercato di convincere Dio a lasciarmela un altro po' con tutti i trucchetti da rianimatore che conoscevo, ma sapevo che non ci sarebbe cascato...spero di essermi fermata in tempo, prima di fare cose che avrebbero solo prolungato la sua sofferenza. è stato orribile vedere come tutto quello che sapevo sarebbe successo, tutti i passaggi di disfacimento di una vita, succedesse, ineluttabilmente, quasi fossi una moderna Cassandra. E mentre una parte del mio cervello diceva: ora le verrà questo, l'altra parte continuava a credere che no, figurati, andrà meglio. è morta a casa sua, nel suo letto ,come voleva lei, questo almeno ero sicura che fosse la cosa giusta, eppure dopo che è morta ho chiesto a tutti i miei colleghi che mi chiamavano per le condoglianze: ma secondo te se l'avessi portata in ospedale sarebbe stato diverso? e tutti, perchè i miei colleghi sono degli ottimi professionisti, mi hanno risposto con la massima serietà e prendendosi il tempo per spiegarmi, che no, non sarebbe cambiato niente e avevo fatto la cosa giusta.
Ora sto qua a elaborare le fasi del lutto come da manuale di psicologia, e a volte mi chiedo, o più spesso lo chiedo a Lui, che resta il mio interlocutore favorito a proposito di etica, Cosa Avrei Dovuto Imparare Da Tutto Questo: forse a lasciar andare le cose senza provare per forza a controllarle e a prendercene la responsabilità, ma mi resta la sensazione di aver fatto il massimo e il massimo non è bastato, che è la solita lezione di sempre
Buonanotte mamma
mercoledì 30 luglio 2025
Stray kids
Con mia madre che sta male e le pessime notizie che si susseguono, ammetto che il mio già precario equilibrio mentale sta vacillando parecchio.
Quando l'ansia si mischia alla già presente Sindrome della Mamma Terrona che porta ad una leggera sovrastima dei rischi per la tua adolescente, si rischia di deflagrare nel puro Becket e nel teatro dell'assurdo.
Stasera per esempio, complice una serie di sfortunati eventi, mio marito ,il cui amore per la musica è pari solo a quello per l'umanità, si trova ad accompagnare Sofia e la sua amica Winx al concerto di un gruppo pop di adolescenti coreani di cui ignoravamo felicemente l'esistenza prima della sua nascita e che spero ignoreremo dopo.
Chiamandomi dall'Olimpico mi ha descritto la situazione di base e ,lasciate le fan in curva sud , mi ha comunicato la sua intenzione di andare ad affogare lo sgomento provocatigli dall'estetica coreana in una birra
l'ho fermato esitante: ma....Gio, sarà il caso che resti dentro? se chiudono i cancelli e scoppia una bomba tu poi sei fuori e non ti fanno rientrare...
Giordano, che nella vita ha capito quando è inutile discutere col Delirio, mi ha risposto solo: vabbe, ora vedo
Dopo mezz'ora di scenari apocalittici due neuroni mi hanno fatto contatto:
un attentato dinamitardo ad un concerto pop coreano all'Olimpico???
MACCHECAZZODICO???
Lui nel frattempo stava alla seconda birra