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sabato 17 gennaio 2026

Problemi che non avevo mai considerato

 - Com'è andata a scuola, Sofy?

- tutto bene

- che avete fatto?

- mah, ogg 3 ore di Storia dell'Arte...

- Ah è vero! e che state facendo?

- la cattedrale di  Cluny

-Accidenti siete già al medioevo, praticamente! e com'è?

- Boh, al quattrocentesimo transetto ho detto alla prof." Prof, ma non erano meglio i templi greci?!"

"ma quelli, sono tutti uguali!" mi ha risposto lei, appunto....ho detto io....

giovedì 6 marzo 2025

Provo da Feltrinelli?

 Avere un figlio è una cosa bella e complicata. Se esistesse un Manuale del Buon Genitore sarebbe un best seller, oppure no, forse tutti quanti penseremmo comunque di saper fare meglio da soli.

Io, per esempio, ho sempre cercato di lasciare che Sofia esprimesse se stessa e le sue passioni senza il mio condizionamento, ho fatto le cose che amavo con lei, ma ho anche evitato di imporgliele quando non erano richieste. O almeno ci ho provato.

Il risultato è che , a 14 anni, a mia figlia non piace praticamente nulla di quello che piace a me: lei ama la matematica, il disegno, l'equitazione, a me piace la lettura, le scienze e il tennis (ora che sono vecchia il padel)

Lei ama truccarsi e pettinarsi in maniera fashion, io tutt'ora non so usare la piastra per capelli. A me sarebbe piaciuto suonare uno strumento, a lei no anche se è un'ascoltatrice compulsiva di musica ed una lettrice niente male, e anche se andiamo molto d'accordo (per quanto si può andare d'accordo con una figlia adolescente) non è che abbiamo tutte queste cose in comune.

In un certo senso questo è un enorme ricchezza: crescere lei mi ha portato a imparare cose che non avrei mai immaginato e ogni giorno mi da un punto di vista diverso sul mondo. Solo, ogni tanto mi piacerebbe poter condividire qualcosa, poterla aiutare in qualcosa, visto che di quel che fa io non so nulla.

E non so bene come dovrei sentirmi a questo punto: se essere fiera di me perché non l'ho influenzata con delle aspettative , o sentirmi un fallimento  perché non sono riuscita a trasmetterle in nessun modo la bellezza delle cose che amo...

Se qualcuno trova il Manuale, me lo faccia sapere...

venerdì 31 luglio 2020

le soddisfazioni della maternità

 Sofia sta per partire per passare una settimana con i nonni.

"Tesoro, mi mancherai tanto: come farò quando sarai grande e te ne andrai da casa?"

"Tranquilla mammina," mi risponde mangiando i galletti " per allora già ci odieremo".


e pensare che quando ero giovane dicevano a me che ero cinica....

venerdì 29 novembre 2019

Se avessi 50 centesimi per ogni volta che dice "mamma"

- Mamma?
- Si?
 ...
 ...
- mi sono scordata cosa volevo dirti.
3 secondi e mezzo dopo
- Mamma?
- Sono sempre qui.
- Me lo sono ricordato.

lunedì 3 marzo 2014

Dovevo scegliere la pillola azzurra

Per quanto poco voi ci crediate, e nonostante i media facciano di tutto per convincervi del contrario, non cambia molto se un medico visita un paziente" normale" o uno "raccomandato".
Il fatto è che i medici  per lavoro - ma  proprio per lavoro dico, eh!-  curano la gente e considerano come fine il riuscire a guarirla, così come il meccanico considera il suo lavoro farvi ripartire la macchina.
In Italia invece la mentalità più diffusa è che se ti senti male non cerchi un medico, ma cerchi qualcuno che conosca un medico, perché così sei "raccomandato".
Ognuno di noi quindi, chiede a turno favori a dei colleghi che molto spesso si riducono a "Falle un po' di moine", visto che un bravo professionista non ha bisogno di spiegazioni né di raccomandazioni per fare bene il suo lavoro.
Per quanto sembri strano, proprio per questo motivo, raramente noi medici chiediamo favori per far visitare noi stessi: di solito sappiamo che la cosa più semplice è prendere un appuntamento come tutti ,e questo è esattamente quello che ho fatto io per il certificato del baby nuoto di Sofia.
Giunti dunque al giorno dell'appuntamento siamo andati alla piscina all'orario stabilito e siamo entrati nel piccolo studio. Ci siamo presentati al medico e Sofia, da bambina bravissima, si è spogliata e si è fatta visitare senza fare un fiato. Io non mi sono qualificata come collega, perché non mi sembrava ce ne fosse alcun bisogno.
Mentre il medico faceva l'elettrocardiogramma io sbirciavo pigramente la strisciata che usciva.
Premetto che io non sono un'esperta di elettrocardiografia: so riconoscere e trattare i ritmi pericolosi per la vita, perché fanno parte del mio lavoro, ma al di fuori di quelli conosco giusto le alterazioni basilari, e se le vedo chiamo un cardiologo per una diagnosi più fine.
Ecco: mentre guardo il foglio su cui è registrato il cuore di mia figlia vedo una di queste alterazioni.
Il cuore mi balza in gola e nella mia testa comincia a sfilare  una sequenza di cardiochirurgia pediatrica, Sofia aperta sul tavolo operatorio, le complicanze dell'intervento e qualsiasi possibile orrore io abbia visto nella mia carriera  moltiplicato per mille e balbetto: "ha...ha le T invertite!!!"
Il collega si gira e mi guarda, poi con voce rassicurante ma un po' stupita dice: "Si, è normale; nei bambini fino ai 14 anni è un reperto fisiologico..." e mi guarda interrogativo.
"Ah...."esalo io che nel frattempo ho un infarto in corso, "ah...scusa...sai, sono una collega..."
"non lo sapevi ? "
"no...ehm...no."
"Comunque è tutto a posto, la bimba sta benissimo, non c'è alcuna difficoltà a dare l'idoneità"

ed io mi sono chiesta, per l'ennesima volta cosa aveva che non andava la facoltà di scienze politiche...

lunedì 30 settembre 2013

Le 10 frasi con cui riesce sempre a farti sentire una merda....


  1. -:"Perchè non mi tieni con te invece di mandarmi a scuola?"
  2. -:"Non voglio andare a scuola, voglio stare sempre con te e papà"
  3. -:"Perchè tu e papà non avete tanti soldi e dovete andare sempre a lavorare?"
  4. -:"Non mandarmi a scuola, ho bisogno delle tue coccole"
  5. -:"Mamma tu preferisci il lavoro a me?"
  6. -:"Mi mancherai tanto"
  7. -:"Io sto meglio di tutto quando sto con te e papà"
  8. -:"Perchè papà deve lavorare lontano?"
  9. -:"Perchè tu devi lavorare di notte?"
  10. -:"Ma non c'è nessun'altro che potrebbe curare le persone, così tu curi solo me?"

giovedì 6 giugno 2013

La problematica localizzazione dell'erbavoglio

Non so voi, ma io conoscevo il detto: "l'erbavoglio cresce solo nel giardino del Re", che mia madre mi propinava ogni volta che usavo l'indicativo al posto del condizionale per esprimere una richiesta.
A forza di ripeterlo "ad nauseam" ho imparato le formule di cortesia e la frase si è impressa nei miei circuiti mnemonici tanto che ora l'ho fatalmente ripetuta a mia figlia.
"Ma che è 'sta roba monarchica?!" ha detto mia marito sentendomi, "noi, in casa siamo tutti Repubblicani: L'erbavoglio non cresce NEANCHE nel giardino del re!"
La mia piccola pasionaria però non è affatto repubblicana, direi che tende all'anarchico insurrezionalista, ieri sera infatto mi ha detto convinta: "L'erbavoglio cresce soltanto nel cimitero del re!!!"

I wanna be/anarchy...

mercoledì 10 aprile 2013

Gesù e la tartaruga

"Sofia, guarda che bella quella grande statua di pietra di una tartaruga!"
"Beeelllaa"
"hai visto che sopra c'è qualcuno? chi è ?" (risposta: una fata)
"èèèè...un pony?"
"no,  guarda meglio: come fa ad essere un pony? mica c'ha quattro zampe! chi è?"
"Ah! è Gesù!"

Dal vangelo secondo Sofia...

giovedì 28 febbraio 2013

Non sono all'altezza

"Mamma, mi prendi Dùdu?" ha detto Sofia, indicando un punto imprecisato della scrivania coperta di pupazzi.
Ho afferrato un dinosauro verde a caso e gliel'ho passato.
"No. Quello è Dinosaurex. Passami Dùdu."
Uh. "qual'è Dùdu amore?"
"Quello. Lì" ha risposto con gesto vago.
Ho preso l'orsetto del Sincrtrone di Grenoble, la versione grande.
"No. quello è Teddy."
Ho preso la versione piccola
"No! quello è il nipote di Teddy! Mamma! voglio Dùdu! sta là!"
in preda a lieve panico ho afferrato il suo amato cane mastino.
"quello. è. Babau." ha esclamato con disprezzo.
"amore, non c'è Dudu. Ma Dudu è l'unicorno che è rimasto a studiare il francese da zia Pizia?" (e che mi costringerà a lunghe riflessioni prima del prossimo viaggio a Parigi visto che in realtà l'abbiamo perso in metropolitana)
"No! quello è Bicchi." si arrampica sulla scrivania e indicando con un minuscolo ditino conclude: "Dùdu. Là."

E , in effetti, lo vedo.
E ha ragione lei.
Lei, che lo scelse tra altri 20 pupazzi simili quando aveva 4 mesi (giuro) indicandolo col dito e balbettando "Du-Du".
Il bambolotto con la pelle nera e il pigiama rosa che prova definitivamente il fatto che la femminilità è innata e il razzismo invece lo impiantiamo noi.
Il bambolotto che, due anni dopo, lei chiama ancora con lo stesso nome. Invariabilmente.
Dùdu.
La prova che devo sbrigarmi a fare qualcosa prima che mi diventi una serial killer.

giovedì 13 dicembre 2012

a posteriori non sarebbe stata una cattiva alternativa

" La fata Rosella organizza una festa per tutte le creature che vivono di notte"
 "chi sono mamma?"
 " sono animalini che stanno fuori la notte, come il gufo, il tasso, la lucciola..."
 "Come te! anche tu vai a lavorare di notte! Sei una lucciola anche tu, mamma?"