sabato 16 maggio 2026

Riflessioni sul fine vita

 Nella maggior parte delle persone è ormai sdoganato il concetto di Fine Vita. Di ciò che dovrebbe essere una morte serena e naturale, nella propria casa, evitando gli eccessi di medicalizzazione e lasciando scegliere al paziente il limite delle cure che vuole .

E questo è tutto giusto, in teoria, ma, si scontra spesso con la realtà pratica delle cose.

Solitamente il paziente non viene in ospedale perché sta per morire. Non è che si accende una spia luminosa che dice: questo è il Fine Vita. Succede invece che un paziente fragile sviluppa un sintomo, magari banale, come un influenza. 

I parenti, che nella vita hanno fatto scelte più intelligenti che fare il medico, a questo punto lo portano in pronto soccorso. 

Nella loro testa non c'è l'idea che lo portano lì a morire. C'è l' idea che lo portano lì a curarsi e glielo rimandano a casa.

Ma allora perché non succede?

A parte quei fortunati a cui viene un infarto e muoiono sul colpo, il resto delle persone con l'avanzare degli anni comincia ad usurarsi nei punti critici: cuore, polmoni, rene. Quello più sensibile o più sfruttato, di questi organi comincia a funzionare meno bene e a rovinarsi. Questo processo si può rallentare, si possono dare farmaci che in qualche modo aiutino l'organo, ma fino ad un certo punto. Se non c'è più abbastanza polmone per respirare, o se il cuore , con tutti i farmaci possibili non ha più abbastanza forza per pompare una quantità di sangue bastante agli altri organi, non c'è nulla che la medicina possa fare. Ad un certo punto le riserve sono finite, come una stoffa che si logora. 

E questo non è male e neanche malasanità: è il corso naturale delle cose.

Ma anche qui, non si accende nessuna spia rossa che comunica al medico: è finito il polmone , non c'è niente da fare.

c'è un paziente con un sintomo ed una causa ,di cui i parenti ti dicono: fino a ieri stava bene. 

Ed anche questo è difficile da comprendere e accettare per chi non è del mestiere: che fino a ieri stava bene, e oggi non sta più bene e non tornerà mai più a stare bene come stava prima. Perché si peggiora scendendo a gradini che non risalgono e quell'equilibrio fragile che c'era, una volta rotto può non ristabilirsi mai più.

 E così il paziente è in ospedale. i medici provano a curarlo o almeno a ripristinare uno stato decente per mandarlo a casa sua, ma questo non è possibile. Non ci sono più possibilità terapeutiche, come si dice in gergo.

In questo tempo, magari, il paziente è anche peggiorato: perché la causa è andata avanti, perché i pazienti fragili, come gli anziani o gli immunodepressi in ospedale si infettano, o si dissociano, o smettono di mangiare, tutte cose virtualmente inevitabili anche con le migliori cure.

A questo punto la situazione è in un vicolo cieco:

la soluzione giusta, quella in accordo con tutti i discorsi sul fine vita dignitoso eccetera eccetera, sarebbe che il medico dicesse: guardate, non c'è più niente da fare, bisogna aspettare che muoia, portatelo a casa, e che i parenti riportassero a casa il paziente e stessero tranquilli a guardarlo morire a casa sua.

Anzi: a voler essere legali, questo discorso andrebbe fatto al paziente che dovrebbe essere in grado di intendere e di volere, o aver lasciato precise istruzioni scritte e dire: esco contro il parere dei sanitari e rifiuto tutte le cure eccetto quelle palliative. 

Però , oggettivamente , è TANTO da chiedere. 

è difficile per noi, che facciamo i rianimatori, stare fermi a guardare un paziente che muore senza fare niente, immagino un marito, una moglie , un figlio, a cui si chiede di stare là, senza saper alleviare i sintomi, senza capire se manca un giorno o una settimana, senza saper valutare se quel nuovo sintomo è curabile. Lì, in casa, ad aspettare la morte. Spesso è molto, troppo da chiedere.

e così il paziente muore in ospedale. 

Peggio di come morirebbe a casa sua? certamente sì. 

Si potrebbe evitare?

Forse in alcuni casi, si. In altri no. 

Resta sicuramente la sensazione di un argomento che coinvolge tante, troppe cose e su cui è difficile legiferare, o anche solo applicare delle regole che valgano per tutti.

lunedì 11 maggio 2026

Festa della mamma

 Auguri mamma. 

Oggi era la Festa della Mamma, e ho messo la tua catenina, quella che portavi sempre.

Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere, ma invece poi ho pensato che tu non me la volevi mai prestare e forse mi avresti detto di togliermela e ridartela.

E niente, non riesco a cambiare la gente neanche da morta...

Però la catenina me la sono tenuta lo stesso.

sabato 9 maggio 2026

Io non è che ci tenessi...

 "Allora signora, è pronta per l'intervento di domani?"

"si, si dottoressa, tanto l'altro piede me lo hanno già amputato."

"si, ho visto, è andato tutto bene? rifaremo la stessa anestesia"

"si, si, guardi le faccio vedere il moncone"

"ma no, signora, tranquilla, non c'è bisogno..."

"no no, ma ci tengo!"

venerdì 1 maggio 2026

Spiace, ma è così

 Alla fine il venerdì santo abbiamo operato per la seconda volta il signor Rossi.

E siccome stavolta eravamo preparati mi sono inventata un anestesia mistica  ma funzionale, che teneva conto di tutto: le problematiche intrinseche, l'età del paziente, le necessità del chirurgo, il controllo del dolore postoperatorio e l'anima de li mortacci mia e di quando ho voluto fare l'anestesista.

Unendo sett'otto tecniche anestesiologiche il paziente è uscito dalla sala sveglio, stabile e senza dolore ed è andato a riposare in terapia subintensiva anche se stavolta ,forse , non ce ne sarebbe stato bisogno.

Due giorni dopo sono andata a vederlo in reparto.

"Come va?" ho chiesto

"Bene dottoressa", mi ha risposto sorridente " ma è stato meglio la prima volta che mi sono addormentato e risvegliato e non ho sentito niente"

ed io ho pensato: ti dovevo ammazzare vecchiaccio maledetto...


sabato 18 aprile 2026

E io a postare cazzate

 Amputazione di dita del piede:


Io (con aria incoraggiante): Forza, allora, facciamo l'anestesia e finiamo presto quest'intervento così non ci pensa più...

Pz: ma io sono tranquillo, dottoressa, davvero: ieri ho postato un reel su Instagram con una foto del mio piede con 5 dita per l'ultima volta...

sabato 4 aprile 2026

Messaggi Pasquali dall'ortopedico

Ciao, 

Rossi, il vecchietto con le due ginocchia rotte, (2 puntata) è stato spostato a venerdì 3 perché lunedì non c'è la subuti. 

Ci sarai?😁😁😁


Il venerdi santo???

ma sei un infame!


Così dopo 3 giorni cammina


Ah, ecco: hai chiamato in causa lo Specialist

sabato 28 febbraio 2026

Maestra!

 Gli ortopedici, in generale, tendono ad essere tutti bellocci, ma tra loro ce n'è uno che lo è particolarmente. Sebbene oggi, sia un uomo di una certa età, gli è rimasto quel fascino e quella disinvoltura di chi ha sempre avuto successo con l'altro sesso e lo sa. 

L'altro giorno entra in cucina e vede una delle ferriste con un nuovo taglio di capelli.

"Maria! "esclama subito "che bella che sei con questo nuovo taglio! ma che dici, ho speranze? me la dai?" ha concluso con la tipica finesse ortopedica.

lei non lo ha neanche degnato di uno sguardo:

"Rossi, ma pensi davvero che basta chiedere?!?!? Hai visto un bel mondo..."" ha concluso sprezzante

Maestra. Illuminami.