Amputazione di gamba: mentre sto con l'ago nella coscia del paziente, cercando il nervo per addormentarlo, mi si avvicina lo specializzando del primo anno col telefonino all'orecchio. "Scusa, è lo strutturato. Dice tra quanto inizia l'intervento che lui sta a casa e deve venire"
venerdì 13 novembre 2020
L' Università
martedì 21 aprile 2020
Cronache dal coronavirus - tecniche di controllo dell'ansia
Il flusso dei pazienti che sembrava inarrestabile si è fermato un po' e se restasse così, si potrebbe gestire; siamo tutti un po' terrorizzati dalla fase due perchè una botta l'abbiamo retta in qualche modo, ma la seconda non lo so se ce la faremmo, eppure da qualche parte bisogna iniziare: è come quel paziente delicato che dopo tanti giorni di migliormento nessuno ha il coraggio di estubare: prima o poi va fatto, quindi c'è sempre uno che una mattina si sente fortunato e fa la prova.
Speriamo di essere fortunati.
Nel frattempo il livello d'ansia medio è sceso parecchio, ormai ci siamo abituati o forse siamo troppo stanchi per continuare a preoccuparci. Rimane un disagio mentale di fondo che si esprime in una serie di stranezze che colpiscono noi operatorio sanitari, ma ho la sensazione che potrebbero essere diffuse un po' dappertutto.
Io per esempio ho sviluppato quella che definerei "Sindrome del criceto sulla ruota", ovverosia faccio cose. Sempre. Di continuo. Sennò mi prende l'ansia. Ma non è che faccio una cosa sola, il che mi classificherebbe nella normale patologia quotidiana, no, ne devo fare almeno due insieme, rientrando così in quello che il DSMV (il grande elenco delle patologie psichiatriche) definisce come sindrome maniacale. Per esempio: Gioco a monopoli E stiro i panni; cucino E ascolto trasmissioni di geopolitica; faccio i compiti con Sofia E cucio mascherine artigianali di cotone.
Ma poi faccio cose che non mi sarei mai sognata nella mia vita: sistemo lo sgabuzziono, lavo le sciarpe, pulisco i vetri.
vi rendete conto?i vetri. Una roba che a stento ho percepito nella mia vita e che di solito mi arriva sotto forma di Maria (la donna che come punizione nella vita ha scelto di aiutarmi a casa) che dice: Propofol, oggi ho fatto i vetri; comuncazione che di solito il mio cervello derurbrica subito sotto la voce: non so cosa vuol dire ma dalle una risposta gratificante.
Ieri ho pulito il divano con l'aspirapolvere e acqua e alcool. Giò mi guardava come fossi impazzita.
Ma non contenta di questo c'è anche il programma fitness. Anzi due.
Il primo è una serie di lezioni di Pilates su youtube dal titolo "Pilates con Tiziana ", che è una tizia che io avrei definito una trucidona di Roma nord, ma Gio e Claudio, evidentemente più sensibili alle sue doti morali, hanno detto non essere assolutamente trucida. Quindi alle 18 Sofia ed io iniziamo a fare Pilates con la duchessa del Sussex.
Poi , mentre cercavo un pigiama, mi sono imbattuta nelle lezioni in streaming di yoga di Oysho. Tutta contenta mi sono sintonizzata sulla prima e dopo 3 minuti ho capito che era molto al di fuori delle mie possibilità fisiche. A quel punto però mi ero intestardita e girando per il web mi sono imbattuta in un canale che si chiama "la scimmia yoga", in cui c'è una tipa carinissima che ha un approccio molto più soft. Io riesco quasi a completare una delle lezioni del ciclo "yoga per ultranovantenni con problemi motori." Conto di riuscirci per la fine della quarantena.
Come se non bastasse, su consiglio di Roberta che dice che fa bene all'ansia, mi sono lanciata anche nelle meditazioni guidate della tizia in questione, tra cui una serie di meditazioni sui chackra (che non so come si scrive) che rappresentano il fondo più basso della mia parabola razionalista. Tra tre mesi mi iscriverò alla Wicca e allora vi autorizzo tutti a togliermi il saluto.
Sofia è entusiasta della meditazione: ci mettiamo a letto e dopo 90 secondi esatti dall'inizio della meditazione lei dorme come un ghiro.
Se sapevo che era così semplice la cominciavo a far meditare a due anni.
Io resto sul letto a cercare di immedesimarmi in un elefante bianco sulla cima della montagna e a visualizzare un onda di calore rosso che sale dai miei ischi, mentre intanto penso ai cazzi miei, cosa che credo infici un po' il risultato di pace interiore.
Forse dovrei semplicemente drogarmi di lexotan...
venerdì 27 settembre 2019
Animali fantastici e dove trovarli
Il tempo passato insieme ci ha fatto tutti innamorare di Sarah e ci ha offerto delle scene incredibili ,tipo quella di lei ( livello di italiano base) e Sofia (livello di inglese base) che giocano a scopa in una lingua mista a base di "ace" "sweep" e "settebello" dando vita ad una specie di scena del "Padrino" che se le vedeva Coppola faceva il quarto episodio là per là.
Più sorprendente ancora delle sue doti linguistiche è stato farsi il bagno con una biologa marina.
Il primo giorno abbiamo visto delle meduse e mentre noi fuggivamo terrorizzati lei ha esclamato " So cute!" guadagnandosi così l'imperitura ammirazione e devozione di mia figlia e assurgendo immediatamente allo status di "eroina mitologica".
il secondo giorno le ha fatto prendere in mano un riccio - un riccio, io neanche riesco a farle accarezzare un cane...-,
il terzo giorno ha visto un polpo e ce lo ha fatto vedere (dandomi effettivamente la prova che la loro intelligenza è superiore a quella di molta gente che conosco...)
il quarto giorno è riemersa dall'acqua della spiaggetta sotto casa (Sarah entra ed esce dall'acqua a qualsiasi temperatura con una nonchalance che mi provoca brividi di freddo anche solo a raccontarla) ed io le ho chiesto: "c'era qualcosa di interessante sotto?" senza aspettarmi davvero una risposta visto che i fondali del Monte Argentario non sono la barriera corallina neozelandese. Lei mi ha risposto come se niente fosse: "not really...just some predatorius snails..."
nella mia mente è immediatamente comparsa l'immagine di una lumaca con la benda nera sugli occhi e il mantello. L'ho scacciata e ho cominciato a pensare a come la lumaca (animale noto per la sua flemma) potesse essere predatoria (immagine mentale di lumaca gigante che attacca le gazzelle nella savana...ok, scansiamo anche questa...), poi ho pensato che erano lumache di mare (immagine mantale di lumaca subacquea che lotta all'ultimo sangue con uno squalo...no, anche no). Poi ho ripreso il controllo del mio sistema nervoso e ho ripetuto per convincermene: predatorious snails?
"yeah" ha risposto lei "some species..."
ed io avrei voluto chiedere altro, ma non ne ho avuto il coraggio. Magari poi finisce che non mi faccio più il bagno...
lunedì 27 maggio 2013
Quello che potremmo chiamare l'Inno della nostra generazione
"Amore: che canzone vuoi che ti canta mamma per dormire? I cinque cammelli?"
"No (ciuk,ciuk,ciuk)"
"Quella delle stelline?"
"No(ciuk,ciuk,ciuk)"
"Cocco e Drilli?"
"No, Mamma (ciuk,ciuk,ciuk)mi canti la canzone dei cacchi?"
"Eh?!"
"Quella dei Cacchi (ciuk,ciuk,ciuk) Bblu"
"Amore, col ciuccio non capisco cosa dici...quale la canzone dei caschi blu?"
"Quella che fa: Sciogliamo le camere/per un mondo migliore/sciogliamo le camereere con i caschi Bblu!"
Buonanotte mondo .Sopravvoliamo
domenica 19 agosto 2012
Gambero morto channel
infermiere1: Buona questa pasta,come l'hai fatta?
infermiere 2: è semplice: tagli la rucola, aggiungi lo speck affettato e sminuzzato, le scaglie di grana e una manciata di pomodori secchi. Ci butti la pasta ancora calda, aggiungi un po' d'olio a crudo e fai freddare.
Infermiere1: buona, proprio buona; e poi così fredda è anche comoda: metti che c'hai un ricovero, un decesso, hai tutto il tempo per fare la salma...
venerdì 16 settembre 2011
Avere 35 anni è:
martedì 28 giugno 2011
Mai sputare in aria
La moglie, che era scesa con la paziente in sala, ci ha tenuto a dirmi chi era il marito forse nella speranza di impressionarmi. E questo è già una grande lezione di vita: non millantare parentele se non sei sicura che i tuoi parenti non siano teste di cazzo.
"Lei conosce mio marito? "
mi ha chiesto cinguettante
"Si signora" ho risposto col mio più smagliante sorriso "gli ho portato il curriculum 4 anni fa e lui ha detto che non poteva assumermi perchè non aveva posto per una donna."
La signora (che evidentemente qualche dubbio sul fatto che ha sposato una testa di michia ce l'ha avuto) ha glissato sulla prima parte della frase e ha detto: "Eh si, lì loro stanno proprio bloccati con le assunzioni".
Ho glissato anch'io, ma alla fine dell'intervento, salutando la paziente che tornava in reparto non mi sono potuta trattenere :"Arrivederci signora! mi saluti sua figlia e suo genero.." ho detto"...e gli dica che dovrebbe avere più fiducia nelle anestesiste donne!"
domenica 6 febbraio 2011
Le nuove scarpe di Sofia
ok , lo ammetto: sono un filo sopra le righe, ma erano le uniche rimaste di quel numero al negozio superspecializzato in calzature per bambini che faceva i saldi...
Il commento di Giò è stato: Ma chi pensi che sia tua figlia Paris Hilton?!
becero...
mercoledì 2 febbraio 2011
Oculistica reprise
Il personale della sala di oculistica è composto da: Mario il caposala ,un omone per cui una parola è poco e due sono troppe; e Salvatore l'infermiere, un ometto segaligno, che mi ha già raccontato per intero la sua vita un paio di volte intercalandola con profferte amorose di vario genere.
Oggi l'oculista era in sala operatoria, una paziente aspettava nella presala lì davanti e Salvatore era nella stanza accanto, preso nella narrazione di un episodio particolarmente pregnante del suo rapporto con la figlia, di cui ho perso purtroppo il significato parabolico.
Al culmine del racconto l'oculista chiede dalla sala: "Salvatore! hai messo le gocce alla prossima paziente?"
Lui, che ovviamente si è scordato, ha utilizzato l'arte tutta maschile di mentire con nochalance e ha risposto senza alcuna esitazione: "si!"
Già stava per proseguire la conversazione quando è giunta la voce della paziente dalla presala: "NON È VERO! NON MI HA MESSO NIENTE!!!"
L'oculista ed io siamo scoppiati a ridere e lui è dovuto andare , a malincuore, a mettere le gocce.
Mai mentire ai pazienti...
giovedì 16 settembre 2010
Demenza pubblicitaria
Prendiamo quella delle 3 mentecatte che si lamentano: sperperano lo stipendio in test di gravidanza perchè non riescono a capire cosa significano le stanghette indicatrici; però quando eri al dunque cosa significava la stanghetta l'hai capito subito, eh!?
Ho una proposta: se una non riesce a leggere il test di gravidanza, non ha diritto a riprodursi: giusto per salvaguardare l'evoluzione della specie.
Adesso a queste dementi gli hanno fatto il test che scrive SEI INCINTA, CRETINA! però se non riescono a contare le stanghette, ho dei dubbi che con le lettere sia meglio...
Oggi ho visto l'ennesimo insulto all'intelligenza del consumatore medio: cartellone pubblicitario di una nota marca di vestiti; in primo piano una squinzia con minigonna e tacco 12 riversa in terra di fronte al banco frutta del supermercato. Su di lei un cestino rovesciato pieno di cetrioli; guarda in camera con espressione intensa stringendo un cetriolo in pugno.
Ecco.
Amici pubblicitari, illuminatemi.
vi prego, ditemi cosa esattamente cercavate di comunicare con questa pubblicità?
che chi si compra quei vestiti prende il cetriolo?
che se mangi i cetrioli entri in vestiti della taglia della modella?
o che non importa cosa indossi, se c'è un cetriolo sei sempre l'ortolano?
ai consumatori l'ardua interpretazione.
martedì 7 settembre 2010
Leggende metropolitane
I fatti:
4 agosto ore 23.30
Giò, Fabrizio ed io scendiamo per le scale per andare a prenderci un gelato. Sul pianerottolo del quarto piano, vediamo entrambe le porte aperte e le serrature scassinate. Sul pavimento giace una lattina di redbull vuota.
Chiamiamo il 113 e arrivano due agenti che constatano l'accaduto e rintracciano i proprietari. Questi, rientrati di corsa dai luoghi di villeggiatura, fanno un elenco degli oggetti rubati tra cui un ceppo di coltelli da cucina.
Resoconto degli avvenimenti sentito al bar del quartiere 2 giorni fa:
4 agosto ore 15.30
Una banda di malviventi composta da zingari e rumeni sferra un offensiva nel quartiere attaccando simultaneamente 12 appartamenti; un inquilino del numero 97 ha potuto vedere in trasparenza attraverso i vetri della chiostrina (satinati, n.d.r. ) i malfattori armati di pesanti coltelli da macellaio.
Dopo aver sfondato le porte i ladri, evidentemente provati, si fermano a consumare un lauto pasto innaffiato da bevande alcoliche.
I tutori dell'ordine, giunti sul luogo del delitto , devono lavorare alacremente per 40 minuti per riuscire ad aprire le porte, accuratamente richiuse dai malfattori.
Che emozione: posso dire di aver assistito alla nascita di una leggenda metropolitana...
venerdì 9 luglio 2010
Analogic natives
L'entusiasmo c'è e si vede, gli utilizzi sarebbero molteplici e tutti lodevoli, purtroppo però la pratica si scontra con l'anello debole della catena: noi medici.
Mi dispiace dirlo, ma in generale la classe medica è rimasta all'analogico, e vanifica qualunque tentativo di inserire il digitale in un reparto.
Facciamo un esempio: diversi anni fa, in rianimazione si è deciso di informatizzare la cartella clinica. A questo scopo abbiamo preso un programma fatto apposta il cui costo d'affitto e assistenza tecnica equivalgono allo stipendio di 5 anestesisti co.co.co. (che per un contratto copierebbero le cartelle a mano impreziosendole con delicate miniature a tema sui capoversi...).
Nelle dimostrazioni il programma era perfetto; dopo un paio di settimane di utilizzo sul campo non lo era più.
Punto primo: i dati scritti non si possono cancellare.
Ovvio, perchè la cartella clinica è un documento ufficiale e non si può manomettere.
Peccato però che se io sbaglio a scrivere il codice di una sacca di sangue risulta che ho iniettato una cosa mortale ad un paziente, quindi per ovviare devo andare sul campo delle consegne della giornata e scrivere lì che la sacca iniettata non è la 054678 ma la 054679 e sperare che in caso di processo il giudice ci creda.
Punto secondo: l'infusione dei liquidi è temporizzata a 24 ore. Perciò se non ti ricordi tutte le sere di far ripartire l'infusione risulta che tu a quel paziente non hai fatto una goccia di niente. Ci sono pazienti che risulta non hanno fatto niente per giorni con questa storia. La verità però è che quando il reparto è un casino, i letti straripano e tutti i pazienti cercano di morire nelle stesse 12 ore non solo non hai il tempo di metterti a cliccare tutte le flebo di tutti i letti, una per una, ma proprio non te ne frega un cazzo.
Punto terzo: la maschera per l'inserimento dei dati della microbiologia non permette di segnare quali germi sono stati cercati e sono negativi, ma segna solo i positivi, facendo si che ad un paziente sia mandato per 3 volte il campione per un germe che risulta per 3 volte negativo.
Ci sono ovviamente un punto 4, 5 e 6, ma l'esempio l'avete capito. Quello che doveva essere un aiuto a velocizzare il lavoro diventa un ulteriore carico di lavoro, per il quale però non abbiamo competenza specifica.
I tecnici dell'azienda , alle nostre richieste di modifiche hanno risposto che il programma non si può cambiare.
Il risultato, molto italiano, è che con un programma che costa una cifra annua con 4 zeri noi scriviamo la microbiologia a mano, correggiamo le cartelle con dei p.s. sulle consegne, e abbiamo le infusioni di liquidi invariabilmente sbagliate.
Io, che conosco un po' l'informatica ( e gli informatici) ho pensato all'inizio che fossero i tecnici che ci marciavano per non avere rogne, ma dopo aver assistito ad un paio di conversazioni tra loro ed i miei colleghi mi sono resa conto che la verità non è solo questa. Il fatto è che i miei colleghi ne sanno così poco di computer che non sanno cosa chiedere .
I creatori del programma parlano con gente che non sa neanche cosa può fare un programma e come può farlo e si trovano a cercare di interpretare delle esigenze che loro non conoscono. è come un muto che parla ad un sordo: non si capiscono proprio l'uno con l'altro perchè non hanno quel minimo background comune che gli permetterebbe di lavorare insieme per un fine.
Le soluzioni sono due: o informatizzare i medici, o medicalizzare gli informatici.
A voi la scelta
mercoledì 26 maggio 2010
Se coltiviamo arance ci sarà un motivo...
Lui, che aveva il suo onore di uomo da mantenere, (aveva 22 anni ed era ancora ingenuo) si sottopose all'operazione senza un lamento, con vera faccia di granito.
Non dico che quest'episodio mise le fondamenta per il nostro amore, però fu uno dei primi momenti di contatto fisico tra noi e si sa, da cosa nasce cosa, come dimostra la mia pancia.
Mia madre oggi mi ha informato che in televisione ha sentito un dermatologo che spiegava che per togliere gli aculei di riccio si deve usare il succo di papaya.
Le ho fatto notare che viviamo in Italia e la papaya da noi non è proprio autoctona, ma lei ha ribattuto che ormai la papaya si trova in tutti i supermercati.
-:"va be" ho detto io, "ma metti che sei in spiaggia con mezzo riccio nel piede, non è che puoi prendere la macchina e andare al supermercato a comprare la papaya, facendo pure la fila alla cassa! "
-:"infatti! " ha risposto trionfante la mia criminale "ho pensato di comprarla e metterla nel frezeer della casa al mare in piccoli sacchetti, così ce l'abbiamo sempre pronta!"
-:"ma mamma, tu non sai nuotare...è improbabile che il riccio venga a cercarti al bar!"
Mi ha guardato con sufficienza: "Ma c'è la bambina!" ha spiegato indicando la mia pancia.
che potevo dire? terremo la papaya in freezer.
Però mi chiedo: se invece di togliergli gli aculei dal piede io avessi tirato fuori un sacchettino di papaya, Giò ed io saremmo dove siamo?
Il dubbio mi rode...
venerdì 16 aprile 2010
La farmacopea raccontata dai pazienti
Anticoagulanti/ antiaggreganti: farmaci di problematico impiego: si utilizzano per una varietà di patologie che vanno dall'infarto alla flebite. Interrogato, il paziente non sa assolutamente dire per quale motivo gli sono stati prescritti.
Ansiolitici/antidepressivi: mai chiedere ad un paziente se assume psicofarmaci. La risposta sarà un indignato "no!", fedele all'opinione comune in Italia che gli psicofarmaci li prendono solo i matti.
Alla domanda se prendono qualcosa per dormire meglio la risposta sarà invece un elenco di sedativi, ipnotici, tranquillanti, analettici, antidepressivi, e antipsicotici da far impallidire un farmacologo.
Nota bene: questi farmaci vengono di solito prescritti dai medici di famiglia perchè dallo psicologo ci vanno solo i matti.
Cortisonici: Farmaci di impiego comune che nell'immaginario collettivo sono responsabili di ogni tipo di patologia dall'obesità all'insonnia. La maggior parte dei pazienti quando gli prescrivi dei cortisonici ti guardano terrorizzati come se gli avessi proposto un ciclo di stricnina. Come al solito questa pessima fama è immeritata e dovuta in gran parte ad un utilizzo sbagliato.
Antibiotici: Questa classe farmacologica divide i pazienti a metà: una parte li vede come una panacea di tutte le infezioni e li prende anche per il raffreddore perchè "così passa prima", una parte li considera un mortale veleno e li ritiene superflui se non in caso di peste fulminante.
Non so quale elle due categorie sia peggiore per la salute pubblica.
Antidolorifici/antiinfiammatori/antipiretici: La classe di farmaci più abusata e misusata del mondo. Vengono presi in maniera del tutto aleatoria senza nessuna correlazione con la loro funzione effettiva. Il fatto che spesso vengano venduti senza ricetta li associa, nell'immaginario comune, alle zigulì.
Come per i profumi, ognuno ha il suo preferito che utilizza un po' per tutto adducendo scuse difficilmente sostenibili.
Le grandi compagnie che creano i farmaci e li vendono sono un branco di sciacalli immorali e disonesti, ma quando penso che devono fare farmaci a prova di paziente, mi rendo conto che fare lo sciacallo non è tutto rose e fiori.
giovedì 1 aprile 2010
Infetti
Quando giravo per ambienti salubri come la rianimazione, queste cose non succedevano!
giovedì 4 febbraio 2010
Ma sarà vero?
Per chi non sa cos'è una gastroscopia, la procedura consiste nell'infilare in bocca un tubo largo un dito, dotato di una telecamera e abbastanza rigido, e farlo scendere giù per la gola fino allo stomaco, per guardare cosa c'è dentro.
Si può fare anche da svegli, non dico di no. Certo ,mi vengono in mente parecchie cose più piacevoli da fare prima di colazione, ecco perchè è qualche anno che per questo tipo di procedure si addormenta leggermente il paziente.
Questo mi preparavo a fare quando il giovane in questione mette bene in chiaro che lui non vuole alcuna forma di anestesia.
Scambiandolo per un normale attacco di fifa vado da lui a parlargli e gli spiego che è una sedazione molto leggera, che si fa di routine che si sveglierà subito eccetera eccetera, ma lui è irremovibile. Niente anestesia.
Siccome nessuno cerca rogne se proprio non ti piovono in testa, mi metto il cuore in pace e dico all'endoscopista di procedere. Lui, molto riluttante esegue l'esame che, grazie alla sua bravura, termina dopo 10 minuti di conati di vomito e occhi strabuzzati da parte del tizio.
Mentre sta per andar via ci saluta e ci ringrazia tutti e dice:
" Vede dottore il dolore ci fa ricordare che siamo vivi"
Ci siamo sentiti per un attimo come Benigni e Troisi in "non ci resta che piangere" ed io stavo per rispondere: "Mo me lo segno", quando lo specializzando del primo anno, dice: "Sarà uno di questi "emo"...a loro piace il dolore. è proprio una filosofia..."
Ma sarà vero?
Siamo stati adolescenti tutti: io ascoltavo della musica pessima, indossavo i pantaloni fin sotto le ascelle e mi facevo qualche canna ogni tanto, ma la mia filosofia non comprendeva le gastroscopie da sveglio.
Qualunque sia la moda degli adolescenti di oggi non posso credere che sia considerato fico farsi infilare tubi in gola senza anestesia.
Altrimenti il 2012 è una data troppo lontana per l'estinzione della specie...
sabato 24 ottobre 2009
I conti della serva
Come ho già avuto modo di far notare, la contabilità non è il mio forte, ma ogni tanto scendo anch'io dalle nuvole e mi scontro con la realtà.
Dunque seguitemi:
io prendo 50.000 euro l'anno lordi. Ovvero: 4166.66 euro al mese.
Quando mi dissero che avrei guadagnato 4000 euro al mese, arrivando fresca fresca dai 900 che prendevo da specializzanda, ho avuto la fugace visione di me che scendevo da una limousine rosa, con un cappello di piume di dodo e un aragosta al guinzaglio, e dicevo al commesso di Cartier: "uno di ognuno, grazie" con un largo gesto che comprendeva tutte le scintillanti vetrine.
Ecco il mio bilancio annuo:
Di imposte pago allo stato 17.000 euro.
Di enpam (la cassa pensione dell'ordine dei medici) circa 6000 euro l'anno.
Di assicurazione professionale, indispensabile per lavorare, 4000 euro l'anno.
per un totale di 27.000 euro l'anno. ovvero il 54% del mio guadagno.
E questo ,diciamo così, solo per il privilegio di svegliarmi alle 6 e 20 per andare al lavoro.
Ma andiamo avanti: mi restano quindi 23.000 euro l'anno che fanno 1916 euro al mese.
Mettiamo che di questi io debba pagare di affitto (e mi tengo bassa) o di mutuo 700 euro al mese. Mi restano perciò 1216 euro al mese.
Al supermercato , per noi due, diciamo che mensilmente spendo 700 euro. è vero che faccio la spesa in un grosso supermercato senza stare troppo attenta ai prezzi, ma il nostro menù giornaliero non comprende di solito l'aragosta e così diciamo che mi restano 516 euro. In questi soldi entreranno: luce, gas, telefono, benzina, assicurazione della macchina e del motorino, bollo della macchina e del motorino, varie ed eventuali.
Non ci siamo. non ci entrerebbero mai.
La verità è che con 4166 euro al mese io dovrei fare economia, rinunciare alla macchina o al motorino, fare la spesa al discount, scordarmi le vacanze, stare attenta alla luce e al gas, mangiare poco fuori, comprarmi pochi vestiti.
Con 4166 euro.
Una somma mostruosa.
Win for life, il nuovo gioco del lotto, promette 4000 euro al mese per 20 anni.
Il lotto.
Io sono fortunata, perchè mia nonna mi ha lasciato casa e perchè io e Giò siamo in due, ecco cosa mi permette di mantenere questo tenore di vita, ma chi non è fortunato come me?
Come siamo arrivati all'assurdo di non riuscire a finire il mese con 4000 euro ?
Cerco risposte dalle 6 del mattino.
Stanotte prendo un sonnifero.
mercoledì 1 luglio 2009
L'altra metà del cielo, reprise.
I miei amici hanno detto che non è assolutamente vero che gli uomini non sanno fare la spesa e hanno problemi al supermercato. Io, che sono un anima fiduciosa, mi sono sentita un verme: "ma guarda" ho pensato tra me e me "sono proprio malvagia nell'animo: come ho potuto pensare che delle persone così smart potessero fare cose del genere?!"
Poi , sabato sono andata al supermercato con Gio.
Lui quando andiamo al supermercato ci tiene sempre a vestirsi in un certo modo, probabilmente per farmi fare bella figura con i vicini di casa che potremmo incontrare; infatti sabato portava: pantaloncini corti a quadroni scozzesi gialli e blu, sandalo vecchio e sformato modello venditore di suk marocchino, e sopra, dulcis in fundo, maglietta con bandiera della Turchia, attenzione, rosso fuoco con sopra mezzaluna e stella bianco latte. Capello selvaggio, barba incolta, ca va sans dire.
Aggiungo che in mezzo al supermercato la mia dolce metà assume l'aria intelligente di chi ha appena visto il bianconiglio urlare "presto che è tardi " scappando via...
Ecco: TRE e dico tre, diversi individui maschi nel supermercato gli hanno chiesto informazioni scambiandolo per un commesso.
Come, O Signore, Marte, Osiride, Gamesh e qualunque divinità maschile del pantheon, si può scambiare uno vestito così per un inserviente del supermercato?
sopratutto: cosa ti fa pensare che una maglietta rosso fuoco sia la divisa degli inservienti di un supermercato che ha la scritta ARANCIONE?!
per dirla con le parole di Blake: In what furnace was thy brain?
Ma il culmine dello spettacolo è stato un attempato signore che gli ha chiesto l'ubicazione del detersivo.
"Non lo so, mi dispiace" ha risposto lui cortesemente
e quello perseguendo nell'errore: "Ma insomma: se non lo sapete neanche voi a chi lo devo chiedere! possibile che non sappia dove sta il detersivo!!??"
Gio lo ha guardato fissamente per 5 secondi, poi con tutta calma ha risposto: "Ha ragione, mi scusi, è che oggi hanno cambiato i posti sugli scaffali e non mi hanno avvisato, comunque il detersivo è là, vicino alle scatolette" ha detto indicando un punto a caso dall'altra parte dell'edificio.
l'ho trovato che rideva piegato in due guardando un vecchietto che si allontanava.
Dai, ragazzi, non è normale!!!
mercoledì 1 aprile 2009
New economy
La faccenda è complicata: ogni volta che io cambio contratto, quindi 3 volte nell'ultimo anno, l'ospedale ricomincia una lunga e tediosa pratica burocratica che comprende: proposta di contratto a me, accettazione da parte del direttore generale, stanziamento dei fondi, mia firma del contratto, comunicazione, da parte del dipartimento di anestesia e rianimazione, della mia presa di servizio al settore stipendi, fatturazione da parte mia del lavoro svolto, comunicazione della fattura e presa di servizio dal settore stipendi all'economato, invio del bonifico bancario sul mio c.c. da parte dell'economato.
Siccome il mio ultimo contratto era mensile e scadeva il 5 marzo, sono stata passata su una sostituzione di maternità (la seconda, a riprova che tutti dipendiamo dall'utero di qualcuno). C'è stato però un errore in uno o più dei passaggi sopraelencati tale per cui dal 5 marzo io sto lavorando in nero (cioè senza contratto)per un ospedale pubblico in attesa di firmare un contratto retroattivo per cui potrò percepire uno stipendio. nel frattempo, siccome la trafila d'inizio del mio ultimo contratto (dal 2 febbraio al 5 marzo) è ancora in fieri, e siccome io non posso fare fattura e farmi pagare visto che marzo l'ho lavorato in nero, l'ultimo stipendio che ho percepito è quello di gennaio (che mi è stato pagato a metà marzo). Per quello di febbraio ho buone speranze entro il 15 di aprile, per quello di marzo toccherà probabilmente aspettare metà maggio.
Il miserabile con cui divido il dentifricio prende un compenso (del tutto simbolico se rapportato alle sue ore di lavoro) da un università statale. Questo lodevole ente, senza fini di lucro, suppongo, lo paga ogni 2 mesi, ma attenzione: paga ogni bimestre alla fine del bimestre successivo, per cui , seguitemi perchè è cervellotico, gennaio e febbraio gli vengono pagati alla fine di marzo aprile, che a loro volta verrano saldati a fine giugno.
Il risultato di questo mirabile intreccio di follia burocratica e inefficienza statale è che il nostro piccolo nucleo familiare possiede la raguardevole somma di 10 mila euro, che sono però bloccati nelle mani dei nostri datori di lavoro, senza alcuna ragione plausibile, mentre i soldi per le bollette ce li stanno prestando i nostri genitori.
La chiamano new economy, ma a me sembra sempre la vecchia storia del cetriolo e dell'ortolano...
martedì 24 marzo 2009
Elettromagnetismo
la risonanza magnetica è un esame che dura tre quarti d'ora circa in cui il paziente deve stare immobile nel tubo di una macchina formata da un potente magnete che attrae gli oggetti metallici come una calamita di un paio di quintali, ed emette rumori ritmici e fastidiosi che proseguono a intervalli durante tutta la procedura.
è una cosa perfettamente innocua, ma nessuno la trova piacevole, tantomeno i bambini, che infatti vengono mantenuti in anestesia per l'intera durata della faccenda.
Per fare questo sono necessari degli apparecchi cosidetti "amagnetici" che possano entrare nella stanza della risonanza senza venir risucchiati dalla macchina, oppure bisogna tenerli ad una distanza ragionevole dalla calamita, diciamo 1 metro circa.
Siccome per fare l'anestesia ci serviva un ventilatore abbiamo portato dentro quello normale mantenendolo a distanza di sicurezza fissato ad un carrello per terra.
Stavamo giusto per far entrare il bambino quando Matteo, per spostare il ventilatore trac, ne stacca il supporto che lo teneva ancorato.
Al grido di "giù la testa!" ci abbassiamo in tempo per schivare il ventilatore che si volava attraverso la stanza come una colomba dall'amato bene finendo appunto attaccato al tubo magnetico.
Silenzio.
Guardiamo la scultura postmoderna composta da ventilatore + risonanza che abbiamo davanti e
io domando:
:-"Gianluca, si può spegnere la risonanza?"
:-"No. Se la spegni per riaccenderla ci vuole il tecnico e passano almeno due giorni"
:-"Ah. E allora che facciamo?"
:-"Tiriamo" risponde rassegnato.
mentre i parenti aspettavano fuori convinti che noi stessimo facendo discussioni altamente scientifiche sull'esame noi tre, mani sulle maniglie del ventilatore e piede sulla risonanza, cercavamo di vincere l'elettromagnetismo con la sola forza di un paio di molecole di atp dei nostri muscoli.
Alla fine siamo riusciti a staccarlo e a fare l'esame.
Chi lo dice che il medico è un lavoro di concetto?