venerdì 15 marzo 2024
venerdì 8 marzo 2024
vivi e lascia vivere
Io sto invecchiando male, e questo è palese a tutti, ma mi sembra sempre di più che ci sia una quantità di gente che rompe i coglioni al prossimo costantemente, per qualsiasi cosa. Gente che non riesce a fare a meno di sottolineare qualsiasi imperfezione anche in cose che non la riguardano minimamente, che non riesce ad astenersi dal commentare il lavoro degli altri, la vita degli altri, le scelte degli altri, qualunque esse siano, cercando qualsiasi appiglio per trovare errori, difetti o mancanze o fare osservazioni.
Sempre più gente convinta di avere titolo per fare commenti, anche con toni e scelte di parole ben aldilà di quello che io considererei una "pacata osservazione", su tutto quello che gli capita sotto gli occhi, solo per il gusto della polemica, della critica, del rimprovero.
La scorsa settimana alle 8 del mattino ho chiesto ad un infermiere se aveva fotocopiato la cartella del paziente che doveva andare via.
"Non l'ho fatto! nessuno mi ha detto di farlo" ha risposto lui piccato
io sono stata zitta , ma la mia collega ha subito ribattuto: Non ci dovrebbe essere bisogno di dirlo! queste cose fanno parte delle mansioni infermieristiche!
La discussione è andata avanti altri 10 minuti.
10 minuti di parole al vento per un dialogo che doveva essere:
"Mario, hai fotocopiato la cartella del paziente?"
"No, Propofol, ora lo faccio."
12 secondi in tutto, compresa la pausa per sorseggiare il caffe.
Ora, consentitemi un luogo comune, sarà che io sono romana e noi siamo stati inclini, dai tempi dell'impero a Gigi Proietti, a cercare di non rompere il cazzo alle gente se proprio non è necessario. Vivi e lascia vivere è un bel motto che io mi sento di abbracciare caldamente.
Però pensando a queste persone cercavo di trovare un denominatore comune che mi spiegasse che gusto ci provano a comportarsi così, anche perché il loro comportamento ha un riflesso sull'intero ambiente in cui stanno, sia esso la famiglia o la sala operatoria o il gruppo sportivo. All'inizio pensavo fosse una questione di pignoleria, del fatto che queste persone notano molti dettagli e quindi li enfatizzano, ma non è questo: guardandoli bene mi sono convinta che loro rompono le palle agli altri per dimostrare che esistono. Evidentemente sono così insicure che se non sono al centro dell'azione, se gli altri non focalizzano su di loro la loro attenzione, non si sentono "riconosciute" e hanno paura di non essere considerate. Sembrano forti, ma in realtà sono talmente deboli che se qualcuno non gli dimostra di prenderli in considerazione ogni momento si sentono sparire.
Questa profonda spiegazione psicosociale non mi leva del tutto la voglia di dargli una capocciata. Però un po' si
venerdì 24 novembre 2023
Ma come fai ad essere serio?!?!?
Il personale ospedaliero non medico è spesso composto da persone che oltre al lavoro hanno degli hobby molto impegnativi o complessi. La varietà e quanità di gente che si incontra lavorando in un ospedale è difficilmente paragonabile ad altri posti e situazioni.
Nel mio reparto , per esempio, convivono Mario, wrestler professionista e ottimo gessista nel tempo libero, e Franco, che si diletta di anestesia nelle pause della sua carriera di body builder. Al di là della simpatia personale che li rende dei compagni di lavoro indispensabili , vedere questi due armadi che girano per le sale operatorie accudendo delicatamente bambini di 7 anni e vecchietti di 99 è uno spettacolo su quanto l natura sia varia e mltiforme.
Ieri, durante un complesso posizionamento in cui erano presenti entrambi (perchè i pazienti dell'ortopedia devono sempre assumere posizioni acrobatiche funzonali al chirurgo) Mario guarda Franco in divisa: "Franco, c'ho voglia di menare uno con la divisa blu e il camicino verde"
Franco neanche alza gli occhi dal paziente:
"Guarda,Mario, fai una cosa: menati da solo, che fai prima e ti fai meno male"
sabato 30 settembre 2023
ma insomma
In questa città è così facile muoversi che il trasporto pubblico è quasi un optional.
io, per esempio, vado in giro sostanzialmente in bicicletta, sopratutto d'estate quando anche uscendo alle 20 c'è ancora luce sulla ciclabile che va dall'ospedale a casa.
Ero lì l'altra sera quando una giovane donna, vestita di tutto punto , con marcato accento romano mi ha fermato interpellandomi: "scusa...sapresti indicarmi il più vicino posteggio dei taxi?" mi ha chiesto un po' ansante
La guardo un filo perplessa:" mah...credo che qui l'unico posteggio dei taxi sia alla stazione..."
"che sarebbe?" chiede lei...
"in là," dico puntando il dito in una direzione approssimativa"...ma...scusa se mi permetto: dov'è che devi andare?"
"Al centro", dice lei indicando il principale e ovvio monumento cittadino.
"Ah...ecco....senti, da qua ci potresti arrivare a piedi.... "poi guardo i suoi sandali gioiello tacco 13"....però no."
"l'autobus?la metropolitana? " chiede lei speranzosa
"Ah, già! l'autobus!aspetta che guardiamo...perfetto! guarda c'è una fermata un chilometro da qua che ti ferma proprio in piazza!" do un altra occhiata invidiosa ai sandali gioiello "Senti: se ce la fai a salire dietro ti do un passaggio..."
lei mi guarda dubbiosa, ma poi guarda dubbiosa il cupo orizzonte verso la pensilina: "grazie, se non è troppo disturbo..."
Con un po' di lavoro riesce a salire sul mio sellino all'amazzone ed io a partire sbuffando; mentre pedalo lei fa tentativi di conversazione:
"grazie, ti sto facendo fare un sacco di fatica.... "
"figurati...come mai sei qui da Roma? "
"un congresso...sai io sono chirurgo..."
"ah, ecco...io sono anestesista. Di che ospedale sei? io sono venuta via nel 2015"
lei nomina il mio vecchio ospedale universario e da lì alla fermata è tutta una sfilza di ealloraconosciquestoealloraconosciquello.
mi fermo e lei scende ringraziandomi.
io riparto pedalando verso casa...
Ma è possibile che ad ogni latitudine questi chirurghi hanno sempre bisogno di un anestesista che gli salvi il culo???
sabato 29 luglio 2023
è sempre un piacere
sabato 17 dicembre 2022
Mai contente
Io ho sempre avuto problemi a capire l'omofobia.
Riservata come sono, mi pare che l' orientamento sessuale di una persona sia una cosa talmente personale che non riesco a capire come si possa pensare di fissare delle regole valide per tutti.
Gli omofobi mi sembrano come uno a cui non piacciono le zucchine e invece di comprare i peperoni decide di iniziare una crociata mondiale per proibire la coltivazione delle zucchine nel mondo.
Non molto intelligente, ecco.
Questo fa sì che io , che già di mio non brillo per eccessiva prontezza d'osservazione, sia particolarmente rincoglionita per tutto quello che ha a che fare con l'orientamento sessuale. Se uno è gay o me lo dice o se aspetta che lo capisco da sola non avrà grosse soddisfazioni
Chissà perchè però avevo capito, Dio solo sa da chi o da cosa, che Mario fosse gay. Ed ero proprio convinta che , vedi? stavolta si che ho avuto l'occhio lungo, eh! Il che ci stava pure con lo stereotipo per cui i gay sono belli e curati. Infatti Mario è bellissimo, con grandi occhi azzurri e capelli scuri, sempre ben pettinato e rasato ed è uno dei "great favourite" delle nostre specializzande.
La settimana scorsa, mentre eravamo a mangiare in cucina, ho gardato nel suo piatto e ho detto: "wow! sembra buonissimo! ma è il tuo compagno che ti cucina?"
"La mia compagna , Maria." ha risposto lui un po' stupito
"Si, si, certo! " ho risposto io, conscia di aver fatto come al solito una figura di merda
Due giorni dopo sono andata a cambiarmi alle otto e c'era Mario, nello spogliatoio degli specializzandi accanto al nostro, con la porta aperta, senza maglietta e con braghe in vista, da cui si poteva apprezzare la tartaruga degli addominali, le spalle larghe e tutto il fisico sfoggiabile da un trentenne ortopedico e palestrato.
L'ho guardato e ho detto: "Mario! che ci fai mezzo nudo in corridoio?"
lui ha risposto qualcosa sulla porta che non si chiudeva ed io sono entrata nello spogliotoio delle donne.
Ho alzato gli occhi al cielo e, buttando 46 anni di politically correct, ho pensato tra me e me " Ma non era mejo se eri frocio?
sabato 11 giugno 2022
Guarda, è lei!
Diciamoci la verità: per quanto detesti quelli che dicono che il nostro lavoro è una missione, rimane comunque il fatto che non ti sbatti tanto per lo stipendio, in realtà lo fai per i pazienti.
A me piacciono i pazienti. Più che altro in anestesia generale, che se volevo parlare con la gente facevo l'internista, ma insomma mi piacciono abbastanza.
Una delle cose che mi piace di più è il passaggio in reparto alla fine della seduta, quando sali a vedere come stanno quelli che hai operato durante il giorno. Quando entri nella stanza chiedendo: permesso? si verifica sempre quello strano fenomeno per cui il paziente si gira verso il familiare più vicino e additandoti, tipo star sull'Hollywood boulevard, fa: guarda, è lei!!! facendoti capire che ha raccontato tutto di te e di come hai fatto l'anestesia e che sei già un personaggio nella loro mitologia familiare: "quell'anestesista tanto brava"
L'altro giorno mentre passavo ho sentito un paziente che bisbigliava con aria spocchiosa: quella è LA MIA ANESTESISTA , come a dire: guarda che roba che mi sono potuto permettere! che detto di me , con lo zoccolo in gomma della Birkenstock e la cuffietta con gli unicorni, vuol dire proprio che sono stata brava
venerdì 30 luglio 2021
I furbetti del Vaccino
Io questo post non lo volevo neanche scrivere: mio marito , la mia amica Nancy ed ultimamente anche Sofia, dicono che devo smetterla di fare le risse per strada con gli antivaccinisti. E io ci provo, giuro, ma poi alla fine mi si chiude la vena e parto lo stesso, quindi tanto vale che scriva anche.
Non starò qui a discutere sul funzionamento dei vaccini: chiunque abbia lavorato in una terapia intensiva covid ha visto con i suoi occhi l'andamento dell'età dei ricoverati seguire con imbarazzante esattezza la progressione vaccinale. Attualmente ricoverati ci sono solo under 50 che non hanno fatto in tempo a farsi la seconda dose, persone che non hanno potuto fare il vaccino tipo le donne gravide, o no-vax. Il resto sono chiacchere da bar.
Il problema per cui i no-vax ci stanno così antipatici è più di ordine etico.
Noi abbiamo un Servizio Sanitario nazionale, il che vuol dire che abbiamo deciso che la salute di un individuo è un suo diritto fondamentale e non può essere subordinata al suo reddito, quindi se ne deve occupare lo Stato. Per mantenere questo servizio, questa convinzione morale, direi, facciamo tutti dei sacrifici: come pazienti: perché accettiamo liste di attesa più lunghe , infrastrutture pubbliche più scadenti di quelle della Sanità privata, perché paghiamo un cospicuo ammontare di tasse che servono a curare anche le malattie che non abbiamo noi, ma hanno altri sconosciuti. Come medici: perché abbiamo stipendi più bassi di quelli dei nostri colleghi della sanità privata, perchè lavoriamo di più e in condizioni spesso non ottimali, per usare un eufemismo. Ciascun cittadino fa dei sacrifici per mantenere questo diritto. E ne fa ancora di più da quando c'è il covid. Perché è una patologia che costa tanto: ha tempi di guarigione lunghi e impiega farmaci costosi con un alto utilizzo delle terapie intensive ; ma non solo in termini di soldi: per curare i malati di covid molti medici sono stati distolti dai loro compiti e molti malati con patologie meno gravi hanno dovuto aspettare. E siamo d'accordo che alcune cose non sono urgenti: stare un anno senza dormire la notte per i dolori del tunnel carpale non ti uccide, ma rompe parecchio i coglioni.
Tra i prezzi che abbiamo pagato c'è stato quello di vaccinarci. Di sbattersi per prenotare, di andare a farsi due buchi, di stare col male al braccio o con la febbre per due giorni. Perché siamo parte di uno stato, di un servizio sanitario nazionale e farlo era utile alla comunità.
Invece i no-vax no. Loro non fanno parte dello Stato con noi, loro vogliono fare quelli contro, quelli che sono fuori dal sistema.
E fin qui i andrebbe bene; il problema è che poi, quando si ammalano - e si ammalano, garantito al limone, come tutti gli altri - allora li deve curare il sistema.
Ecco, il fatto è questo: che non puoi fare l'alternativo fuori dal sistema quando ti fa comodo e dentro al sistema quando non ti fa comodo ; non puoi invocare contemporaneamente la libertà individuale e la responsabilità collettiva. O meglio, puoi , ma non aspettarti di stare molto simpatico agli altri che invece i sacrifici li hanno fatti personalmente. Ai loro occhi, ai nostri occhi, sarai un altro dei tanti furbetti all'italiana che non fa il suo dovere, certo che tanto il conto lo pagheranno sempre gli altri.
sabato 6 febbraio 2021
Non stiamo migliorando con l'età
Io: con chi sto stanotte di guardia?
L : stai con Francesca e Mario
Io: Mario chi?
L: è lo specializzando
Io: Ah, vedi...e com'è?
L: bravo!....cioè, in realtà i nostri sono tutti bravi, però lui è bravo e sta anche zitto, perciò proprio: top!
mercoledì 19 agosto 2020
La nuova strutturata
Arrivare in un ospedale nuovo è sempre uno shock. Oddio, immagino che lo sia un po' per tutte le professioni, ma il mio è un lavoro di equipe e lavorare con un equipe sconosciuta è davvero spiazzante. Oltretutto in una sala operatoria si sta tutti vestiti nello stesso modo, in un pigiama monocolore a scelta dell'azienda - quello che abbiamo adesso è blu- e quindi il primario, a meno che non sia circonfuso di luce,è indistinguibile dal portantino. A complicare la faccenda ci sono gli specializzandi che girano continuamente e quindi non sai mai chi sono: Per dire ,il mio infermiere di anestesia il primo giorno entra in sala e, dandomi subito del tu, mi apostrofa con una battuta. Io rispondo e lui continua: tu cosa sei? secondo terzo o quarto anno?"
"Io sono la nuova strutturata." rispondo" Piacere, Propofol"
mi guarda perplesso:"Diobono, ma sei il mio capo! mi potevi dire che stavo facendo una figura di merda?!?!"
Anche in questo completo estraniamento ci sono delle consolazioni. Il linoleum della sala operatoria, per esempio. Che, non so perchè, è sempre dello stesso colore azzurro. In qualsiasi sala operatoria del pianeta probabilmente. Ci saranno delle equipe di cervelli che hanno deciso così.
Quando ti senti spaesato, quando non sai il nome di nessuno di quelli in sala con te, quando non sai nemmeno dove sono le siringhe, basta guardare il pavimento e troverai quel qualcosa di familiare. basta poco a sentirsi meglio...
In questa sala operatoria fanno ortopedia e quindi gli anestesisti sono specializzati in questo campo.
Diciamo che l'ortopedia è una specialità che si trova un po' dappertutto, dall'ospedaletto di provincia al grande policlinico, e tutti gli anestesisti che hanno girato un po' sanno più o meno cavarsela, compreso me. Questi anestesisti però facendo solo questo, fanno cose molto più precise e specialistiche: visualizzano singoli nervi con l'ecografo e gli iniettano anestetico vicino per bloccarli. Oppure li cercano con uno stimolo elettrico e li bloccano quando li trovano. Una roba che richiede una conoscenza abbastanza approfondita dell'anatomia, della sonoanatomia, della fisiologia e della farmacologia, manualità e , nel mio caso, una discreta dose di culo.
Era quello che volevo, qualcosa di nuovo da imparare e ne sono entusiasta. Ogni giorno vado in sala e quando esco sono lessa per la tensione. Sogno un anestesia generale per rilassarmi un po'. Ma la cosa che mi ha più colpito sono i miei colleghi. Tutti, nessuno escluso, dal più giovane al più anziano, si sono fermati e mi hanno insegnato. Hanno rallentato, fatto il doppio lavoro, spiegato, speso tempo, per farmi imparare il più velocemente e bene possibile. Se faccio progressi lo devo a loro che, ognuno a suo modo, mi ha dato qualcosa che mi ha fatto andare avanti più velocemente.
Se anche non fossi contenta di imparare, sarei contenta di lavorare con persone così...
venerdì 17 gennaio 2020
Nella vita ci vuole culo
Mi presento e spiego che faremo un anestesia spinale.
"ah, sì, dottoressa." interviene lui" le volevo dire : io ho fatto due volte l'anestesia spinale : la prima me l'ha fatta un dottorino che ha fatto una sola puntura e ci ha preso subito. La seconda me l'ha fatta una dottoressa che mi ha fatto 4 buchi e non riusciva a trovare lo spazio e alla fine io gli ho detto: basta! non voglio più che mi tocchi. Allora lei ha chiamato un altro dottore che c'è riuscito subito. Patti chiari e amicizia lunga: se mi deve fare 4 buchi io la spinale non la voglio!"
Per fare un anestesia spinale bisogna passare un ago sottile come un capello tra una vertebra e l'altra, bucare un legamento, passare tre strati di meningi ,arrivare al sacco in cui c'è il liquor e iniettare l'anestetico. Tutto questo senza vedere, ma solo sulla base di informazioni tattili. Ci vuole mano,esperienza, preparazione specifica, tutto quello che vuoi, ma a volte ci vuole culo. E sì, perché se guardate la schiena di vostra nonna vedrete che il concetto di "dritto" e quello di "spazio tra due vertebre" sono più desideri teorici che realtà anatomiche. D'altronde se uno ha lavorato, magari in fabbrica, tutta la vita non è che si può pretendere la schiena di un dodicenne, no?
Bestemmiando in 6 lingue entro in sala operatoria a preparami mentre lui dice agli infermieri: è brava quest'anestesista?
"Come no!" rispondono loro, leali fino alla morte, "guardi, l'abbiamo fatta venire da Roma, è la più brava di tutte."
Lo mettiamo in posizione e mentre sto disinfettando la schiena aggiunge: mi raccomando, eh, dottoressa! guardi che mio genero è anche un medico di qui! " tanto per diminuire il mio livello di ansia.
Infilo l'ago in quello che sembra lo spazio tra due vertebre.
Osso.
Non si passa.
Angolo l'ago verso l'alto.
Osso.
'ndo cazzo sta sto spazio tra due vertebre.
Sento un brivido gelido sulla schiena. Cambio angolazione. niente.
mentre già penso a quale collega chiamare per farmi aiutare faccio un ultimo tentativo e voilà! sento quel meraviglioso cedimento dell'ago che passa il legamento. Vado ancora avanti e click, lo scattino del passaggio nelle meningi. Sfilo l'ago incredula ed esce il liquor a conferma del fatto che sono riuscita ad andare dove dovevo. Inietto l'anestetico e dico al paziente.
"Finito, eh, è stato bravissimo."
"ah! brava lei dottoressa!" mi risponde lui, goviale" pensavo non ce la facesse "
Ansia da prestazione? c'est moi!
venerdì 27 settembre 2019
Animali fantastici e dove trovarli
Il tempo passato insieme ci ha fatto tutti innamorare di Sarah e ci ha offerto delle scene incredibili ,tipo quella di lei ( livello di italiano base) e Sofia (livello di inglese base) che giocano a scopa in una lingua mista a base di "ace" "sweep" e "settebello" dando vita ad una specie di scena del "Padrino" che se le vedeva Coppola faceva il quarto episodio là per là.
Più sorprendente ancora delle sue doti linguistiche è stato farsi il bagno con una biologa marina.
Il primo giorno abbiamo visto delle meduse e mentre noi fuggivamo terrorizzati lei ha esclamato " So cute!" guadagnandosi così l'imperitura ammirazione e devozione di mia figlia e assurgendo immediatamente allo status di "eroina mitologica".
il secondo giorno le ha fatto prendere in mano un riccio - un riccio, io neanche riesco a farle accarezzare un cane...-,
il terzo giorno ha visto un polpo e ce lo ha fatto vedere (dandomi effettivamente la prova che la loro intelligenza è superiore a quella di molta gente che conosco...)
il quarto giorno è riemersa dall'acqua della spiaggetta sotto casa (Sarah entra ed esce dall'acqua a qualsiasi temperatura con una nonchalance che mi provoca brividi di freddo anche solo a raccontarla) ed io le ho chiesto: "c'era qualcosa di interessante sotto?" senza aspettarmi davvero una risposta visto che i fondali del Monte Argentario non sono la barriera corallina neozelandese. Lei mi ha risposto come se niente fosse: "not really...just some predatorius snails..."
nella mia mente è immediatamente comparsa l'immagine di una lumaca con la benda nera sugli occhi e il mantello. L'ho scacciata e ho cominciato a pensare a come la lumaca (animale noto per la sua flemma) potesse essere predatoria (immagine mentale di lumaca gigante che attacca le gazzelle nella savana...ok, scansiamo anche questa...), poi ho pensato che erano lumache di mare (immagine mantale di lumaca subacquea che lotta all'ultimo sangue con uno squalo...no, anche no). Poi ho ripreso il controllo del mio sistema nervoso e ho ripetuto per convincermene: predatorious snails?
"yeah" ha risposto lei "some species..."
ed io avrei voluto chiedere altro, ma non ne ho avuto il coraggio. Magari poi finisce che non mi faccio più il bagno...
venerdì 28 giugno 2019
Spoiler
Che esistono cose che toccano delle corde sensibili in ognuno di noi, indipendentemente da ogni differenza e cultura. Ieri, per esempio, un giovanissimo OSS mi ha fatto il seguente discorso:
-" Ho visto un film fighissimo! lo devi vedere: Troy"
-"Ah" ho risposto asciutta, considerando i ricordi del mio liceo classico "ci ho provato, ma non mi ha entusiasmato..."
-"Noo! ma come! è una storia pazzesca!"
-"Eh, sì, lo so, me l'hanno fatta studiare..."
-"Inizia con Achille, che è Brad Pitt, che vuole vendicare il cugino Patroclo..."
-"Non era il cugino."
-"Eh?"
-"Non era il cugino" rimarco con sguardo eloquente.
Lui, come tutti i ginnasiali di tutto il mondo, ma con 15 anni di ritardo, mi guarda stupefatto: "MADDAI" esclama secondo il più classico dei cliché, " ma che Achille era frocio?"
Segue inevitabile spiegone sul concetto di omosessualità nell'antica Grecia, che lo lascia comunque un po' perplesso
-"vabbè," prosegue "comunque: lui lo vuole vendicare e allora va a combattere con Ettore che..." si interrompe e mi guarda "no, aspetta: se non l'hai visto non te lo dico sennò ti rovino il finale..."
Ma quanto, QUANTO questa risposta mi sarebbe stata utile, solo a pensarci, durante un interrogazione.
Ma la saggezza, come la civetta di Minerva, si alza in volo solo al tramonto...
venerdì 22 febbraio 2019
If you want my future, forget my past
Martina è un concentrato di intelligenza e vitalità che basta per altre due bambine.
Tra l'altro la sua mente è particolarmente portata per le scienza ,cosa questa che mi getta nel panico ogni volta che viene a pranzo: la presenza di Sofia e Martina insieme finisce quasi sempre con un' interrogazione serrata su anatomia/fisiologia/medicina che in confronto gli esami del quarto anno di corso erano una passeggiata. E sì, perché non è che te la cavi raffazzonando due cose, devi essere completa ed esaustiva che se qualcosa non gli torna ti inchiodano là finché non gliela spieghi per bene.
Ho preso dei trenta con molto meno da docenti preparati...
Non ho il coraggio di dirlo ai genitori, ma secondo me è portata per la medicina...
La parte migliore di Martina però è il carattere: lei infatti è girl power da prima che potesse anche capire cos'è il girl power. Praticamente le Spice girl e Beyoncè ,ma a 8 anni.
A Jennifer Lopez gli dave le piste già a 4.
Il suo fidanzato ottenne (un uomo che dimostra già una notevole dose di coraggio) l'altro giorno le ha chiesto se fosse lui il suo primo fidanzato. "Ma certo che no! ha risposto lei " ne ho avuti un sacco"
In separata sede la madre le ha chiesto perplessa: "Scusa Martina, ma chi sarebbero tutti questi fidanzati?"
e lei ha risposto con l'aria di chi spiega una cosa ovvia: " Mamma, ma ti pare che potevo dirgli che lui è il mio primo fidanzato? ma che figura ci facevo!!!"
Ed io ho pensato con un largo sorriso sornione: Amici uomini: questa generazione vi darà del filo da torcere, altro che canzonette...
mercoledì 6 febbraio 2013
C'è una linea sottile...
"Con chi hai fatto a botte? gli chiedo
"eh," mi risponde "due tizi, mi hanno aggredito. Per derubarmi !"
"Ma dai! mi dispiace tanto! pensavo ti avesse menato qualcuno allo stadio o qualcosa del genere!"
"no, no, ho fatto a botte con quei due delinquenti, mi hanno buttato per terra...ma io ho reagito: vedi? ho ancora tutto: telefonino e soldi; alla fine sono scappati!" dice mostrandomi orgoglioso un vecchio nokia e una molletta portasoldi con una trentina di euro.
Io ho guardato l'occhio nero e gonfio, il naso rotto, il lungo taglio sulla spalla che l'ortopedico stava immobilizzando e l'ho ammirato,come no, perchè anche il quinto emendamento dice che un uomo ha il diritto di difendere se stesso e i propri beni; però a mente fredda la linea che separe un eroe da un coglione è molto sottile,
giovedì 15 novembre 2012
Tutto è relativo
Durante l'intervento:
Io: è la prima volta che si opera?
Lui: sì.
Io: tutto bene? sente dolore?
Lui: no no.
Io: si sente agitato?
Lui: no.
Io: ecco, abbiamo quasi finito , eh!
Lui: meno male, c'ho una fame!
Io: a chi lo dice! non ho ancora pranzato!
Lui: allora quando esco, la invito a pranzo dottorè, deve sentire le fettuccine che fa mia moglie!
Io: accidenti! sua moglie fa ancora le fettuccine! è in gamba!
Lui: ehh, dottorè, io me so preso la moglie giovane! c'ha dieci anni meno di me!
martedì 9 ottobre 2012
Fratelli d'Italia
In particolare mi chiedo perchè nessuno si ricorda mai che farmaci prende?
cosa c'è di così difficile nella parola glibomet, o norvasc o tenormin da rendervele così aliene , mentre siete capaci di ricordarvi i nomi di tutte le soubrette balcaniche degli ultimi 22 "Fantastico"?
Mentre medito su questi quesiti entra un signore anziano, con capelli candidi ed un bel portamento che si siede composto in attesa.
Faccio un bel respiro e dico "Buongiorno" con un sorriso un po' assassino, ma passabile, "lei è il signor?"
"Rossi, Mario" risponde.
"Eccola qua: deve fare una gastroscopia..."
"si."
"anni? "
"70"
"peso e altezza?"
"80 kg per 1 metro e 78"
"ha mai subito interventi chirurgici?"
"no, mai"
ecco, ci siamo...
"c'è qualche farmaco che prende tutti i giorni?"
"SI."
senza aggiungere una parola di troppo, tira fuori un foglio A4 in una custodia plastificata e me lo porge.
Sopra c'è una tabella excel che contiene:
NOME DEL FARMACO
PRINCIPIO ATTIVO
DOSE DEL PRINCIPIO ATTIVO
QUANTITÀ ASSUNTA
MODALITÀ E ORARIO DI ASSUNZIONE
PATOLOGIA CORRELATA
DATA DI INIZIO DELL'ASSUNZIONE
DATA DI INTERRUZIONE DELL'ASSUNZIONE
Boccheggio un paio di secondi e in mancanza di meglio gli dico: "un tipo preciso, eh?"
e lui, con l'aria di scusarsi che hanno gli uomini sposati da tanto termpo, mi risponde:
"Sa, sono un militare in pensione..."
Ed io ho provato uno dei pochi, veri, appassionati impeti di riconoscenza per le nostre forze armate.
domenica 15 aprile 2012
Uomini con anime sottili come lamine
Ovviamente il mio stato d'animo oscilla tra il funereo e il terrorizzato con pochi momenti di consapevole realismo.
Non vengo strangolata dai miei cari perchè , per fortuna, quando sono terrorizzata mi ammutolisco: così sembra di avere in casa un busto in gesso, ma almeno non dò troppo fastidio. Al limite ogni tanto mi scendono le lacrime come la Madonnina di Civitavecchia.
Quando il vostro medico vi dirà giovialmente "ma sù, non c'è niente da aver paura" ricordatevi che, se fosse malato, lui reagirebbe come me, e quindi molto peggio di quasi tutti voi.
C'è da dire che noi medici nelle interazioni di categoria trascendiamo a nostra insaputa nella comicità involontaria: il collega che mi farà l'anestesia mi ha proposto da andare in sala a vedere un intervento sull'ipofisi per tranquillizzarmi... Capirai, io non andavo a sentire le domande di esame il giorno prima perchè mi veniva l'ansia...
il collega neurochirurgo invece ha cercato di essere rasserenante; mi ha detto: ah, senti: se per caso ti dovesse capitare di diventare cieca all'improvviso non preoccuparti: basta che vieni qui subito e mi chiami sul cellulare.
Della serie: meno male che me l'hai detto, ora sì che son tranquilla.
Tanto per farmi vivere questo momento serenamente il primario mi ha informato che congelerà il mio contratto e mi sostituirà perchè non può permettersi di avere un'anestesista assente.
Per la prima volta ho avuto la netta sensazione di valere esattamente il numero di ore che ero in grado di svolgere e mi sono sentita un po' operaio inglese del 1800. Pare proprio che dovrò cambiare di nuovo posto di lavoro: restate sintonizzati su questo blog, se ne vedranno delle belle!
Se per caso qualcuno avesse bisogno di un anestesista che gli pulisce casa contattatemi: spolvero bene anche gli angoli.
Adesso vado che nel frattempo oggi sono di guardia.
sabato 20 agosto 2011
Buddismo rianimatorio
Ci sono professioni in cui essere matto, aver voglia di rischiare e vincere, avere dei fantasmi personali da combattere può renderti competitivo e "vincente", ma non qui. Per fare il rianimatore devi , prima di tutto, essere abbastanza in pace con te stesso da saper dire: questo non lo so fare, devo chiedere aiuto; ti serve abbastanza elasticità mentale per cambiare tutto quello che hai sempre fatto e farlo in un altro modo se viene meglio, e ti serve l'umiltà di riconoscere che ci sono altri più bravi di te da cui puoi imparare qualcosa, anche se sono nati 20 anni dopo la tua laurea.
Il mondo è pieno di rianimatori che cercano di dimostrare a se stessi, prima che a chiunque altro, che loro sono bravi, che si sentono derubati del posto che gli spetta perchè non sono primari, e si vendicano atteggiandosi a sprezzanti padreeterni e prendendo dei rischi inutili, che credono che l'età li renda virtualmente infallibili e che tutto ciò che viene dopo di loro non sia degno di essere preso in considerazione.
Tutto ciò è molto triste: non solo perchè il peso di questi cattivi medici lo sentono i pazienti, ma anche perchè è la dimostrazione di quante poche persone felici ci sono nel mondo.
martedì 28 giugno 2011
Mai sputare in aria
La moglie, che era scesa con la paziente in sala, ci ha tenuto a dirmi chi era il marito forse nella speranza di impressionarmi. E questo è già una grande lezione di vita: non millantare parentele se non sei sicura che i tuoi parenti non siano teste di cazzo.
"Lei conosce mio marito? "
mi ha chiesto cinguettante
"Si signora" ho risposto col mio più smagliante sorriso "gli ho portato il curriculum 4 anni fa e lui ha detto che non poteva assumermi perchè non aveva posto per una donna."
La signora (che evidentemente qualche dubbio sul fatto che ha sposato una testa di michia ce l'ha avuto) ha glissato sulla prima parte della frase e ha detto: "Eh si, lì loro stanno proprio bloccati con le assunzioni".
Ho glissato anch'io, ma alla fine dell'intervento, salutando la paziente che tornava in reparto non mi sono potuta trattenere :"Arrivederci signora! mi saluti sua figlia e suo genero.." ho detto"...e gli dica che dovrebbe avere più fiducia nelle anestesiste donne!"
