Ci sono persone che riescono spontaneamente a lavorare con gli altri.
Stellina per esempo, nonostante la sua bravura e la sua professionalità, riesce a lavorare con chiunque e ad essere generalmente amata e stimata da tutti.
Al polo opposto ci sono quelli che devono lavorare da soli, perchè l'interazione con altri proprio non gli riesce. Me ne vengono in mente un paio.
Non sto parlando dello stronzo/a con cui proprio non ti prendi, sto parlando di persone, che anche con le migliori intenzioni, non riescono ad empatizzare abbastanza con un altro da lavorarci in coppia.
Di solito sono persone che seguono dei loro schemi mentali rigidi e che hanno difficoltà a fidarsi degli altri; come risultato tendono o a fare tutto loro o a ricontrollare tutto quello che fai per vedere se è fatto bene.
Gli specializzandi, che lavorano in posizione subordinata a molti anestesisti diversi, sviluppano la capacità di assorbire le abitudini e "sintonizzarsi" su ognuno di noi , finita la specializzazione però , chi più chi meno, perdiamo questa capacità perchè cominciamo a lavorare da soli e a seguire il nostro schema mentale.
Fare un anestesia è, mutatis mutandis, come cucinare un piatto molto complicato. Ora, ci sono mille modi di sbattere le uova e conducono tutti allo stesso risultato, ma probabilmente ognuno di noi ha il suo che ritiene il migliore.
Mia nonna, per esempio era così.
Quando lavavo i piatti me li faceva rilavare finchè non lo facevo con il suo sistema.
Una cosa da impazzire. si, perchè con questo tipo di persone io mi impallo. Comincio a pensare a come farebbero le cose loro, invece di pensare a che risultato devo ottenere e ad usare le mie risorse mentali per entrare nella loro testa invece di usare le mie conoscenze e mi sento, fatalmente, mortificata quando correggono qualcosa.
Sembro deficiente.
Anche se fino a 5 minuti prima ho fatto quella stessa procedura, da sola, 1000 volte, appena appare lei il cervello mi si spiana del tutto e rimango tipo congelata in attesa di istruzioni.
E siccome so che lei ricontrollerà tutto finisco per andare in palla e commettere una quantità incredibile di errori o di sviste (che lei ovviamente rileva e corregge senza pietà) oppure mi blocco e resto con le mani in mano senza fare niente, così non impiccio.
Eppure mi rendo conto che lei non ha nessuna intenzione di offendermi o maltrattarmi, anzi, che come persona le sto anche simpatica!
Il risultato è che a fine giornata la mia gastrite ha fatto un balzo avanti e la mia autostima un passo indietro, e mi trovo a pensare a quanto era bello quando io e Stelluccia stavamo nella nostra sala operatoria senza nessuno che ci rompesse le palle.
Essere così felici senza saperlo...
domenica 7 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
1 marzo 2010
Come avrà capito chi segue questo blog non amo i posto "politici", ma questo non mi impedisce di dichiarare a chiare lettere, oggi che tutti dovremmo farlo, di essere contraria ad ogni forma di razzismo e discriminazione.
Se alcuni pensano che il razzismo sia una cosa che sta solo sui giornali, io l'ho visto in atto e ho smesso di considerarlo una cosa astratta.
Non è una questione di destra o sinistra.
Non è una questione politica.
è ora di svegliarci e cercare di capire a chi fa comodo manipolarci in modo da farci credere determinate cose, chi si avvantaggia nel creare una tensione tra gruppi sociali, a chi fa comodo darci un nemico esterno, per non farci vedere quelli interni.
Il lupo cattivo non esiste e non è mai esistito.
Da ogni parte ci sono persone uguali che vogliono dalla vita le stesse cose, che amano i loro genitori e i loro figli, che, come ogni mammifero presente su questo pianeta, cercano libertà e sicurezzza.
Se qualcuno tenta di farci credere il contrario è perchè conviene a lui.
Aprite gli occhi.
è ora.
Se qualcuno avesse bisogno di pezze d'appoggio, può trovarle qua.
Se alcuni pensano che il razzismo sia una cosa che sta solo sui giornali, io l'ho visto in atto e ho smesso di considerarlo una cosa astratta.
Non è una questione di destra o sinistra.
Non è una questione politica.
è ora di svegliarci e cercare di capire a chi fa comodo manipolarci in modo da farci credere determinate cose, chi si avvantaggia nel creare una tensione tra gruppi sociali, a chi fa comodo darci un nemico esterno, per non farci vedere quelli interni.
Il lupo cattivo non esiste e non è mai esistito.
Da ogni parte ci sono persone uguali che vogliono dalla vita le stesse cose, che amano i loro genitori e i loro figli, che, come ogni mammifero presente su questo pianeta, cercano libertà e sicurezzza.
Se qualcuno tenta di farci credere il contrario è perchè conviene a lui.
Aprite gli occhi.
è ora.
Se qualcuno avesse bisogno di pezze d'appoggio, può trovarle qua.
domenica 28 febbraio 2010
Una pessima virtù
Il mio ospedale, si sarà capito, è probabilmente uno dei migliori del Burkina Faso, e sono sicura che è meglio anche di parecchi ospedali delle comunità rurali dell'India del sud. Magari non tutti.
Detto ciò qualche attenuante tocca anche a noi.
La direzione sanitaria ha iniziato da qualche anno una politica di taglio dei costi che si può definire solo "brutale".
Questa politica implica: blocco completo delle assunzioni stabili, tagli sulle forniture di farmaci e materiale parafarmaceutico (tipo sondini per aspirazione, divise, cerotto), mancata sostituzione del personale pensionato o trasferito etc...etc..etc...
Nel frattempo però, non ha programmato alcuna diminuzione del volume delle prestazioni, che anzi: dovrebbero aumentare.
Benchè sia spesso messo in croce , il personale ospedaliero è composto di persone che facilmente empatizzano coi malati, e hanno un minimo sindacale di idea romantica di far del bene all'umanità.
Quando gli si dice che, per esempio mancano le siringhe, ne prendono una sola per paziente e la sciacquano per ogni farmaco.
Quando ad un infermiere si fanno fare 40 ore di straordinario perchè "dai, facciamo anche quest'esame, questo bambino è venuto da lontano, mica lo possiamo rimandare indietro!" lui le fa, ma dopo 6 settimane se sbaglia qualcosa è normale.
Quando si dice all'anestesista: "e dai, questo c'ha un cancro, mica possiamo farlo aspettare perchè mancano un paio di farmaci" è probabile che lui ne userà altri, ma se poi il paziente vomita, o ha più dolore di quanto sarebbe normale, la colpa non è dell'anestesia.
Fare leva sull'empatia del personale sanitario permette senz'altro di risparmiare diversi milioni a fne anno, ma è un sistema che a lungo andare impoverisce la qualità dell'assistenza e anche quella dei rapporti all'interno dell'ospedale.
Per quanto il principio sia buono, penso che questa cosa del "...e dai facciamolo uguale" sia la nostra peggiore virtù.
Se ogni tanto dicessimo: "no. questo non si fa perchè non c'è il materiale." forse all'inizio molti pazienti soffrirebbero disagi, ma in breve i nostri economi si renderebbero conto che la medicina non si nutre di numeri, ma di persone e che la qualità non è un optional.
Detto ciò qualche attenuante tocca anche a noi.
La direzione sanitaria ha iniziato da qualche anno una politica di taglio dei costi che si può definire solo "brutale".
Questa politica implica: blocco completo delle assunzioni stabili, tagli sulle forniture di farmaci e materiale parafarmaceutico (tipo sondini per aspirazione, divise, cerotto), mancata sostituzione del personale pensionato o trasferito etc...etc..etc...
Nel frattempo però, non ha programmato alcuna diminuzione del volume delle prestazioni, che anzi: dovrebbero aumentare.
Benchè sia spesso messo in croce , il personale ospedaliero è composto di persone che facilmente empatizzano coi malati, e hanno un minimo sindacale di idea romantica di far del bene all'umanità.
Quando gli si dice che, per esempio mancano le siringhe, ne prendono una sola per paziente e la sciacquano per ogni farmaco.
Quando ad un infermiere si fanno fare 40 ore di straordinario perchè "dai, facciamo anche quest'esame, questo bambino è venuto da lontano, mica lo possiamo rimandare indietro!" lui le fa, ma dopo 6 settimane se sbaglia qualcosa è normale.
Quando si dice all'anestesista: "e dai, questo c'ha un cancro, mica possiamo farlo aspettare perchè mancano un paio di farmaci" è probabile che lui ne userà altri, ma se poi il paziente vomita, o ha più dolore di quanto sarebbe normale, la colpa non è dell'anestesia.
Fare leva sull'empatia del personale sanitario permette senz'altro di risparmiare diversi milioni a fne anno, ma è un sistema che a lungo andare impoverisce la qualità dell'assistenza e anche quella dei rapporti all'interno dell'ospedale.
Per quanto il principio sia buono, penso che questa cosa del "...e dai facciamolo uguale" sia la nostra peggiore virtù.
Se ogni tanto dicessimo: "no. questo non si fa perchè non c'è il materiale." forse all'inizio molti pazienti soffrirebbero disagi, ma in breve i nostri economi si renderebbero conto che la medicina non si nutre di numeri, ma di persone e che la qualità non è un optional.
mercoledì 24 febbraio 2010
Grandi speranze
Veramente questa gravidanza mi fa scoprire cose che non credevo sul mio compagno.
Ieri mi ha guardato soddisfatto e ha detto: "non vedo l'ora che esce questa bambina, cosa vediamo cosa fa..."
Volevo dirgli che sarà una neonata e non uno spettacolo di suoni e luci, ma perchè disilluderlo subito?
Ieri mi ha guardato soddisfatto e ha detto: "non vedo l'ora che esce questa bambina, cosa vediamo cosa fa..."
Volevo dirgli che sarà una neonata e non uno spettacolo di suoni e luci, ma perchè disilluderlo subito?
lunedì 15 febbraio 2010
Teatro dell'assurdo
Le persone che hanno appena subito un lutto sono, prima ancora che addolorate, travolte dallo shock.
Per questo spesso sono confuse e l'insieme di pratiche e impegni che una morte porta con sè gli sembra spesso insormontabile.
Per esempio, quando è morto mio nonno, una delle persone che amavo di più al mondo, la sera non riuscivo ad arrivare in macchina a casa del mio ragazzo. Giravo in automobile, per strade che conoscevo benissimo senza trovare quella in cui dovevo andare.
E molte altre persone mi hanno raccontato episodi analoghi. Episodi che fuori dal contesto sarebbero veri pezzi comici.
Per esempio ieri un uomo in rianimazione mi ha chiesto cosa sarebbe successo della salma della nonna.
-: "Adesso vengono a portarla in camera mortuaria" ho risposto "domani la potete vedere lì"
-: "ma i funerali possiamo farli domani?"
-: "guardi, non credo proprio domani, perchè per legge devono passare 24 ore dal decesso" ho spiegato
-: "ah, e allora la tengono là?" ha chiesto l'uomo
-: "si, in camera mortuaria." ho ribadito
mi ha guardato esitante
-:" ma non le farà male?"
la mia perplessità sull'interpretazione di questa frase applicata ad una morta si dev'essere vista, perchè ha specificato: "dico, non è che là, all'aria, si rovina?"
Mi si è accesa una lampadina in testa "ah! no, non si preoccupi " e stavo per continuare: la tengono in frigo. Per fortuna mi sono fermata in tempo prima che il dialogo scivolasse completamente nel nonsense, e mi sono limitata a sorridere.
Ionesco non era nessuno...
Per questo spesso sono confuse e l'insieme di pratiche e impegni che una morte porta con sè gli sembra spesso insormontabile.
Per esempio, quando è morto mio nonno, una delle persone che amavo di più al mondo, la sera non riuscivo ad arrivare in macchina a casa del mio ragazzo. Giravo in automobile, per strade che conoscevo benissimo senza trovare quella in cui dovevo andare.
E molte altre persone mi hanno raccontato episodi analoghi. Episodi che fuori dal contesto sarebbero veri pezzi comici.
Per esempio ieri un uomo in rianimazione mi ha chiesto cosa sarebbe successo della salma della nonna.
-: "Adesso vengono a portarla in camera mortuaria" ho risposto "domani la potete vedere lì"
-: "ma i funerali possiamo farli domani?"
-: "guardi, non credo proprio domani, perchè per legge devono passare 24 ore dal decesso" ho spiegato
-: "ah, e allora la tengono là?" ha chiesto l'uomo
-: "si, in camera mortuaria." ho ribadito
mi ha guardato esitante
-:" ma non le farà male?"
la mia perplessità sull'interpretazione di questa frase applicata ad una morta si dev'essere vista, perchè ha specificato: "dico, non è che là, all'aria, si rovina?"
Mi si è accesa una lampadina in testa "ah! no, non si preoccupi " e stavo per continuare: la tengono in frigo. Per fortuna mi sono fermata in tempo prima che il dialogo scivolasse completamente nel nonsense, e mi sono limitata a sorridere.
Ionesco non era nessuno...
mercoledì 10 febbraio 2010
Bambini al cinema
nel 1976 quando sono nata io l'ultrasonografia era roba che usava la marina americana per esplorare i fondali in cerca del titanic.
33 anni dopo, uno prende un appuntamento ed un simpatico medico mettendoti una sondina sulla pancia vede il feto preciso preciso fino al dettaglio.
Visto che siamo ormai alla 5 ecografia il padre della nascitura ha ceduto il posto di accompagnatore alla nonna che così ha finalmente potuto ammirare i risultati di questa pregevole e innovativa tecnica.
Dico solo che la neononna era così emozionata che stamattina si è truccata per venire dal dottore a mezzogiorno. Però non si è messa i tacchi. Ho pensato di spiegarle che l'ecografia non è reciproca, ma perchè rovinare un idillio?
Il meglio è stato però quando il medico ha messo il 3d e il viso della bimba è emerso come al cinema: perfetto, completo in tutte le sue parti ed effettivamente con il naso identico al mio. ( la forma del mio naso non si confonde...).
Io, che non l'avevo mai vista sono rimasta a bocca aperta, mia madre era lì che guardava assorta, manco fosse "avatar".
Rosica James Cameron, senza manco bisogno degli occhialetti!
33 anni dopo, uno prende un appuntamento ed un simpatico medico mettendoti una sondina sulla pancia vede il feto preciso preciso fino al dettaglio.
Visto che siamo ormai alla 5 ecografia il padre della nascitura ha ceduto il posto di accompagnatore alla nonna che così ha finalmente potuto ammirare i risultati di questa pregevole e innovativa tecnica.
Dico solo che la neononna era così emozionata che stamattina si è truccata per venire dal dottore a mezzogiorno. Però non si è messa i tacchi. Ho pensato di spiegarle che l'ecografia non è reciproca, ma perchè rovinare un idillio?
Il meglio è stato però quando il medico ha messo il 3d e il viso della bimba è emerso come al cinema: perfetto, completo in tutte le sue parti ed effettivamente con il naso identico al mio. ( la forma del mio naso non si confonde...).
Io, che non l'avevo mai vista sono rimasta a bocca aperta, mia madre era lì che guardava assorta, manco fosse "avatar".
Rosica James Cameron, senza manco bisogno degli occhialetti!
giovedì 4 febbraio 2010
Ma sarà vero?
Non avevo neanche finito di scrivere il post sul dolore che è successo questo buffo episodio: un ragazzo di 21 anni viene a farsi una gastroscopia.
Per chi non sa cos'è una gastroscopia, la procedura consiste nell'infilare in bocca un tubo largo un dito, dotato di una telecamera e abbastanza rigido, e farlo scendere giù per la gola fino allo stomaco, per guardare cosa c'è dentro.
Si può fare anche da svegli, non dico di no. Certo ,mi vengono in mente parecchie cose più piacevoli da fare prima di colazione, ecco perchè è qualche anno che per questo tipo di procedure si addormenta leggermente il paziente.
Questo mi preparavo a fare quando il giovane in questione mette bene in chiaro che lui non vuole alcuna forma di anestesia.
Scambiandolo per un normale attacco di fifa vado da lui a parlargli e gli spiego che è una sedazione molto leggera, che si fa di routine che si sveglierà subito eccetera eccetera, ma lui è irremovibile. Niente anestesia.
Siccome nessuno cerca rogne se proprio non ti piovono in testa, mi metto il cuore in pace e dico all'endoscopista di procedere. Lui, molto riluttante esegue l'esame che, grazie alla sua bravura, termina dopo 10 minuti di conati di vomito e occhi strabuzzati da parte del tizio.
Mentre sta per andar via ci saluta e ci ringrazia tutti e dice:
" Vede dottore il dolore ci fa ricordare che siamo vivi"
Ci siamo sentiti per un attimo come Benigni e Troisi in "non ci resta che piangere" ed io stavo per rispondere: "Mo me lo segno", quando lo specializzando del primo anno, dice: "Sarà uno di questi "emo"...a loro piace il dolore. è proprio una filosofia..."
Ma sarà vero?
Siamo stati adolescenti tutti: io ascoltavo della musica pessima, indossavo i pantaloni fin sotto le ascelle e mi facevo qualche canna ogni tanto, ma la mia filosofia non comprendeva le gastroscopie da sveglio.
Qualunque sia la moda degli adolescenti di oggi non posso credere che sia considerato fico farsi infilare tubi in gola senza anestesia.
Altrimenti il 2012 è una data troppo lontana per l'estinzione della specie...
Per chi non sa cos'è una gastroscopia, la procedura consiste nell'infilare in bocca un tubo largo un dito, dotato di una telecamera e abbastanza rigido, e farlo scendere giù per la gola fino allo stomaco, per guardare cosa c'è dentro.
Si può fare anche da svegli, non dico di no. Certo ,mi vengono in mente parecchie cose più piacevoli da fare prima di colazione, ecco perchè è qualche anno che per questo tipo di procedure si addormenta leggermente il paziente.
Questo mi preparavo a fare quando il giovane in questione mette bene in chiaro che lui non vuole alcuna forma di anestesia.
Scambiandolo per un normale attacco di fifa vado da lui a parlargli e gli spiego che è una sedazione molto leggera, che si fa di routine che si sveglierà subito eccetera eccetera, ma lui è irremovibile. Niente anestesia.
Siccome nessuno cerca rogne se proprio non ti piovono in testa, mi metto il cuore in pace e dico all'endoscopista di procedere. Lui, molto riluttante esegue l'esame che, grazie alla sua bravura, termina dopo 10 minuti di conati di vomito e occhi strabuzzati da parte del tizio.
Mentre sta per andar via ci saluta e ci ringrazia tutti e dice:
" Vede dottore il dolore ci fa ricordare che siamo vivi"
Ci siamo sentiti per un attimo come Benigni e Troisi in "non ci resta che piangere" ed io stavo per rispondere: "Mo me lo segno", quando lo specializzando del primo anno, dice: "Sarà uno di questi "emo"...a loro piace il dolore. è proprio una filosofia..."
Ma sarà vero?
Siamo stati adolescenti tutti: io ascoltavo della musica pessima, indossavo i pantaloni fin sotto le ascelle e mi facevo qualche canna ogni tanto, ma la mia filosofia non comprendeva le gastroscopie da sveglio.
Qualunque sia la moda degli adolescenti di oggi non posso credere che sia considerato fico farsi infilare tubi in gola senza anestesia.
Altrimenti il 2012 è una data troppo lontana per l'estinzione della specie...
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