sabato 24 febbraio 2024

Povero Agamennone

Sofia ha un'amica che si chiama Elettra. Io quando ho sentito il nome sono rimasta un po' stupita: "Accidenti" ho detto " le hanno dato un nome impegnativo!

Lei mi ha guardato indignata: "Mamma, ma guarda che mica perché si chiama così dev'essere come quella scema di Elettra Lamborghini!!!!"

Grazie, professor Colleoni, per tutte le volte che mi ha interrogato in letteratura greca, per avermi trattenuto intere domeniche in casa a tradurre pedissequamente i tragici greci e per avermi costretto con metodi brutali e retrivi a ignorare quasi completamente l'esistenza di Elettra Lamborghini, il cui nome , tutto sommato, è meno impegnativo della sua più illustre ed oscura omonima...

sabato 13 gennaio 2024

Ma come fai a dirglielo

 L'altra sera sono arrivata in terapia intensiva per dare il cambio al collega e, invece della solita scena di tranquillità precena ho trovato un campo di battaglia con tanto di modelli INPS del decesso da preparare.

Il collega che smontava, un anziano preparato a tutto, mi è venuto incontro con l'aria di chi ha venduto cara la pelle: "Mario, tutto bene?"

"Bene un cazzo...sono montato stamattina alle 8 e non sono riuscito neanche ad andare al cesso...il paziente del letto uno è morto stamattina, abbiamo ricoverato il letto tre alle 15, alle 16 il letto due ha deciso che doveva morire pure lui e si è arrestato così, all'improvviso, senza nessun segno, siamo stati a lavorarci fino adesso, l'ho ripreso non so come e l'ho stabilizzato..."

"minchia...."ho esordito io

in quel momento entra Debora la specializzanda, con l'aria fresca e riposata di una trentenne, che guarda il collega tutta felice: "Allora Mario, io vado: grazie! grazie mille! è stata una giornata fantastica! ho visto tantissime cose che non avevo mai visto!" ha detto,  trasudando entusiasmo.

Io ho taciuto, Mario l'ha guardata e si vedeva palesemente che stava per dire altro, poi però ci ha ripensato e ha detto solo "Prego , figurati" 

Ed io l'ho ammirato tanto per questo.

lunedì 8 gennaio 2024

Bisogna ammettere la sconfitta

 Mentre per fare un'anestesia vera e propria serve un anestesista, per fare un'anestesia locale basta un po' chiunque: chirurghi, dermatologi, ortopedici. La differenza sta, secondo me, in quella che si potrebbe chiamare "Prestazione minima richiesta." E sì, perché fare un anestesia locale non è così semplice come immaginano alcuni: non basta buttare dell'anestetico a casaccio vicino a dove si taglia, o meglio non sempre basta; e come sempre ci sono alcuni che studiano quello che fanno e altri che fanno cose a caso pensando che qualcuno cimetta una toppa. Tipico è l'esempio dell'ernia inguinale, procedura che viene fatta in locale "assistita" dall'anestesista: se il chirurgo sa quello che fa l'assietnza si limita a  due chiacchere col paziente, se il chirurgo pensa che basta una punturina qua e là mentre taglia a me tocca fare delle dosi di anestetitco e antidolorifico che basterebbero per un trapianto di fegato.

Mediamente i nostri ortopedici sono bravini con l'anestesia locale, soprattutto uno, che è uno specialista della chirurgia del piede e di solito fa tutto da solo senza neanche coinvolgerci; io però, che mi stufo a stare con le mani in mano e sono un impaziente, quando sto con lui gli chiedo se posso fare io l'anestesia locale, così ne approfitto per muovere un po' le mani o addestrare lo specializzando.

"Anestesia perfetta" mi ha detto l'altro giorno uscendo dalla sala "la paziente non ha sentito nulla"

"maddai?! ho risposto io con un po' di spocchia "proprio come se fossi un'anestesista, eh?"

"no" ha risposto prontamente lui " proprio come se tu fossi un ortopedico"

Game. Set. Match.

venerdì 15 dicembre 2023

Chi va con lo zoppo

Venerdi: messaggio mio in una discussione sulle rivalutazioni settimanali nella chat di reparto: "...queste visite non devono essere delle valutazioni complete, ma solo una panoramica a volo d'uccello sugli interventi della settimana...."

Lunedi: sto spiegando ad una specializzanda la visualizzazione ecografica del nervo sciatico: "...e vedi? questo è il tendine del semitendinoso, nella cui compagine si trova lo sciatico....vedi? forma con la tuberosità ischiatica un immagine tipica che assomiglia ad un pettirosso....lo vedi il pettirosso? guarda come appare bene!!"

Maria, la mia collega, dietro di me: "Propofol....sabato la prospettiva aerea, oggi il pettirosso...ultimamente hai un pensiero fisso con gli uccelli...."

Io, sorridendo: "Marì che ci devo fare? a me gli uccelli sono sempre piaciuti..."

 Ci siamo guardate un attimo:" boia...stiamo proprio diventando ortopedici.... "

venerdì 8 dicembre 2023

Lieta di essere utile

 Propofol, guardare te dal vetro del box  che canti "Amore e Capoeira" davanti al ventilatore del paziente 1 e fai pure le mosse è uno dei motivi per cui continuo a fare l'infermiera...

venerdì 24 novembre 2023

Ma come fai ad essere serio?!?!?

 Il personale ospedaliero non medico è spesso composto da persone che oltre al lavoro hanno degli hobby molto impegnativi o complessi. La varietà e quanità di gente che si incontra lavorando in un ospedale è difficilmente paragonabile ad altri posti e situazioni. 

Nel mio reparto , per esempio, convivono Mario, wrestler professionista e ottimo gessista nel tempo libero, e Franco, che si diletta di anestesia nelle pause della sua carriera di body builder. Al di là della simpatia personale che li rende dei compagni di lavoro indispensabili , vedere questi due armadi che girano per le sale operatorie accudendo delicatamente bambini di 7 anni e vecchietti di 99 è uno spettacolo su quanto l natura sia varia e mltiforme.

Ieri, durante un complesso posizionamento in cui erano presenti entrambi (perchè i pazienti dell'ortopedia devono sempre assumere posizioni acrobatiche funzonali al chirurgo) Mario guarda Franco in divisa: "Franco, c'ho voglia di menare uno con la divisa blu e il camicino verde"

Franco neanche alza gli occhi dal paziente:

"Guarda,Mario, fai una cosa: menati da solo, che fai prima e ti fai meno male"

 


sabato 11 novembre 2023

il vile denaro

 Anche quest'anno abbiamo finito il budget.

Questa è la frase con cui ci comunicano che ogni possibile quantità di soldi che avevano trovato da spendere è finita e che anche facendo i buffi non se ne trovano altri.

Quest'anno siamo andati meglio, comunque: il budget è finito a ottobre.

Lo scorso anno ad agosto stavamo già con le pezze.

Quando finisce il budget, come si fa in tutte le famiglie, si chiude tutto quello che non è indispensabile. Nella nostra fattispecie questo vuol dire che restano pronto soccorso, maternità, rianimazione, oncologia e poco altro. Noi dell'ortopedia, ovviamente, veniamo chiusi per primi, perchè le protesi e i legamenti crociati non sono urgenti, nè importanti, tranne che per chi li deve fare.

Ma, onestamente, qualcuno ha in mente una soluzione migliore?

Noi anestesisti dell'ortopedia siamo mandati in ferie forzate o a coprire altri servizi che restano aperti.

Nel frattempo mia madre si lamenta di quanto tempo ci vuole a prenotare una moc, e il mio amico del settore economico dell'ospedale si lamenta che non sanno più dove rimediare i soldi per mandare avanti le cose.

Io guardo dispiaciuta il servizio sanitario nazionale che va in pezzi e l'unica cosa che posso fare è cercare di fare del mio meglio, anche se il mio meglio non è mai abbastanza