Gio è un uomo dotato di una brillante intelligenza (anche se non brillante come crede lui), di una vasta ed enciclopedica cultura, di una memoria che gli invidio dai tempi dell'università e sopratutto di una perversa e insensata passione per il nozionismo.
Ecco perchè nella vita di tutti i giorni trovo più comodo usare lui che Wikipedia. L'interfaccia è più immediata, anche se non è sempre connesso.
Poi però, senza rendermene conto finisco per consultarlo sui più vasti e lontani campi dello scibile, molto al di fuori delle sue competenze.
"Gio," gli ho domandato pensosa l'altra sera "ma tu che ne pensi della coppetta mestruale? perchè in effetti gli assorbenti inquinano tanto e se ne sprecano un sacco, senza contare la spesa non indifferente...secondo me vale la pena di provare...se uno ci prende un po' di confidenza...che dici sarà tanto scomoda?"
Mi ha guardato con la stessa faccia degli affreschi dei martiri protocristiani delle catacombe di San Callisto.
"Amore: non so proprio che cazzo dirti..."
ed in effetti, alcuni dei motivi più immediatamente percepibili per cui l'ho sposato lo catalogano come essenzialmente incompetente alla discussione in corso.
Ho compicciato un luminoso sorriso
"Vabbè, magari provo e ti faccio sapere..."
"Ecco..."
venerdì 23 agosto 2019
venerdì 16 agosto 2019
imbecille
Io certe volte vorrei capire cosa dà alla gente la profonda convinzione di essere più furba e intelligente degli altri. Ci sono persone, per fortuna non la maggioranza, che, non importa cosa tu faccia, pensano sempre che loro ne sanno di più e ti possono fregare.
Vale per la donna di servizio che ti ruba le merendine, per il muratore che ti dice che una cosa non si può fare quando palesemente si può fare, per il medico che ha già capito che malattia hai quando tu neanche hai finito di parlare. E non importa se quello fa il muratore e tu sei uno scienziato nucleare che lavora per una delle università più famose del mondo e prende dieci milioni di dollari al mese: lui è, e rimarra sempre convinto, che ti può intortare, perchè lui è più furbo di te.
Uno di questi geni del male è venuto la scorsa settimana a farsi una colonscopia in sedazione.
La sedazione per qesto tipo di esami non è un' anestesia generale, però comprende comunque dei farmaci che sono a tutti gli effetti anestetici. Il risveglio è rapido ed il farmaco ha un emivita breve, ma dopo averlo fatto si raccomanda comunque di non guidare o fare lavori per cui è richiesta attenzione e vigilanza. Questo viene spiegato al paziente prima e prima della dimissione gli viene fatto firmare un foglio in cui si spiega che non deve guidare o fare lavori che richiedano attenzione. Per essere sicuri il paziente viene dimesso solo se presente un'altra persona che guida e firma che guida.
Dopo 20 minuti dalla fine dell'esame la moglie di questo tizio viene da me e mi dice: "dottoressa, la prego, gli dica qualcosa! lui ora vuole prendere la macchina e andare a Bologna!"
Io casco dal pero: " a Bologna? ma che dice? guardi che Lei non può guidare oggi!"
lui mi guarda con aria birichina: " ma guardi che io sono già sveglio!"
io sono serissima: "lei è sveglio, ora. Nulla garantisce che non abbia un colpo di sonno tra mezz'ora perchè il farmaco accumulato torna in circolo. LEI NON PUò GUIDARE. è pericoloso. Domani la leggo sul giornale"
mi guarda infastidito e alza le spalle, come a dire: "se, vabbè"
io proseguo: " se deve andare a Bologna faccia guidare la moglie. Vi mettete in macchina e guida lei"
la signora mi guarda: "lui non si fida a farmi guidare" e il suo sguardo scettico me lo conferma.
" Sono seria." riprendo " Lei oggi ha i riflessi allentati ed è soggetto a colpi di sonno. Non.Può.Guidare"
mi guarda con quell'aria condiscente di chi ha capito tutto della vita , ma deve dare il contentino alla donnetta scema che si preoccupa: "va bene, va bene, allora non ci andrò"
Si capisce lontano un miglio che mente.
Ho provato a insistere un po' , ma sono sicura di non aver neanche scalfito la sua granitica convinzione di essere perfettamente in grado di guidare e che io ero una dottoressina apprensiva che faceva un sacco di storie.
Il giorno dopo ho accuratamente guardato il giornale.
Per lui non mi sarebbe dispiaciuto affatto, ma magari avrebbe coinvolto qualche altro veicolo...
Vale per la donna di servizio che ti ruba le merendine, per il muratore che ti dice che una cosa non si può fare quando palesemente si può fare, per il medico che ha già capito che malattia hai quando tu neanche hai finito di parlare. E non importa se quello fa il muratore e tu sei uno scienziato nucleare che lavora per una delle università più famose del mondo e prende dieci milioni di dollari al mese: lui è, e rimarra sempre convinto, che ti può intortare, perchè lui è più furbo di te.
Uno di questi geni del male è venuto la scorsa settimana a farsi una colonscopia in sedazione.
La sedazione per qesto tipo di esami non è un' anestesia generale, però comprende comunque dei farmaci che sono a tutti gli effetti anestetici. Il risveglio è rapido ed il farmaco ha un emivita breve, ma dopo averlo fatto si raccomanda comunque di non guidare o fare lavori per cui è richiesta attenzione e vigilanza. Questo viene spiegato al paziente prima e prima della dimissione gli viene fatto firmare un foglio in cui si spiega che non deve guidare o fare lavori che richiedano attenzione. Per essere sicuri il paziente viene dimesso solo se presente un'altra persona che guida e firma che guida.
Dopo 20 minuti dalla fine dell'esame la moglie di questo tizio viene da me e mi dice: "dottoressa, la prego, gli dica qualcosa! lui ora vuole prendere la macchina e andare a Bologna!"
Io casco dal pero: " a Bologna? ma che dice? guardi che Lei non può guidare oggi!"
lui mi guarda con aria birichina: " ma guardi che io sono già sveglio!"
io sono serissima: "lei è sveglio, ora. Nulla garantisce che non abbia un colpo di sonno tra mezz'ora perchè il farmaco accumulato torna in circolo. LEI NON PUò GUIDARE. è pericoloso. Domani la leggo sul giornale"
mi guarda infastidito e alza le spalle, come a dire: "se, vabbè"
io proseguo: " se deve andare a Bologna faccia guidare la moglie. Vi mettete in macchina e guida lei"
la signora mi guarda: "lui non si fida a farmi guidare" e il suo sguardo scettico me lo conferma.
" Sono seria." riprendo " Lei oggi ha i riflessi allentati ed è soggetto a colpi di sonno. Non.Può.Guidare"
mi guarda con quell'aria condiscente di chi ha capito tutto della vita , ma deve dare il contentino alla donnetta scema che si preoccupa: "va bene, va bene, allora non ci andrò"
Si capisce lontano un miglio che mente.
Ho provato a insistere un po' , ma sono sicura di non aver neanche scalfito la sua granitica convinzione di essere perfettamente in grado di guidare e che io ero una dottoressina apprensiva che faceva un sacco di storie.
Il giorno dopo ho accuratamente guardato il giornale.
Per lui non mi sarebbe dispiaciuto affatto, ma magari avrebbe coinvolto qualche altro veicolo...
venerdì 9 agosto 2019
Piccoli miracoli notturni
Non sempre è semplice definire lo stato di vigilanza di un paziente in rianimazione: primo perché varia continuamente con l'alternanza di periodi di veglia e di sonno molto più breve di quella normale, secondo perché i paziento hanno spesso una coda di sedazione, o sono sotto antidolorifici pesanti, quindi oscillano in uno stato di dormiveglia, terzo perché spesso sono lì per dei problemi cerebrali come emorragie o traumi che hanno un impatto importante sull'espressione delle funzioni cognitive.
Spesso, si avvicendano in cartella ,a distanza di pochissime ore, esami clinici che vanno da: paziente vigile e collaborante, a paziente non sedato, non risvegliabile, con tutte le sfumature che ci stanno in mezzo.
Ieri è arrivato un paziente dalla sala operatoria, e mentre impostavamo la terapia e lo sistemavamo nel letto gli infermieri facevano l'esame obiettivo: "Pressione 125/70...frequenza 90, sondino nasogastrico, diuresi presente. Ha un cvc va controllato..."
"è vigile?" chiede quella che sta riportando i dati in cartella
"sì sì" risponde Anna,la più giovane del turno
"scusa Anna: ma sei sicura che è vigile?" mi intrometto " ha l'anestetico in infusione continua..."
"no, no è vigile, prima ci ho parlato!"
vado verso il paziente che sembra proprio anestetizzato. Provo a chiamarlo. Niente.
Mi giro verso Anna che mi guarda un po' mortificata...
Giovanni, l'infermiere più anziano del turno, che di esperienza e occhio clinico ne ha parecchio si volta verso di noi e allargando le braccio esclama con sguardo inspirato: "Sant'Anna da Frittole. La santa che parla ai sedati!..."
Spesso, si avvicendano in cartella ,a distanza di pochissime ore, esami clinici che vanno da: paziente vigile e collaborante, a paziente non sedato, non risvegliabile, con tutte le sfumature che ci stanno in mezzo.
Ieri è arrivato un paziente dalla sala operatoria, e mentre impostavamo la terapia e lo sistemavamo nel letto gli infermieri facevano l'esame obiettivo: "Pressione 125/70...frequenza 90, sondino nasogastrico, diuresi presente. Ha un cvc va controllato..."
"è vigile?" chiede quella che sta riportando i dati in cartella
"sì sì" risponde Anna,la più giovane del turno
"scusa Anna: ma sei sicura che è vigile?" mi intrometto " ha l'anestetico in infusione continua..."
"no, no è vigile, prima ci ho parlato!"
vado verso il paziente che sembra proprio anestetizzato. Provo a chiamarlo. Niente.
Mi giro verso Anna che mi guarda un po' mortificata...
Giovanni, l'infermiere più anziano del turno, che di esperienza e occhio clinico ne ha parecchio si volta verso di noi e allargando le braccio esclama con sguardo inspirato: "Sant'Anna da Frittole. La santa che parla ai sedati!..."
domenica 28 luglio 2019
Porta fortuna
Lavorare con i bambini può essere fonte di grande angoscia, ma anche di grandi soddisfazioni, a volte del tutto insensate.
Stavo per uscire dall'ospedale ed ero già in canottiera, ciabatte e bermuda quando un collega mi bussa alla porta: Propofol, ci sei? c'è un bambino che non respira in P.S. , vieni con me? io esco e mi precipito così come sono, senza neanche mettere il camice. Quando arriviamo c'è Mario, di due anni e mezzo, che piange in braccio alla mamma, con i suoi bellissimi occhioni neri e il petto che si alza e si abbassa affannosamente.
Mario, lo vediamo visitandolo, non è un bimbo come gli altri: è nato prematuro, le sue corde vocali erano chiuse e l'esofago non riusciva a trattenere giù il cibo perciò ha dovuto subire due interventi chirurgici importanti e ha un buchino in gola per respirare ed uno nello stomaco per mangiare. Questo ci racconta la mamma, che come tutte le mamme di bambini con problemi, ha la situazione perfettamente in pugno mentre io al suo posto starei già urlando dal panico.
Lo visitiamo, raccogliamo l'anamnesi, facciamo un rx del torace, mettiamo ossigeno ed aerosol e già stiamo considerando le ipotesi peggiori quando escono le immagini RX: il polmone sembra a posto, ma c'è un sacco di aria nello stomaco e nell'intestino.
"Signora scusi: quando ha fatto la cacca mario?"
"l'altroieri, oggi avrei fatto il clistere, ma ha cominciato a stare male..."
"ah, ecco" il collega prende una siringa e comincia ad aspirare l'aria dal buchino dello stomaco. Il respiro di mario si fa più regolare.
"Signora, gli può togliere il pannolino un secondo per cortesia? ...e mi servirebbe un piccolo sondino con un po' di soluzione fisiologica..."
Infilo il sondino nel retto e inietto un po' di fisiologica...neanche il tempo di fare un massaggino al pancino che Mario tira fuori una cacca che sarebbe stata della misura giusta per un adulto sui 70 chili.
Sorride, finalmente soddisfatto, ricomincia respirare normalmente e guardandomi contento esclama: "CACCA!!!".
Ed io, con le mani immerse nella merda, che aveva intaccato anche i miei bermuda chiari e la canottiera rossa, lo guardavo felice e gli facevo tutti i versetti cretini per farlo ridere...
che va bene, eh, ma alla fine, come al solito, ho ripensato a tutta la faccenda e mi sono detta: ma che cazzo di lavoro mi sono scelta...
Stavo per uscire dall'ospedale ed ero già in canottiera, ciabatte e bermuda quando un collega mi bussa alla porta: Propofol, ci sei? c'è un bambino che non respira in P.S. , vieni con me? io esco e mi precipito così come sono, senza neanche mettere il camice. Quando arriviamo c'è Mario, di due anni e mezzo, che piange in braccio alla mamma, con i suoi bellissimi occhioni neri e il petto che si alza e si abbassa affannosamente.
Mario, lo vediamo visitandolo, non è un bimbo come gli altri: è nato prematuro, le sue corde vocali erano chiuse e l'esofago non riusciva a trattenere giù il cibo perciò ha dovuto subire due interventi chirurgici importanti e ha un buchino in gola per respirare ed uno nello stomaco per mangiare. Questo ci racconta la mamma, che come tutte le mamme di bambini con problemi, ha la situazione perfettamente in pugno mentre io al suo posto starei già urlando dal panico.
Lo visitiamo, raccogliamo l'anamnesi, facciamo un rx del torace, mettiamo ossigeno ed aerosol e già stiamo considerando le ipotesi peggiori quando escono le immagini RX: il polmone sembra a posto, ma c'è un sacco di aria nello stomaco e nell'intestino.
"Signora scusi: quando ha fatto la cacca mario?"
"l'altroieri, oggi avrei fatto il clistere, ma ha cominciato a stare male..."
"ah, ecco" il collega prende una siringa e comincia ad aspirare l'aria dal buchino dello stomaco. Il respiro di mario si fa più regolare.
"Signora, gli può togliere il pannolino un secondo per cortesia? ...e mi servirebbe un piccolo sondino con un po' di soluzione fisiologica..."
Infilo il sondino nel retto e inietto un po' di fisiologica...neanche il tempo di fare un massaggino al pancino che Mario tira fuori una cacca che sarebbe stata della misura giusta per un adulto sui 70 chili.
Sorride, finalmente soddisfatto, ricomincia respirare normalmente e guardandomi contento esclama: "CACCA!!!".
Ed io, con le mani immerse nella merda, che aveva intaccato anche i miei bermuda chiari e la canottiera rossa, lo guardavo felice e gli facevo tutti i versetti cretini per farlo ridere...
che va bene, eh, ma alla fine, come al solito, ho ripensato a tutta la faccenda e mi sono detta: ma che cazzo di lavoro mi sono scelta...
venerdì 19 luglio 2019
Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua
Io odio l'estate.
L'aspetto come si aspetta una disgrazia che tanto lo sai deve arrivare, abbracci la croce e sopporti con pazienza.
L'estate è quel momento dell'anno in cui sai che ti dovrai ammazzare di fatica e alla fine tutti se la prenderanno comunque con te.
Punto primo: il lavoro. La vita estiva dell'ospedaliero è un ottovolante in cui si alternano (pochi) giorni di ferie e turni disumani, provocando in tutti noi un livello di schizofrenia emotiva ben al di sopra del punto in cui sarebbe necessaria la terapia.
Ma come se questo non bastasse ci sono le gioie della gestione familiare. Perché non è che i bambini d'estate scompaiono nelle scuole chiuse. No. Te li ritrovi a casa, che ti guardano stravaccati sul divano e dicono: mamma io mi annoio, che facciamo?
Ma io ho la fortuna di avere un solido background familiare, che loro sì che mi facilitano la vita.
Per esempio quest'anno la mia famiglia mi supporta così:
1. mia madre. Mia madre, da brava ansiosa, comincia a programmare le vacanze estive ad aprile. E ad aprile lei pretende risposte chiare e definitive su chi va dove ,quando e come. Quest'anno, ad aprile , ha prenotato l'albergo in Trentino per il giorno 11 agosto, ed è da aprile che con cadenza settimanale mi ripete il programma in lunghe telefonate mattutine per essere sicura che io non lo dimentichi.
2. mia suocera. Mia suocera è allergica a qualunque forma di programmazione. Se tu la chiami alle 4 del pomeriggio e le dici: ma allora domani siamo a pranzo da te, ti risponde stupita: "ah...adesso vedo e ti faccio sapere". Se le chiedi a giugno cosa farà a luglio allarga le braccia ed esclama: "ehhh, c'è tempo!", ignorando, dopo quasi 20 anni , che io lavoro su dei turni mensili.
Quest'anno si è svegliata con calma il 5 luglio e ha deciso che per il suo compleanno vuole andare alle terme. Date? 9-11 agosto. Ca va sans dire.
3. mio marito. L'uomo che ha meritato il soprannome di Quinto Fabio Massimo "il temporeggiatore". Lui non prende mai decisioni. Aspetta che il Fato decida per poi prendersela con il Fato. Di solito impersonato da me.
Quest'anno, al 3 di luglio mio marito ha distolto la sua attenzione dagli alti problemi accademici per posarla su noi mortali e prendere atto del fatto che, dato che il campo scout di Sofia si tiene dal 4 all'11 agosto, per far partire la creatura con la nonna l'11 agosto saremmo dovuti andare a riprenderla a Gubbio o il 10 agosto o al massimo l'11 mattina, date queste in cui saremmo anche a festeggiare il compleanno di sua madre a delle terme, ovviamente ancora non si sa ancora dove nè come, nè quando.
Costernato ha concluso che ciò è riprovevole, e COME MAI NESSUNO GLIEL'HA DETTO PRIMA????"
A chi questi tre personaggi attribuiscono l'intera responsabilità dell'inconciliabilità dei loro desideri e aspirazioni?
Ovviamente: PROPOFOL, È COLPA TUA.
ed io sorrido , in perfetta letizia, sognando il due novembre, il momento dell'anno che preferisco.
L'aspetto come si aspetta una disgrazia che tanto lo sai deve arrivare, abbracci la croce e sopporti con pazienza.
L'estate è quel momento dell'anno in cui sai che ti dovrai ammazzare di fatica e alla fine tutti se la prenderanno comunque con te.
Punto primo: il lavoro. La vita estiva dell'ospedaliero è un ottovolante in cui si alternano (pochi) giorni di ferie e turni disumani, provocando in tutti noi un livello di schizofrenia emotiva ben al di sopra del punto in cui sarebbe necessaria la terapia.
Ma come se questo non bastasse ci sono le gioie della gestione familiare. Perché non è che i bambini d'estate scompaiono nelle scuole chiuse. No. Te li ritrovi a casa, che ti guardano stravaccati sul divano e dicono: mamma io mi annoio, che facciamo?
Ma io ho la fortuna di avere un solido background familiare, che loro sì che mi facilitano la vita.
Per esempio quest'anno la mia famiglia mi supporta così:
1. mia madre. Mia madre, da brava ansiosa, comincia a programmare le vacanze estive ad aprile. E ad aprile lei pretende risposte chiare e definitive su chi va dove ,quando e come. Quest'anno, ad aprile , ha prenotato l'albergo in Trentino per il giorno 11 agosto, ed è da aprile che con cadenza settimanale mi ripete il programma in lunghe telefonate mattutine per essere sicura che io non lo dimentichi.
2. mia suocera. Mia suocera è allergica a qualunque forma di programmazione. Se tu la chiami alle 4 del pomeriggio e le dici: ma allora domani siamo a pranzo da te, ti risponde stupita: "ah...adesso vedo e ti faccio sapere". Se le chiedi a giugno cosa farà a luglio allarga le braccia ed esclama: "ehhh, c'è tempo!", ignorando, dopo quasi 20 anni , che io lavoro su dei turni mensili.
Quest'anno si è svegliata con calma il 5 luglio e ha deciso che per il suo compleanno vuole andare alle terme. Date? 9-11 agosto. Ca va sans dire.
3. mio marito. L'uomo che ha meritato il soprannome di Quinto Fabio Massimo "il temporeggiatore". Lui non prende mai decisioni. Aspetta che il Fato decida per poi prendersela con il Fato. Di solito impersonato da me.
Quest'anno, al 3 di luglio mio marito ha distolto la sua attenzione dagli alti problemi accademici per posarla su noi mortali e prendere atto del fatto che, dato che il campo scout di Sofia si tiene dal 4 all'11 agosto, per far partire la creatura con la nonna l'11 agosto saremmo dovuti andare a riprenderla a Gubbio o il 10 agosto o al massimo l'11 mattina, date queste in cui saremmo anche a festeggiare il compleanno di sua madre a delle terme, ovviamente ancora non si sa ancora dove nè come, nè quando.
Costernato ha concluso che ciò è riprovevole, e COME MAI NESSUNO GLIEL'HA DETTO PRIMA????"
A chi questi tre personaggi attribuiscono l'intera responsabilità dell'inconciliabilità dei loro desideri e aspirazioni?
Ovviamente: PROPOFOL, È COLPA TUA.
ed io sorrido , in perfetta letizia, sognando il due novembre, il momento dell'anno che preferisco.
venerdì 12 luglio 2019
Senza esclusione di colpi
Tra le gioie infinite che ci regala la maternità c'è anche l'inevitabile ritorno delle parassitosi infantili.
Sofia, bambina con un quoziente di sudicità nella media, ha avuto due volte gli ossiuri e due volte i pidocchi.
Forse, tutto sommato come ciclo vitale preferisco quello dei pidocchi, se devo scegliere.
Ormai praticamente ci manca la malaria, la tenia saginata e il dracunculus mediniensis e poi ho il quadro clinico completo di tutte le parassitosi che mi ricordo dal mio esame di malattie infettive.
Io cerco di prenderla sportivamente, ma ci sono madri che, all'ennesima disinfestazione di tutta la casa, sono molto meno tolleranti. Vittime collaterali sono i nonni, che si ritrovano in sì verde etate, a grattarsi la testa dopo aver frequentato luoghi poco raccomandabili come il parchetto giochi.
Il più sconvolto era il nonno di Mario, un uomo i cui occhi azzurrissimi irradiano mitezza e bontà e che ieri mi sussurrava sgomento: io ho fatto il soldato...neanche nelle trincee ho mai preso i pidocchi! nelle trincee!!!
Avere figli è una guerra
Sofia, bambina con un quoziente di sudicità nella media, ha avuto due volte gli ossiuri e due volte i pidocchi.
Forse, tutto sommato come ciclo vitale preferisco quello dei pidocchi, se devo scegliere.
Ormai praticamente ci manca la malaria, la tenia saginata e il dracunculus mediniensis e poi ho il quadro clinico completo di tutte le parassitosi che mi ricordo dal mio esame di malattie infettive.
Io cerco di prenderla sportivamente, ma ci sono madri che, all'ennesima disinfestazione di tutta la casa, sono molto meno tolleranti. Vittime collaterali sono i nonni, che si ritrovano in sì verde etate, a grattarsi la testa dopo aver frequentato luoghi poco raccomandabili come il parchetto giochi.
Il più sconvolto era il nonno di Mario, un uomo i cui occhi azzurrissimi irradiano mitezza e bontà e che ieri mi sussurrava sgomento: io ho fatto il soldato...neanche nelle trincee ho mai preso i pidocchi! nelle trincee!!!
Avere figli è una guerra
venerdì 5 luglio 2019
Disagio esistenziale
Le visite anestesiologiche perioperatorie possono essere un'esperienza davvero surreale, ma sopratutto ti danno un quadro chiaro delle difficoltà che incontrano oggi i medici di base.
Entra una signora tra i 60 e i 70.
"...ha mai avuto problemi cardiologici, signora?"
"eh, dottoressa, soffro di picchi di pressione alta da un po' di tempo...infatti il medico mi ha cambiato la terapia e mi ha dato questi due farmaci al posto di quello che prendevo prima" mi mostra due scatole "però dottoressa, le volevo dire: io, da un po' soffro di tremende fitte qua, in fondo alla schiena, dietro..." e si indica i reni " che mi prendono sopratutto quando muovo le braccia e poi mi passano. Ho guardato il foglietto dei farmaci e su questo c'è scritto che può dare questi sintomi, perciò io l'ho sospeso..."
"l'ha sospeso? così da sola?! ma... mi faccia vedere questo foglietto illustrativo...non mi risulta che questo tipo di molecola dia questi problemi..." leggo attentamente tutto " ma signora, qua non c'è scritto niente del genere..."
"aspetti dottoressa, che mi metto gli occhiali e glielo trovo io...ho letto che provoca degli spasmi...ecco qua: effetti indesiderati: BRONCOSPASMO"
"ma il broncospasmo è quando uno ha l'asma! lei respira benissimo, non c'entra niente con il dolore di cui mi parla!"
"ah sì? va bene. Io lo sospendo uguale però che non si sa mai..."
Entra una signora tra i 60 e i 70.
"...ha mai avuto problemi cardiologici, signora?"
"eh, dottoressa, soffro di picchi di pressione alta da un po' di tempo...infatti il medico mi ha cambiato la terapia e mi ha dato questi due farmaci al posto di quello che prendevo prima" mi mostra due scatole "però dottoressa, le volevo dire: io, da un po' soffro di tremende fitte qua, in fondo alla schiena, dietro..." e si indica i reni " che mi prendono sopratutto quando muovo le braccia e poi mi passano. Ho guardato il foglietto dei farmaci e su questo c'è scritto che può dare questi sintomi, perciò io l'ho sospeso..."
"l'ha sospeso? così da sola?! ma... mi faccia vedere questo foglietto illustrativo...non mi risulta che questo tipo di molecola dia questi problemi..." leggo attentamente tutto " ma signora, qua non c'è scritto niente del genere..."
"aspetti dottoressa, che mi metto gli occhiali e glielo trovo io...ho letto che provoca degli spasmi...ecco qua: effetti indesiderati: BRONCOSPASMO"
"ma il broncospasmo è quando uno ha l'asma! lei respira benissimo, non c'entra niente con il dolore di cui mi parla!"
"ah sì? va bene. Io lo sospendo uguale però che non si sa mai..."
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