venerdì 25 ottobre 2024

A cosa serve

 Dopo tanti anni posso dire che essere un medico, quando hai un parente malato è orribile. 

Lo è perché è quasi impossibile NON fare il medico e essere semplicemente preoccupato e ansioso invece di essere quello a cui tutti si rivolgono per avere consolazione e spiegazioni.

Lo è perché i tuoi colleghi ti considerano un collega, appunto, e si esprimono con te come se parlassero tra tecnici e quindi senza quel minimo di delicatezza che ci si aspetterebbe anche dal più scaciato laureato in medicina.

Se parlassimo a voi come parliamo tra noi, altro che aggressioni.

Ed ora che sta male una persona a cui voglio bene, mi ritrovo in un ruolo schizofrenico a gestire notizie senza aver ben presente chi sono e cosa dovrei fare: se mettermi a piangere e farmi consolare o mettere la solita maschera di serenità e prendere tutto nelle mie capaci spalle di medico.

In questa situazione gli unici che mi hanno saputo dire una parola di conforto, di rassicurazione, di speranza, sono stati, e lo dico con fierezza, i miei colleghi rianimatori; probabilmente mi hanno fatto discorsi irreali, non conformi con le aspettative cliniche o con le probabilità , probabilmente non hanno migliorato di una virgola tutto quanto; ma sono gli unici che per qualche momento, mentre dicevano quelle rassicuranti banalità , mi hanno fatto sentire il cuore più leggero.

E in quel momento non mi serviva altro

sabato 14 settembre 2024

Non arriverò alla fine dell'adolescenza

 - Mamma, mi aiuti a buttare la roba in camera mia? io non so mai cosa buttare e cosa tenere....

- Certo, amore, se vuoi ti presto anche il libro sul decluttering che ho letto lo scorso anno e che mi ha insegnato tanto...

- Nono, per carità: io non lo voglio imparare. voglio che lo fai tu per me!!

sabato 7 settembre 2024

l' amore

"Mamma, ma come avete fatto te e papà a stare insieme 25 anni?"

"Ma...non so, Sofia, probabilmente è l' Amore che proviamo uno per l' altra che ci permette di superare le difficoltà quotidiane..."

"Boh, io sto con voi da 14 anni e già non vi sopporto più..."

lunedì 26 agosto 2024

Lavoro di squadra

 Una delle cose che mi piace dell'ortopedia è che gli ortopedici non sono quasi mai maleducati o presuntuosi. Probabilmente, al contrario degli altri chirurghi, occupandosi di una branca così particolare non sentono di doversi affermare sull'anestesista o di dover competere, ma non ho mai visto nella mia sala operatoria attuale, le scene che ho visto in altre branche chirurgiche.

La scorsa settimana una paziente si è sentita male in sala operatoria. 

Mentre facevamo quel che c'era da fare e prestavamo i soccorsi si è avvicinato Mario, l'ortopedico della signora nonché uno dei migliori del reparto. 

Mi ha guardato smarrito: "Propofol, che succede?" mi ha chiesto

"non lo so Mario, adesso lo scopro e vediamo"

"ah, ok, posso fare qualcosa?"

"no, caro grazie"

"ah, ok" ha guardato la signora e gli ha dato una pacca sulla spalla: "Signora respiri!!!" ha suggerito invitante 

Ho faticato a non scoppiare a ridere: "Grazie Mario" ho detto

"figurati" ha risposto lui "ho fatto quello che potevo"

lunedì 19 agosto 2024

In caso di mancanza di ossigeno la maschera comparirà automaticamente sul vostro viso

 Faccio questo lavoro da così tanti anni che certe cose mi vengono proprio automatiche: Le frasi da dire ai pazienti che arrivano e vanno via, le minute istruzioni e avvertimenti prima delle procedure, le battute per metterli a loro agio: le ho ripetute così tante volte che ogni tanto mi sento un attore shakespeariano alle prese con l'ennesima replica di "Sogno di una notte di mezza estate".

La parole mi escono fuori da sole, ed evidentemente sempre con gli stessi toni, e questo sdoppiamento mentale mi da la possibilità di pensare, che ne so, alla lista della spesa, mentre sembro rassicurante, competente e completamente concentrata sul mio interlocutore.

Questa cosa non dev'essere sfuggita a Mario, il mio specializzando preferito, che è sempre attento agli altri e alle dinamiche personali in sala operatoria. Mentre salutavo un paziente che stava uscendo dalla sala operatoria,imitando la voce registrata degli aerei ,declama:

"Grazie per aver volato con la Propofol airlines, speriamo di avervi di nuovo tra i nostri passeggeri. Le uscite si trovano in fondo al corridoio dopo la porta automatica..."

e niente: forse dovrei davvero registrarmi!!!


lunedì 8 luglio 2024

Tranquillo, tesoro, mamma vuole bene ad entrambi

 In un assolato sabato di luglio entro in reparto per vedere una paziente con dietro Mario, specializzando silenzioso ed efficiente come un killer della Yakuza.

Ad accogliermi c'è uno dei miei specializzandi di ortopedia preferiti, di cui assolutamente non ricordo il nome, ma che mi accoglie sempre con un sorriso, ascolta attentamente quello che dico e mi chiama dotteressa. Si deve chiamare qualcosa tipo Antonio...

"Ciao caro, che dici? siamo venuti a vedere la Rossi..."

" buongiorno dottoressa, mi segua vi accompagno!"

ci avviamo nel corridoio " un lungo sabato di guardia, eh?" commento indicando la splendida giornata estiva fuori

" eh si....e sono di guardia anche domani..."

"povero! ti è toccato tutto il weekend?"

"eh già..."

a quel punto sento una voce pacata dietro di me "io faccio 3 weekend di seguito questo mese"

come un killer della Yakuza leggermente seccato...

e niente, mi è toccato commiserare un po' anche lui, sennò poi dicono che preferisco gli ortopedici....

domenica 19 maggio 2024

un idiota è un idiota è un idiota....

 Educazione vorrebbe che quando si va a casa d'altri ci si comporta con rispetto, e questo vale anche, più o meno per la sala operatoria.

Capita spesso che un'anestesista abbia un parente/amico/conoscente che si opera nel suo ospedale, in una sala in cui lui non lavora. 

Sebbene chiunque abbia una specializzazione in anestesia e rianimazione sia in grado di fare tutto quello che compete alla nostra branca, o almeno dovrebbe, è chiaro che si occupa di neuroanestesia ha delle competenze specifiche approfondite diverse da chi fa anestesia per la senologia: e sicuramente la neuroanestesia sarà complicatissima, ma anche la senologia bisogna saperla fare sennò si fa del casino.

Ovviamente questo discorso vale anche per l'ortopedia che fa della roba superspecialistica che in pratica facciamo solo noi che la facciamo tutti i giorni.

La scorsa settimana abbiamo operato il parente di un anestesista di un altro blocco.

Maschio, anziano. La specie peggiore per l'interazione. Puoi stare sicuro che è convinto che lui SA, e che il suo compito è spiegarti la Vita, con la V maiuscola.

Infatto, fedele al clichè , si presenta in sala e , nell'ordine

1. fa cambiare la lista operatoria perché lui alle 11 se ne deve andare

2. arriva il paziente e lui dice: faccio io, nonostante davanti a lui ci sia il primario dell'anestesia ortopedica

3. fa l'anestesia al paziente senza neanche chedere ma voi di solito che fate per quest'intervento?

Io, ovviamente, al punto 1 avevo già scritto al primario dicendo: vieni in sala che sennò questo lo sfanculo e lei, che è una donna che ha del talento per le pubbliche relazioni, è arrivata  con un sorriso sfolgorante, mi ha mandato a coprire un'altra sala ed è rimasta a ciucciarsi mr. machoman con invidiale aplomb, evitandomi una lite con uno degli anziani dell'ospedale.

Inutile dire che secondo quelli che sono i criteri dell'ortopedia, molto diversa dal suo reparto di provenienza, l'anestesia che ha fatto faceva schifo, e se l'avessi fatta io mi avrebbero preso per il culo per tre giorni; inutile dire anche che , nei giorni successivi, è toccato a noi andarci a mettere una pezza sul postoperatorio, perchè il postoperatorio dell'ortopedia non sarà difficile come quello dell cardio o della neuro ma ha le sue regole e se non le rispetti il paziente schianta di dolore e le complicanze si sprecano.

Inutile dire che questo perfetto idiota non ha percepito niente di tutto questo, e resterà convinto che meno male che c'era lui , che è un anestesista di serie A sennò chissà come finiva...