Questo non è un post, è un accorato appello:
Vi prego, in ginocchio: andate a donare il sangue!
Ormai quelli del trasfusionale al telefono non rispondono più "Pronto", ma ringhiano e basta.
Ieri ho chiesto due sacche di sangue e la collega mi ha risposto:
"Spero che tu non voglia l'A positivo?"
"Ehm...veramente si..."
"NOOOOOO! ne ho pochissimo!!!
"vuoi mandarmi uno zero negativo?" (lo zero negativo si può trasfondere a qualsiasi gruppo)
"stai scherzando vero?!"
"ehm...ma io ho la paziente che sanguina..."
pausa
"ti mando una sacca e poi magari gli fai un po' di plasma"
"ok. Allora ti mando la richiesta per sei sacche di plasma?"
"TRE"
e se non potete donare il sangue perché avete l'emoglobina bassa, donate gli altri emocomponenti: plasma, piastrine, fattori piastrinici, che anche quelli non li sprechiamo.
"Pronto, potrei parlare con la dottoressa Propofol?"
"sono io"
"ciao, chiamo dal trasfusionale, ho qui una richiesta di piastrine"
"si"
"ecco: mica le vorrai urgenti?"
"beh..insomma, come ti ho scritto la paziente ha 15.000 piastrine...." (valore normale tra 150.000 e 450.00)
"Senti: adesso davanti alla tua richiesta ho un 4000 e 7000...poi quelle che avanzano te le do a te, ok?"
Come ho già spiegato qui e qui donare il sangue è fondamentale.
Vi ricordo i criteri:
Età : tra 18 e 65 anni
Peso : maggiore di 50 kg
Condizioni di salute: buone. (ci sono delle malattie che escludono dalla donazione, ma non sono così frequenti. La pressione alta non è escludente)
Non aver subito interventi chirurgici nell'ultimo anno , né aver fatto tatuaggi o piercing, né aver avuto rapporti sessuali a rischio. (verificate: alcune associazioni che usano tecniche diversi di analisi del sangue potrebbero richiedere anche solo sei mesi)
per andare a donare non si deve essere a digiuno, ma si può prendere una tazza di caffè zuccherato.
L'ho già detto e lo ripeto: il sangue non si compra, non si crea, non si estrae. L'unico modo per averlo è che qualcun'altro lo abbia donato. Fatelo ora. Perché domani quella sacca potrebbe servire a voi o a qualcuno che amate. Nessuno si senta escluso.
In calce metto il sito dell' AVIS su cui potete trovare tutte le informazioni necessarie su tempi e modi
lunedì 27 gennaio 2014
lunedì 20 gennaio 2014
Ma perché sempre quando sono di guardia io!!!!
Guardando un paziente intubato:
Infermiera:- Dottoressa, sta bene il paziente del letto 4, vero?
Io: - (con voce carica di ironia) certo! ha una polmonite ed un infarto...
Infermiera: - No, davvero, sta bene? perché ho appena incontrato la moglie fuori e siccome l'ho scambiata per quella del letto 2 gli ho detto che il marito stava meglio e forse lo rimandavamo in reparto!
Infermiera:- Dottoressa, sta bene il paziente del letto 4, vero?
Io: - (con voce carica di ironia) certo! ha una polmonite ed un infarto...
Infermiera: - No, davvero, sta bene? perché ho appena incontrato la moglie fuori e siccome l'ho scambiata per quella del letto 2 gli ho detto che il marito stava meglio e forse lo rimandavamo in reparto!
lunedì 13 gennaio 2014
Son sempre ortopedici
In pronto soccorso:
Ortopedico: "Hai una frattura delle nocche della mano. Come te la sei procurata 'sta frattura?"
Fabrizio: "Ho fatto una caduta con la moto.
"Ort.: "Sei sicuro che mi dici la verità? Questa è una frattura di chi ha dato un pugno. A chi hai dato un pugno?"
Fab: "All'asfalto"
Ort: "Sai quanta gente viene qui con la mano fratturata, dice che è caduta, e invece ha preso a pugni la moglie?"
Fab: "Così forte? non lo so... quanta?"
Ort: "Molta"
Fab: "Non sono sposato"
Ort: "Meglio per te"
Un grazie a Fabrizio che mi ha cortesemente offerto questa "trance de vie", costatagli 40 giorni di gesso.
Ma ne valeva la pena.
Ortopedico: "Hai una frattura delle nocche della mano. Come te la sei procurata 'sta frattura?"
Fabrizio: "Ho fatto una caduta con la moto.
"Ort.: "Sei sicuro che mi dici la verità? Questa è una frattura di chi ha dato un pugno. A chi hai dato un pugno?"
Fab: "All'asfalto"
Ort: "Sai quanta gente viene qui con la mano fratturata, dice che è caduta, e invece ha preso a pugni la moglie?"
Fab: "Così forte? non lo so... quanta?"
Ort: "Molta"
Fab: "Non sono sposato"
Ort: "Meglio per te"
Un grazie a Fabrizio che mi ha cortesemente offerto questa "trance de vie", costatagli 40 giorni di gesso.
Ma ne valeva la pena.
martedì 7 gennaio 2014
Buon Anno!
Quest'anno il blog si è preso una luuunga pausa natalizia che è stata occupata essenzialmente da tre attività fondamentali:
1. Mangiare
2. Stare con Gio e Sofia
3. ...
in effetti non c'è 3; cioè: ci sono feste, amici, spa, regali, shopping, giochi da tavolo, libri e un sacco di altre cose.
Insomma delle vacanze di natale fantastiche, complici due lunghe settimane di ferie che mi hanno fatto rileggere più volte il foglio dei turni, tanto non riuscivo a crederci.
In realtà le due settimane sono state intervallate da una guardia il 31 notte, che, diciamocelo, essendo l'ospedale dove lavoro in una zona un po' "di frontiera" è un turno interessante.
A mezzanotte pareva di essere sul set di uno strano film a metà tra "The Hurt Locker" e "Rapunzel" con il cielo pieno di lanterne cinesi che salivano e gli scoppi di deflagrazioni provenienti da esplosivi sicuramente non autorizzati dalla convenzione di Ginevra.
Comunque era mezzanotte e sette minuti quando io e il collega di guardia in chirurgia d'urgenza veniamo convocati in pronto soccorso per un arresto cardiaco; mentre siamo lì che massaggiamo, squilla il telefono portatile della rianimazione:
"Pronto?" dico guardando il monitor,
"Pronto, il rianimatore di guardia dell'ospedale XX?"
"Si, sono io"
"Ciao collega: sono il medico di Guardia dell'ospedale YYY. Volevo avvertirti che ho inviato il trasferimento."
"QUALE trasferimento?"
"Il paziente che vi abbiamo mandato!" mi risponde la voce seccata
"Aspetta, voi non mi avete mandato un bel niente! io non ho posti letto! di che stai parlando?!?!" gli rispondo con una frequenza isterica nella voce
Mi arriva la sua voce sempre più seccata: "Guarda collega, io ho qui il fax e il paziente comunque è già partito!"
"Partito cosa?! io non ho posto! ma quale fax? chi l'ha firmato queso fax?" gli strillo io , già pensando di chiedere la testa del collega smontante che non mi ha avvertito di niente.
"Eh...aspetta che guardo...però insomma, non si fa così eh...è firmato ...dr.ssa Propofol..."
"io?!?! ma io non firmat..."
Dall'altra parte del filo sento una risata fragorosa: "Sono io, tigre!!! BUON ANNO!!!" ,mi strilla la voce di un amico e collega.
E mentre attaccavo il telefono coprendolo di improperi stava ancora ridendo, ma ridevo anche io.
E abbiamo pure salvato l'arresto cardiaco.
1. Mangiare
2. Stare con Gio e Sofia
3. ...
in effetti non c'è 3; cioè: ci sono feste, amici, spa, regali, shopping, giochi da tavolo, libri e un sacco di altre cose.
Insomma delle vacanze di natale fantastiche, complici due lunghe settimane di ferie che mi hanno fatto rileggere più volte il foglio dei turni, tanto non riuscivo a crederci.
In realtà le due settimane sono state intervallate da una guardia il 31 notte, che, diciamocelo, essendo l'ospedale dove lavoro in una zona un po' "di frontiera" è un turno interessante.
A mezzanotte pareva di essere sul set di uno strano film a metà tra "The Hurt Locker" e "Rapunzel" con il cielo pieno di lanterne cinesi che salivano e gli scoppi di deflagrazioni provenienti da esplosivi sicuramente non autorizzati dalla convenzione di Ginevra.
Comunque era mezzanotte e sette minuti quando io e il collega di guardia in chirurgia d'urgenza veniamo convocati in pronto soccorso per un arresto cardiaco; mentre siamo lì che massaggiamo, squilla il telefono portatile della rianimazione:
"Pronto?" dico guardando il monitor,
"Pronto, il rianimatore di guardia dell'ospedale XX?"
"Si, sono io"
"Ciao collega: sono il medico di Guardia dell'ospedale YYY. Volevo avvertirti che ho inviato il trasferimento."
"QUALE trasferimento?"
"Il paziente che vi abbiamo mandato!" mi risponde la voce seccata
"Aspetta, voi non mi avete mandato un bel niente! io non ho posti letto! di che stai parlando?!?!" gli rispondo con una frequenza isterica nella voce
Mi arriva la sua voce sempre più seccata: "Guarda collega, io ho qui il fax e il paziente comunque è già partito!"
"Partito cosa?! io non ho posto! ma quale fax? chi l'ha firmato queso fax?" gli strillo io , già pensando di chiedere la testa del collega smontante che non mi ha avvertito di niente.
"Eh...aspetta che guardo...però insomma, non si fa così eh...è firmato ...dr.ssa Propofol..."
"io?!?! ma io non firmat..."
Dall'altra parte del filo sento una risata fragorosa: "Sono io, tigre!!! BUON ANNO!!!" ,mi strilla la voce di un amico e collega.
E mentre attaccavo il telefono coprendolo di improperi stava ancora ridendo, ma ridevo anche io.
E abbiamo pure salvato l'arresto cardiaco.
lunedì 23 dicembre 2013
Sicurezza informatica
Rianimatore di guardia a voce alta:
"Qual'è la password del programma per vedere gli esami del sangue? "
Paziente del letto 3, degente da un mese , in via di ripresa:
"Qual'è la password del programma per vedere gli esami del sangue? "
Paziente del letto 3, degente da un mese , in via di ripresa:
"ria2013. Tutto minuscolo. "
lunedì 16 dicembre 2013
L'immaginazione è una cosa seria
Nell'immaginario
comune uno scienziato è un uomo privo di fantasia.
Niente
di più lontano dal vero.
Gli
scienziati sono uomini che con dei voli pindarici, spesso partendo da
pochissimi mezzi ed indizi ,riescono ad “ immaginare “ il
processo sotteso ad un fenomeno; la storia della scienza è
costellata di figure così originali, sregolate, fantasiose, da
essere paragonabili, senza fatica ai grandi protagonisti della storia
dell'arte.
Un
gruppo di sognatori, poco più che ventenni, con una determinazine e
una tendenza all'idèe fix degne del buon Michelangelo sulla Cappella
Sistina, hanno immaginato, senza vederlo, che il DNA avesse quella
improbabile forma a “doppia elica” e avevano ragione.
Il
salto di pensiero con cui Kary Mullis, surfista con la passione per
l'LSD, ha ideato un metodo così semplice e perfetto come la PCR -
metodo che ha spalancato la strada a tutte le nostre attuali
conoscenze sul DNA - è paragonabile solo a Giotto, che inserisce la
banale, semplice, perfetta prospettiva, dove prima non c'era,
rivoluzionando l'intero mondo dell'arte occidentale.
Tutti
questi uomini però, hanno in comune la scelta di assoggetarsi alle
regole dello stesso metodo: il cosidetto metodo scientifico, il cui
padre è , nientemeno, che un altro artista rivoluzionario del
passato: Galileo Galilei.
Il
metodo
scientifico ,
secondo wikipedia, è
la modalità
tipica
con cui la scienza
procede
per raggiungere una conoscenza
della
realtà
oggettiva,
affidabile,
verificabile
e
condivisibile.
Su questo
metodo è stata costruita la nostra cultura e, mi viene da dire, la
nostra civiltà.
Il metodo
scientifico non è il solo che si può usare: la medicina
tradizionele cinese, per esempio, con cui si cura un buon miliardo di
persone, è basata su principi diversi.
In molti
credono all'oroscopo, che non utilizza un metodo scientifico.
Insomma:
si possono scegliere metodi diversi, ma per comodità quello
utilizzato dalla scienza ufficiale della civiltà occidentale è
quello scientifico, e mi sembra che tutto sommato, abbia dato dei
buoni risultati.
Quando
si tratta di investigare l'uomo con questo metodo, la faccenda
diventa complicata: primo perchè l'uomo è complicato, secondo
perchè l'uomo non è ancora interamente conosciuto, terzo perchè
abbiamo deciso che il sacrificio di vite umane in nome della scienza
è vietato. (Una commissione di medici appositamente interpellata,
scelse di rifiutare l'utilizzo e la validazione di qualsiasi
risultato raggiunto dalle sperimentazioni umane dei nazisti,
ritenendo che prestare la scienza ad una cosa così infame inficiasse
qualsiasi beneficio ottenibile da quegli
studi).
Valutare
l'efficacia di una medicina, di una terapia, di un trattamento è un
salto ad ostacoli per schivare i mille trabocchetti che noi stessi ci
poniamo. Vi faccio qualche esempio:
1.
il campione: se io volessi decidere qual'è il cibo preferito dagli
italiani chiedendolo a 100 persone diverse, ma tutte emiliane,
probabilmente nelle prime tre posizioni ci sarebbero le
tagliatelle.
Quindi se,
alla luce del mio studio, io proponessi ad un ragazzo siciliano un
bel piatto di tagliatelle dicendo:"ti ho fatto il tuo piatto
preferito!" si farebbe una risata. Così, se
scelgo di testare un farmaco solo su persone molto simili tra loro
potrei non cogliere degli aspetti fondamentali del prodotto.
2 la
numerosità campionaria: se come campione io prendessi solo la mia
famiglia i cibi preferiti dagli italiani sarebbero nell'ordine:
mozzarella, olive, uva passa e pomodori al riso.
Per dire
che un farmaco ha effetto devo provarlo su abbastanza persone.
3.
il cieco: fate la prova con vostra nonna ottantenne. Gli portate
delle pillole di vitamine qualsiasi e gli dite he ve le ha date un
vostro amico dottore,
che sono un prodotto nuovo che fa benissimo per i reumatismi. Dopo
due giorni chiedetele come va. Se siete stati abbastanza convincenti
vi dirà che si sente proprio meglio! Se poi questo discorso glielo
ha fatto il medico di fiducia, si sentirà benissimo.
Se il
paziente viene indotto a credere che il farmaco avrà effetto,
sentirà un miglioramento, anche se l'effetto non c'è stato. Si
chiama effetto placebo, ed è la miglior prova del potere della
nostra mente. Il nome scientifico è
neuro-immuno-psico-endocrinologia.
4. Se io
che faccio lo studio sono convinto, in buona fede o perchè mi pagano
per esserlo, che quel farmaco funzionerà, sarò inconsciamente
portato a stare più attento ai pazienti a cui lo somministro e meno
a quelli che fanno i casi "controllo".
Ecco
perchè in studi ben condotti nè il paziente nè il medico che
somministra la cura sanno se stanno somministrando il farmaco o il
placebo. Per questo si chiamano studi a doppio cieco
5.
Quando io non rispondo al telefono a Giò, perchè sto facendo altro,
dico: "mah...strano non mi è arrivata la telefonata!!!" e
lui, che è uno scienziato,
replica:
"aspetta che provo a chiamarti...ecco:
squilla,
non dire cazzate..." .
Non
importa se due scienziati in Ungheria
sono riusciti a far volare gli asini intingendoli nel burro: o ci
riescono tutti con
lo stesso procedimento o
non
è scientificamente dimostrabile.
6.
Randomizzazione: è come
quando si fanno le squadre di calcetto e uno si sceglie i più forti.
Ecco: non funziona così. Per fare uno studio serio i pazienti non te
li puoi scegliere, devi prendere quelli che ti capitano.
7.
Controllo:
-Ragazze
attente: è scientificamente provato che 9 mesi dopo un rapporto
sessuale ti vengono dei terribili dolore al basso ventre. è uno
studio randomizzato in doppio cieco su un campione enorme: 1.000.000
di pazienti del reparto di ostetricia.
-Ah. ma
hai provato con quelle che non sono rimaste incinta?
-Dici che
dovevo?
Per dire
che un farmaco ha un certo effetto bisogna dimostrare che chi non
l'ha preso non ha quell'effetto.
Queste
sono solo alcune,
tra le più ovvie,
delle trappole che ci si parano davanti quando dobbiamo decidere cosa
dare ai nostri pazienti. Il
processo di commercializzazione di un farmaco prevede un iter lungo e
complesso che, se siete curiosi e dovreste esserlo, potete trovare
qui.
Qualsiasi
cosa vi propongano, dal metodo Stamina alla dieta Dukan, cercate di
capire se è stata sottoposta a tutti i passaggi del metodo
scientifico, se è validata da degli studi seri, se è stata testata
e ripetutamente trovata
solida
in più centri, su quante persone è stata provata,
se qualcuno viene pagato da chi lo produce.
Cercate
insomma di
porvi con un atteggiamento critico verso quello che, troppo spesso,
ci viene propagato acriticamente
sull'onda della nostra emotività.
Solo
così riuscirete, e neanche questo basta sempre, a non essere
semplicemente consumatori, ma veri "utilizzatori" di tutto
quello che impiegate sul corpo vostro e di quelli che amate.
Una
nota a margine. Io credo che sia giusto che ognuno si curi come
preferisce. Ma non credo sia nè giusto, nè possibile chiedere allo
stato di ammettere, somministrare o finanziare trattamenti che non
sono passati per le tappe che sono obbligatorie a
tutte
le molecole, che
devono essere usate come "farmaci".
lunedì 2 dicembre 2013
Lo stipendio di Dio
Suora caposala:"Non dovreste stare sempre a lamentarvi, a chiedere quando pagano e quanti straordinari. Il Papa ha paragonato l'infermiere nelle sue funzioni a Dio Padre che assiste i suoi figli!"
Infermiere:" Dubito che Lui ed io abbiamo gli stessi problemi di stipendio. .."
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