giovedì 12 settembre 2013

Primo giorno di scuola materna

 Nel cortile dell'edificio c'è una gran folla, ed io prendo Sofia in braccio per paura che si spaventi; camminando le dico:
"Hai visto la nuova scuola amore?  è bella no? la tua aula è lì!"
"Sì" mi risponde lei ,tranquilla. "ora  però potresti mettermi giù per favore?"
e trotterella in classe.

Allora ho capito che quella che non è pronta per la scuola materna ,sono io.


martedì 10 settembre 2013

Faccio un altro lavoro, ok?

Lo dico subito a scanso equivoci: a me dei lavori di casa non me ne frega un cazzo.

Diciamo che di fronte alla prospettiva di 12 o più ore senza impegni di tipo lavorativo la mia lista di cose da fare è:
1. stare con Sofia
2. stare sdraiata sul divano a leggere un libro
3.stare sdraiata sul divano a guardare il soffitto
4. stare sdraiata sul divano a dormire
5. uscire a camminare
6. uscire a camminare con un amico
7. studiare degli argomenti di anestesia

le posizioni dalla 2 alla 7 sono variabili a seconda dell'umore.

E si, in effetti percepisco a volte un aumento di entropia quando apro l'anta dell'armadio, ma sempre in maniera nettamente inferiore a quanto percepisca la bellezza della scena d'amore tra Lenore e Wang-Dang nel settimo capitolo de "La scopa del sistema" , cosa questa che mi porta fatalmente verso il divano piuttosto che verso l'armadio.
 E questo non sarebbe un problema per me. C'è infatti una donna valente e generosa che -dietro adeguato compenso- provvede due volte a settimana ad abbassare il livello entropico delle parti visibili della casa, sebbene ci siano cose che ormai sono in disordine da così tanto tempo che il nostro occhio le percepisce in ordine.
L'intoppo di questo meccanismo perfetto sono gli altri. E in particolare:
Mia madre, che appartiene a quella categoria di donne classficabili alla voce "casalinga perfetta". Mia madre per cui il fatto che il cielino della finestra sia in abete rosso e non in duglas come gli infissi, costituisce una spina nel fianco ogni volta che entra nello studio, cosa che io rimuovo puntualmente ogni volta che lei esce di casa.
Mia madre e mia suocera, che hanno idee diverse su ciò che va stirato e che ,se arrivano a casa mia una dopo l'altra, ridividono tutti i panni piegati (da loro, io aspetto che i panni scendano dallo stendino da soli).
E non ultimo , mio marito. Che quando l 'ho conosciuto non sapeva cuocere neanche un uovo e adesso ha da ridire su come riempio la lavastoviglie.
Mio marito che è afflitto da una forma grave di "sindrome di Cenerentola", che lo porta a scendere a buttare la spazzatura compulsivamente ogni volta che mette piede a casa, con una frequenza tale da farmi credere che andasse a chiamare l'amante; e sopratutto con una frequenza tale da consumare tutte le buste di plastica della casa, cercando poi di riciclare quelle già usate per spazzature precedenti con risultati discutibili.
Mio marito, lui, che l'altro giorno guardando il pavimento della cucina mi ha detto: "Ma hai visto che schifo?" ed io ho risposto :"Amore, ho studiato tanto, abbiamo fatto tanti sacrifici, a 25 anni mi venivi a prendere alle due del mattino all'uscita del centro trapianti, perchè mi mettessi a fare le pulizie di casa?"
Ha risposto:
-: "No, quello l'ho fatto perchè diventassi ricca, ma visto che non ci è riuscito una spazzata al pavimento la potremmo pure dare ogni tanto."

sabato 7 settembre 2013

Chi non muore si rivede

Si, lo so. Questo blog si è preso una discreta...più che discreta ,pausa estiva. Ma sono successe cose, e quando succedono cose io ci devo pensare su parecchio, digerirle, riassumerle e solo allora le posso scrivere.
Nella fattispecie è successo che ho di nuovo cambiato lavoro.  Ho cercato tra l'altro un modo per scrivere il perché ed il percome ma non mi è venuto niente che non fosse molto offensivo per qualcuno, per cui ho lasciato perdere. 
Il nuovo ospedale è molto carino. È un piccolo istituto in una zona abbastanza di frontiera.  I colleghi sono molto simpatici ed io sono stata assegnata alla rianimazione.
La verità è che io, nata e cresciuta nell'aria gelida e sanguinolenta delle sale operatorie, non so se sono abbastanza brava per la rianimazione. Ci vogliono caratteristiche che credo di non avere proprio: una buona memoria, la capacità di gestire più cose contemporaneamente, una visione a lungo termine della terapia.  Ma come quegli uomini di mezza età che si appassionano al golf anche se non sanno giocare,  io provo una fascinazione irresistibile per la terapia intensiva che...che ci casco sempre insomma.
E così sono abbastanza contenta. Anche se è solo un altro contratto libero professionale per un anno.
Ma ormai la nostra generazione è abituata a vivere pericolosamente.

giovedì 6 giugno 2013

La problematica localizzazione dell'erbavoglio

Non so voi, ma io conoscevo il detto: "l'erbavoglio cresce solo nel giardino del Re", che mia madre mi propinava ogni volta che usavo l'indicativo al posto del condizionale per esprimere una richiesta.
A forza di ripeterlo "ad nauseam" ho imparato le formule di cortesia e la frase si è impressa nei miei circuiti mnemonici tanto che ora l'ho fatalmente ripetuta a mia figlia.
"Ma che è 'sta roba monarchica?!" ha detto mia marito sentendomi, "noi, in casa siamo tutti Repubblicani: L'erbavoglio non cresce NEANCHE nel giardino del re!"
La mia piccola pasionaria però non è affatto repubblicana, direi che tende all'anarchico insurrezionalista, ieri sera infatto mi ha detto convinta: "L'erbavoglio cresce soltanto nel cimitero del re!!!"

I wanna be/anarchy...

lunedì 27 maggio 2013

Quello che potremmo chiamare l'Inno della nostra generazione

Interno notte, Sofia i sotto il piumino delle principesse col ciuccio in bocca aspetta la ninna nanna
"Amore: che canzone vuoi che ti canta mamma per dormire? I cinque cammelli?"
"No (ciuk,ciuk,ciuk)"
"Quella delle stelline?"
"No(ciuk,ciuk,ciuk)"
"Cocco e Drilli?"
"No, Mamma (ciuk,ciuk,ciuk)mi canti la canzone dei cacchi?"
"Eh?!"
"Quella dei Cacchi (ciuk,ciuk,ciuk) Bblu"
"Amore, col ciuccio non capisco cosa dici...quale la canzone dei caschi blu?"
"Quella che fa: Sciogliamo le camere/per un mondo migliore/sciogliamo le camereere con i caschi Bblu!"

Buonanotte mondo .Sopravvoliamo

giovedì 16 maggio 2013

Fashion blogger

Mentre la sto vestendo per andare ad una festa di compleanno: "Mamma, guarda che sei ancora in pigiama! Non puoi venire alla festa così, devi vestirti! Sennò i miei amici quando ti vedono dicono: Ma chi è questa?!"

Vi prego, chiudetemi in un ospizio prima che compia quattordici anni.

martedì 14 maggio 2013

Mia madre (o i pilastri della società)

Comprando delle rose a mio padre per il loro 20esimo anniversario di matrimonio.
Guardando il bigliettino mi domanda:
"che ci posso scrivere?"
"beh, direi "ti Amo"" rispondo io.
"EEEhhh, sempre esagerata tu, ti amo, così. 
"mamma, dopo 20 anni di matrimonio che ci vuoi scrivere?!
"ti voglio molto molto bene?"

Per i miei 30 anni.
Sospirando: "30 anni...se avevo rapinato una banca a quest'ora ero libera e avevo pure i soldi..."

A Sofia:
"Amore di nonna lo vuoi il succo di frutta all'albicocca?"
"si nonna!"
"lo vuoi nel bicchierino azzurro o in quello verde?"
indicando: "quello azzullo"
"ci vuoi una cannuccia o due?"
(alzando tre dita) "eehhh...due"
"e di colore le vuoi le cannucce?"
"una rosa e una... .velde!"
"ce lo vuoi il ghiaccetto?"
"si nonna!"
"un cubetto o due?"
(alzando cinque dita) "due"

mio cugino quarantenne che assisteva alla scena: "Mettice pure l'ombrellino, no? !"

Oggi, durante una discussione su chi va a prendere Sofia all'asilo lunedì:
"Mamma, cercavo solo di semplificarti la vita!"
"Tu?! TU! semplicare la vita a me! ma se ancora non hai finito di nascere! ancora non sai toglierti le croste dalla testa! Tra un po' neanche ti prepari da mangiare se non te lo ricordo! che mi vuoi aiutare! limitati a fare quello che dico!"
(io ho 36 anni e faccio il rianimatore da 10, vivo da sola da 9, convivo da 6 e ho una figlia da 3)

La scena più bella che ricordo di mia madre, stranamente, non ha niente a che vedere con me: Eravamo a cena fuori per i loro 30 anni di matrimonio e lei, che non se l'aspettava proprio, ha aperto una pagnottella dentro cui papà aveva nascosto un braccialetto di brillanti.
Sorpresa ha alzato gli occhi verso mio padre, che la guardava con infinita tenerezza; col bracciale in mano e le lacrime agli occhi, non riusciva neanche ad ingoiare il boccone per l'emozione.
Dopo qualche istante ha detto solo, con la vece che le tremava: "Papi. Grazie." e mio padre le ha preso la mano.

Tanti auguri alla mia pestifera, insopportabile irritante, indispensabile, fantastica mamma.