giovedì 6 marzo 2025

Provo da Feltrinelli?

 Avere un figlio è una cosa bella e complicata. Se esistesse un Manuale del Buon Genitore sarebbe un best seller, oppure no, forse tutti quanti penseremmo comunque di saper fare meglio da soli.

Io, per esempio, ho sempre cercato di lasciare che Sofia esprimesse se stessa e le sue passioni senza il mio condizionamento, ho fatto le cose che amavo con lei, ma ho anche evitato di imporgliele quando non erano richieste. O almeno ci ho provato.

Il risultato è che , a 14 anni, a mia figlia non piace praticamente nulla di quello che piace a me: lei ama la matematica, il disegno, l'equitazione, a me piace la lettura, le scienze e il tennis (ora che sono vecchia il padel)

Lei ama truccarsi e pettinarsi in maniera fashion, io tutt'ora non so usare la piastra per capelli. A me sarebbe piaciuto suonare uno strumento, a lei no anche se è un'ascoltatrice compulsiva di musica ed una lettrice niente male, e anche se andiamo molto d'accordo (per quanto si può andare d'accordo con una figlia adolescente) non è che abbiamo tutte queste cose in comune.

In un certo senso questo è un enorme ricchezza: crescere lei mi ha portato a imparare cose che non avrei mai immaginato e ogni giorno mi da un punto di vista diverso sul mondo. Solo, ogni tanto mi piacerebbe poter condividire qualcosa, poterla aiutare in qualcosa, visto che di quel che fa io non so nulla.

E non so bene come dovrei sentirmi a questo punto: se essere fiera di me perché non l'ho influenzata con delle aspettative , o sentirmi un fallimento  perché non sono riuscita a trasmetterle in nessun modo la bellezza delle cose che amo...

Se qualcuno trova il Manuale, me lo faccia sapere...

domenica 23 febbraio 2025

Ecco perché ci mettono ste canzoni

 

- Centralino, buongiorno, sono il rianimatore dovrei parlare con il 118 di Perugia...

- di Perugia?!?!?!

- sì sì

- mmh...va bene ci provo, attenda in linea

Chiude la comunicazione e attacca Imagine di John Lennon. Fa un giro, un secondo giro, al terzo attacco a cantare a squarciagola nella stanza del medico di guardia; chiudo con il refrain in vibrato" IMAGINE ALLLLLL THE PIPOOOOOOLLLL, LIVING LIFE IN PIIISSSSSSS, UUUHUUUHHH"

Da dietro mi arriva la voce di Mario, l'infermiere affacciato alla porta della stanza: "lo sai che la telefonata è registrata vero?"

lo guardo interdetta: "ma...pure mentre uno aspetta???

"eh si..."

sabato 15 febbraio 2025

Pure voi però...

-  Giò, hai finito il gastritin?

- Ah...si...è da un po'... volevo scrivere una mail a quelli della gastroenterologia ma non ho avuto tempo...

- Una mail per cosa?

- Per farmi fare la ricetta...

- Non hai bisogno della ricetta: hai il piano terapeutico che vale per un anno...

- Ah, ok, allora devo solo ritrovare il piano terapeutico

- Ce l'ho io il tuo piano terapeutico, lo tengo insieme al mio del cortisone....

- Ah. Allora puoi prenderlo, grazie...

domenica 15 dicembre 2024

alla fine ho chiamato

 "Propofol, sono Mario"

"Ciao Mario, dimmi..."

"Senti, quel paziente di domani a cui devo cambiare la protesi..."

"Mmmm..."

"Sta in utic (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica) . Ho chiamato per dire che non facessero il clexane stasera, che ne fa 8000 x 2...però sai com'è, io sono sempre un ortopedico...non è che mi danno molto credito...Potresti richiamare tu e dirglielo di nuovo?"

"Sssiiii...si, Mario, sai che i cardiologi sono simpatici come un dito in un occhio..."

"Beh, voi parlate la stessa lingua"

"Si, ma ci considerano un po' i parenti poveri..."

"Eh, figurati, a noi ci considerano gli immigrati clandestini!"

venerdì 8 novembre 2024

Il fascino della divisa

Specializzando di ortopedia guardandomi fuori dalla sala operatoria che aspetto appoggiata al muro: Propofol, sembri il lupo travestito da nonna!


giovedì 31 ottobre 2024

Cosa da dire al dottore

" Allora signora, leggo qui sulla cartella clinica che non ha malattie importanti, che è gia stata operata, non prende farmaci e non è allergica a niente. Giusto?"

"si, si"

"va bene, allora facciamo l'anestesia al braccio e poi se vuole la sedo un pochino per l'intervento."

"si, per favore, vorrei dormire."

Facciamo l'anestesia, posizioniamo il paziente sul letto e iniziamo l'intervento. Inizio col fare alla signora un blando sedativo ad una dose assolutamente consona e, mentre me ne sto seduta a guardare il monitor la signora si addormenta e la saturazione di ossigeno del sangue comincia a scendere.

Io mi avvicino stupita e metto un po' di ossigeno con le cannule nasali.

Scende ancora.

Prendo la maschera facciale e accendo il ventilatore.

Ventilo, ma la saturazione scende.

Faccio chiamare il collega della sala accanto e mentre lui arriva chiedendosi cosa succede la signora fa un sospirone e ricomincia a respirare.

"Ma che è successo?" mi chiede

"niente... non respirava e non si ventilava"

"ma che gli hai fatto?"

"un milligramo di midazolam!"

"e poi?!"

"niente!"

ci guardiamo stupiti.

lui torna nella sua sala ed io mi risiedo.

passano 5 minuti e la scena si ripete. la saturazione scende, io ventilo in maschera con difficoltà,la signora fa un respirone e si sveglia.

fortunatamente l'intervento è finito.

"Tutto bene signora?" Le dico quasi sveglia 

"si si , benissimo grazie?"

"ha sentito male alla mano?"

"nono, ho dormito benissimo!"

"ah...senta signora, mi scusi, ma lei soffre per caso di apnee notturne, ha mai avuto qualche problema ventilatorio?"

"No, non soffro di apnee notturne, però ho una malformazione del naso dalla nascita per cui quando mi addormeto l'aria non passa più, come se ci fosse un tappo, ed io smetto di respirare. Però è una cosa che poi passa da sola..."

AH, ecco...in fondo, perché pensare che fosse una notizia interessante...


venerdì 25 ottobre 2024

A cosa serve

 Dopo tanti anni posso dire che essere un medico, quando hai un parente malato è orribile. 

Lo è perché è quasi impossibile NON fare il medico e essere semplicemente preoccupato e ansioso invece di essere quello a cui tutti si rivolgono per avere consolazione e spiegazioni.

Lo è perché i tuoi colleghi ti considerano un collega, appunto, e si esprimono con te come se parlassero tra tecnici e quindi senza quel minimo di delicatezza che ci si aspetterebbe anche dal più scaciato laureato in medicina.

Se parlassimo a voi come parliamo tra noi, altro che aggressioni.

Ed ora che sta male una persona a cui voglio bene, mi ritrovo in un ruolo schizofrenico a gestire notizie senza aver ben presente chi sono e cosa dovrei fare: se mettermi a piangere e farmi consolare o mettere la solita maschera di serenità e prendere tutto nelle mie capaci spalle di medico.

In questa situazione gli unici che mi hanno saputo dire una parola di conforto, di rassicurazione, di speranza, sono stati, e lo dico con fierezza, i miei colleghi rianimatori; probabilmente mi hanno fatto discorsi irreali, non conformi con le aspettative cliniche o con le probabilità , probabilmente non hanno migliorato di una virgola tutto quanto; ma sono gli unici che per qualche momento, mentre dicevano quelle rassicuranti banalità , mi hanno fatto sentire il cuore più leggero.

E in quel momento non mi serviva altro